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M5s chiede a Boldrini e Grasso di poter rinunciare ai vitalizi

L. elettorale: Camera, in corso pareri su emendamentiIl MoVimento 5 stelle chiederà formalmente ai presidenti di Camera e Senato di poter rinunciare come parlamentari del Movimento alla pensione “privilegiata” dei parlamentari. Lo hanno annunciato in conferenza stampa deputati e senatori M5s. “Questo atto di rinuncia formale e sostanziale – affermano – è l’ultima iniziativa forte che facciamo…. Continua »

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La riforma della Costituzione del M5s: riduzione dei parlamentari, abolizione di Cnel e province

beppe-grillo-woodstock-movimento-5-stelleDanilo Toninelli, sul blog di Beppe Grillo, spiega i contenuti della riforma costituzionale che sarà proposta dal MoVimento 5 Stelle: doppio mandato, via i vitalizi dei parlamentari, abolizione di Cnel e province, riduzione del numero di deputati e senatori. Come anticipato nelle scorse settimane, il MoVimento 5 Stelle ha intenzione… Continua »

VERGOGNA PD SUI #VITALIZI – bocciata la richiesta dei 5Stelle: no alla procedura d’urgenza

DGJajXFXoAE1MoRsnapshot104Poco fa in Senato è stata bocciata la richiesta del MoVimento 5 Stelle: no alla procedura d’urgenza.
Hanno detto che ci devono pensare bene!
Vogliono rallentare la discussione che avverrà così solo in autunno e poi approvare modifiche per farla nuovamente tornare alla Camera, quando non ci sarà più il tempo di approvarla e potranno tenersi il vitalizio….Continua >>

Ebbene sì, lo ammettiamo, siamo diretti da Grillo.

Ecco il video che ci smaschera. 😀
Questa sera Beppe c’ha raggiunto in Aula per assistere alla discussione sui Vitalizi e si è messo a scherzare con noi, facendo finta di inviarci degli ordini con i gesti tipici del gioco delle carte.

Cicciolina contro Di Maio: “Ridicolo, il vitalizio è un mio diritto. Chiedimi scusa o ti querelo”

cicciolina-di-maio-300x225L’ex pornostar ed ex parlamentare radicale Ilona Staller difende il suo vitalizio parlamentare e attacca il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, reo di averla inserita in una sorta di black list costituita da percettori dei vecchi vitalizi che M5S ha intenzione di abolire definitivamente. Cicciolina contro Luigi Di Maio…. Continua »

Slitta ancora l’abolizione dei vitalizi. M5S: “Privilegio medievale, il Pd continua a rinviare”

parlamento-italia-220x150Il Movimento 5 Stelle torna a protestare contro la mancata abolizione dei vitalizi parlamentari. La proposta Richetti, avanzata dal Pd, avrebbe dovuto essere discussa il 31 maggio scorso, ma da allora si assiste a continui slittamenti. L’abolizione dei cosiddetti vitalizi parlamentari potrebbe saltare, o quantomeno slittare all’autunno. Inizialmente calendarizzata per… Continua »

Il Pd si tiene i vitalizi (e vogliono innalzare l’età pensionabile)

snapshot490di MoVimento 5 Stelle

Il Pd vuole mantenere il privilegio dei vitalizi. Renzi, che aveva detto di volerli tagliare, si è dimostrato per l’ennesima volta un mentitore seriale. Oggi, infatti, il Governo, in commissione Bilancio alla Camera, non ha presentato la relazione tecnica del Mef sul disegno di legge Richetti,… Continua »

Ora al Senato si scopre il bluff del Pd sui vitalizi (DA LEGGERE E CONDIVIDERE)

2017-02-19T235756Z_1010373977_RC13EB519B00_RTRMADP_3_ITALY-POLITICS-kW0E--835x437@IlSole24Ore-WebNella discussa disciplina dei vitalizi degli ex onorevoli, il Parlamento italiano si è inventato – suo malgrado – un nuovo dettaglio farsesco: il contributo di solidarietà per una Camera sola. Un mese e mezzo fa a Montecitorio il Pd ha fatto … Continua »

La Repubblica mente per difendere i privilegi

la_repubblica_logo2lev_v2di MoVimento 5 Stelle

Repubblica continua con un giornalismo vergognoso. Chi stamattina ha aperto Repubblica ha letto dai titoli una fake news indecente e cioè che il Pd ha tagliato dal 10% al 40% i vitalizi dei parlamentari. Come no! Il giornale di De Benedetti ormai non ha più alcuna decenza.

Ecco spiegato il trucchetto della supercazzola approvata ieri dal Pd alla Camera, e che naturalmente su Repubblica nessuno spiega: agli ex parlamentari che percepiscono un vitalizio pari a 70mila euro l’anno non tolgono nemmeno un centesimo; a quelli che prendono da 70 mila a 80mila euro di vitalizio all’anno, tagliano il 10% ma non del totale – come furbescamente vogliono farci credere il PD e i titoloni di Repubblica -, ma dell’eccedenza rispetto ai 70mila euro! Cioè se un parlamentare prende 71 mila euro il 10% si applica sulle 1000 euro cioè 100 euro. Cioè un taglio dello 0,14%. Una vergogna, una indecenza assoluta. Tradotto: chi prende un vitalizio d’oro, continuerà a prenderà anche oltre il 99% di ciò che prendeva fino a ieri.
E attenzione: questo sarà solo per tre anni. Poi ritorneranno a prendere esattamente come prima.

Intanto chi ha scritto e si è votato questa delibera, PD e compagnia cantando, a settembre si prenderà la sua pensione, dopo 4 anni e 6 mesi su una poltrona, mentre i lavoratori italiani, grazie alla Legge Fornero, in pensione ci andranno dopo 40 anni di contributi.
Questa è la supercazzola PD’, quella che Repubblica chiama ‘riforma’.
Noi questa vergogna dei vitalizi vogliamo abolirla del tutto e lo faremo quando andremo al governo.

Il Pd s’inventa il trucco per tenere i vitalizi (Franco Bechis)

snapshot143I democratici respingono la proposta dei 5 Stelle di equiparare il trattamento dei parlamentari a quello degli italiani. Rivolta di Di Maio & C alla Camera

L’ufficio di presidenza della Camera dei deputati ha bocciato ieri la proposta del Movimento 5 stelle per equiparare i trattamenti pensionistici dei parlamentari in… Continua »

La pensione d’oro è a spese nostre (Franco Bechis)

boldriniI vitalizi ci sono ancora, e non pochi: sono la maggiore delle uscite previdenziali

Nuova follia sulle pensioni degli onorevoli: già in rosso il sistema contributivo perché i versamenti non vengono fatti rendere. Tanto ripiana il contribuente per i parlamentari nel bilancio della Camera dei deputati. Anche se dal 2012… Continua »

Vendola colpisce ancora. La Puglia va in rosso per pagargli il vitalizio (Franco Bechis)

svendolaFranco Bechis – Libero 7.01.2016

Quando l’amministrazione del consiglio regionale della Puglia il 18 settembre scorso deliberò di fare decorrere retroattivamente dal primo di settembre un vitalizio di 5.618,73 euro al mese per Nichi Vendola, presidente uscente della Regione, mise nero su bianco una piccola bugia. Perchè nella delibera fu scritto che si dava «atto… Continua »

La «casta» Boldrini blinda i vitalizi (Franco Bechis)

boldrini salva-privilegi-
Boldrini salva-privilegi mette nero su bianco che i vitalizi resteranno
Laura respinge al mittente odg del M5S per stoppare i super assegni e ricalcolarli col contributivo: «Incostituzionale» E poi scarica la responsabilità su Grasso: serve norma condivisa

>> Franco Bechis – Libero 27.12.2015

L’ha voluto fare mettere nero su bianco in un verbale dell’ufficio di presidenza della Camera dei deputati: i vitalizi dei parlamentari non si possono toccare. Parola di Laura Boldrini, presidente della Camera. Quindi al macero la….Continua >>

Nuovo taglio alle pensioni. Ma i vitalizi dei parlamentari non si toccano

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di Danila Santagata
Ed eccolo qua: un altro bel regalino, nuovo di zecca, per i pensionati. Possibile un taglio del 3 o 3,5%. Come non bastasse il furto già effettuato in passato e l’elemosina di restituzione, che la Corte Costituzionale aveva stabilito per intero, che non ha coperto neanche il 40 per cento di ciò che ai pensionati era stato sottratto.

No, non bastava, perché le coperture non ci sono mai, per le pensioni, per i lavoratori, per gli incentivi alle imprese, per gli aiuti alle famiglie più bisognose. Stranamente, però, per mettere a lucido Milano per l’Expo, per rendere uno specchio le strade del centro di Roma un giorno prima dell’insediamento del nuovo presidente della Repubblica, per tutte queste belle cose i soldi saltano fuori, guarda un po’…come fossero noccioline.

Certo, i nostri politicanti fingono di lambiccare i propri piccoli cervelli sul tema delle risorse in fatto di pensioni. Sembra archiviata la possibilità di utilizzare le proposte avanzate in Parlamento da Damiano-Baretta (2% di taglio per ogni anno di anticipo con un limite dell’8%) e quella sulla “quota 100” tra età e contributi per i costi che potrebbero avere. Secondo i calcoli dell’Inps, esposti dal presidente Boeri in un’audizione alla Camera a giugno, le due ipotesi costerebbero a regime rispettivamente, se tutti coloro che ne hanno diritto utilizzassero l’opzione, 8,5 e 10,6 miliardi l’anno.

Ma, chiedo scusa al mio unico, caro lettore, per la presunzione, dal momento che non sono un’economista, però ne dico una sola: approvare l’ordine del giorno presentato dai 5Stelle per abolire i vitalizi dei parlamentari? Già, proprio quello che la disonorevole Boldrini ha dichiarato inammissibile.

Ma no, caro il mio lettore, siamo in Italia. Queste sono pure utopie. Pur di salvare la casta, la presidente della Camera si assume la responsabilità di affossare una legittima proposta di equità e giustizia sociale, dimostrando, ancora una volta che le attuali istituzioni sono incapaci o non vogliono riformarsi.

Siamo in Italia, mio caro lettore, dove i politicanti pensano a se stessi, agli amici, agli amici degli amici ed a mantenere le poltrone per tutti loro. I pensionati? A loro poco o niente interessa.

Vitalizi, il silenzio degli indecenti (Franco Bechis)

vitalizi
Renzi,Grasso e Boldrini coprono i papponi

Il premier, nonostante gli annunci, non muove un dito per modificare le regole, il presidente del Senato rifiuta di essere intervistato e quella della Camera invece scappa. Eppure per togliere l’odioso privilegio basterebbe poco

Franco Bechis – Libero 30/05/2015

Silenzio. Nessun cenno di risposta dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a cui ieri Maurizio Belpietro ha chiesto ufficialmente dalle colonne di Libero di dare un segnale alle truppe Pd per rimettere in discussione le norme sui vitalizi e porre fine allo scandalo dei papponi delle pensioni. Certo, ieri non è stata gran giornata per Renzi, che si è trovato l’ostacolo di Rosy Bindi pronta ad azzoppare con la sua lista degli impresentabilile regionali del Partito Democratico in Campania. Ma dopo 10 giorni dal commento entusiastico all’inchiesta di Libero («è sacrosanta»), da un premier di solito così attivo e deciso (si fa per dire ndr) ci si sarebbe attesi qualche passo formale. Evidentemente il coraggio di sfidare davvero – e non solo a parole – la passata e pure la presente classe dirigente del suo partito sfilando gli ingiustificati privilegi che li hanno ingrassati e li ingrasseranno, Renzi non ce l’ha. Quando uno non ha coraggio, bisogna provare a darglielo, e Libero non smetterà di tentare.

Meno ancora di Renzi però hanno fatto fin qui i presidenti delle Camere, Laura Boldrini e Piero Grasso. Non una parola sull’inchiesta di Libero, non un cenno almeno di cortesia alla lunga lettera loro inviata dal presidente della Associazione ex parlamentari, Gerardo Bianco, che chiedeva al contrario di difendere la loro categoria dagli scritti di questo giornale. Gran parte di loro si è offesa per il titolo dato alla prima puntata dell’inchiesta: «Papponi delle pensioni», pensando fosse un insulto. Così non era, e lo abbiamo spiegato più volte. Non epiteto,ma constatazione: papponi significa mangioni, e quando uno versa 10 e riscuote 1.00 o 1.000 in pochi anni come è accaduto a centinaia di ex parlamentari e come accadrà ancora per 198 attualmente in Parlamento, si è mangiato non solo la sua pensione, ma anche quella di 10, 1.00 o 1.000 altri cittadini. È una fotografia: continuando a godere di quello spread fra contributi versati e assegni percepiti, tutti i parlamentari che hanno o avranno il vitalizio continueranno ad essere papponi-mangioni delle pensioni altrui.Dovrebbe essere un problema cogente anche per i vertici istituzionali di Camera e Senato, visto che ogni anno grazie a quelle assurde regole previdenziali, hanno un buco in bilancio superiore ai 200 milioni di euro. Dovrebbe essere un problema per il governo, perché quei 200 milioni di buco vengono coperti ogni volta dal ministero dell’Economia grazie al trasferimento della dotazione agli organi costituzionali. E invece sembra che non riguardi nessuno di loro.

Attesa una reazione motu proprio della Boldrini o di Grasso, abbiamo provato a sollecitarla noi negli ultimi due giorni con una richiesta ufficiale di intervista. Da parte di Grasso la risposta è stata cortese, ma negativa: da oltre un anno il Presidente è convinto di stare zitto (in realtà no, ma così ci viene detto),e quindi mantiene il suo silenzio anche sui vitalizi. La Boldrini è invece impegnata con il suo portavoce in un tour in Brasile, e né lei né lui hanno tempo nemmeno per risponderci. Per iscritto, manco a provarci. A voce solo un sussurro del portavoce: «Siamo impegnati, non possiamo». In 48 ore nemmeno un sms di risposta, nonostante le numerose sollecitazioni. Non vogliono guardare quei vitalizi, non vogliono sentire, non vogliono parlare. Anzi, qualcosa di più indicativo a dire il vero è già accaduto. Renzi con il suo governo ha respinto due emendamenti di Scelta civica presentati alla sua legge di riforma del Senato, e quindi ha già detto un no formale alla abolizione dei vitalizi.

L’ufficio di presidenza della Camera ha respinto le numerose proposte in questa direzione presentate anche intempi non recenti dal Movimento 5 stelle. L’ufficio di presidenza del Senato ha respinto a maggioranza schiacciante un emendamento abolisci-vitalizi da poco presentato dal vicepresidente leghista del Senato, Roberto Calderoli, alla recente delibera che sospendeva i lvitalizio fra mille «se» e mille «ma» ai parlamentari condannati. Nei fatti anche Boldrini e Grasso hanno detto di no a una revisione dell’intero status dei Parlamentari. Hanno rivendicato taglietti assai banali ai costi della politica operati sotto la loro presidenza, che non hanno modificato quasi nulla il costo complessivo dei Palazzi della politica. Consiglierei a loro di andare a prendersi qualche bilancio interno di Camera o Senato di fine anni Sessanta. Comprenderanno che tante cose semplici le avevano ben capite i padri della Repubblica. C’erano i vitalizi? No, c’erano pensioni con contributi affidati a una cassa che li investiva e li faceva fruttare. C’era la diaria per il soggiorno a Roma? Sì, ma solo per i parlamentari che prima delle elezioni non risultavano residenti a Roma. C’era il rimborso delle spese di trasporto? Sì: una tessera Atac a ciascuno in modo che tutti i parlamentari potessero prendere senza spesa un tram o un bus per muoversi nella capitale (oggi sarebbe offerta anche la metropolitana che all’epoca non esisteva). E poi rimborsi di volo aereo, di autostrada o di treno, anche wagon lit, ma esclusivamente per muoversi dalla propria residenza a Roma e ritorno. Altri tempi, eh? E perché non tornare alla saggezza dei padri Costituenti, invece di riempirsi la bocca di rispetti costituzionali sempre a vanvera?

I vitalizi milionari dei ministri tassatori (Franco Bechis)

vlcsnap-2015-05-19-13h27m44s91Ci hanno stangato, ora pappano
Da Pandolfi a Longo, da Formica ad Amato, da Del Turco a Fantozzi, Reviglio e Visco: gli sbalorditivi squilibri tra versamenti e assegno percepito dagli ex titolari dell’Economia

Franco Bechis – Libero 19/05/2015

Lo slogan più ripetuto e bugiardo nella storia dei ministri dell’Economia e delle Finanze della Repubblica italiana è sicuramente stato: «Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani». Ricordate l’ultima volta in cui invece è accaduto l’esatto contrario? Quando era? Ieri? L’altro ieri? La settimana scorsa? Non vi è appena arrivata quella cartella di Equitalia che segnalava l’errorino nella dichiarazione dei redditi? O è arrivata la letterina dell’Agenzia delle Entrate che dovrebbe (ma non sempre accade precederla? E quando il commercialista di fiducia ha spiegato: «no,no,sono cambiate le regole. Bisogna pagare di più…»? Si può ben capire quanta simpatia possa suscitare in qualsiasi contribuente italiano l’elenco dei ministri delle tasse. Figurarsi che applausi farà scoppiare la tabellina che oggi Libero offre come riquadro della inchiesta sui papponi(=mangioni) delle pensioni. Un elenco di 11 ministri delle tasse che non contenti di quel che è avvenuto alle tasche degli italiani quando erano in azione nel loro dicastero, sono riusciti una volta andati in pensione a infilarle una seconda volta proprio lì.E dalle tasche dei contribuenti si sono portati via la bellezza di 7,5 milioni di euro, con mani proprio di velluto, perchè probabilmente finchè Libero non ha alzato il velo sullo scandalo dei contributi legati ai vitalizi dei parlamentari, ben pochi si saranno accorti di essere stati beffati una seconda volta.

PiazzaPulita 18/05/2015

Come i loro colleghi i ministri delle tasse si sono portati via molti più assegni vitalizi dei contributi versati. Qualche esempio? Un ex dc come Filippo Maria Pandolfi ha guadagnato sul proprio vitalizio la bellezza di 1,2 milioni di euro. Come? Semplice: ha versato 314 mila euro per la sua pensione da parlamentare e ha incassato fino ad oggi 1,5 milioni di euro di assegni vitalizi. Una speculazione che farebbe invidia ai raider di mezzo mondo, che raramente riescono a guadagnare 5 volte la posta come in questo caso. Non è stato poi da meno un altro ministro delle Finanze come l’ex socialista Francesco Forte. Anche luie ha fatto rendere bene i contributi versati per il vitalizio: i 241 mila euro si sono già trasformati in 1,2 milioni di euro. E lo spread a suo vantaggio è stato superiore al milione di euro. Ci è praticamente arrivato un altro ex ministro economico come Pietro Longo. Ma per luirischia di finire a quel milione la pacchia. Avendo avuto in passato da socialdemocratico qualche pesante disavventura giudiziaria, ormai passata in giudicato, rischia la revoca del vitalizio dalla fine della prima settimana di luglio, secondo il nuovo regolamento. Magari Longo farà ricorso, forse chiederà alla magistratura quella riabilitazione che è la generosa via di fuga lasciata dai presidenti delle Camere. Ma se gli andrà male dovrà accontentarsi di quel milioncino tondo di guadagno. È nelle sue stesse condizioni finanziarie (a due passi dal milione di guadagno), ma non rischia altrettanto un altro ex ministro delle Finanze socialista, come Salvatore Formica, detto Rino. Al momento è riuscito a quadruplicare con gli assegni vitalizii contributi effettivamente versati (e rivalutati a cifre odierne). Non male.

Nell’elenco troverete – perché hanno avuto quella funzione negli esecutivi di cui hanno fatto parte, personaggi già apparsi nelle prime puntate dell’inchiesta come Giuliano Amato, Paolo Cirino Pomicino, Augusto Fantozzi e Vincenzo Visco. Ma ci sono anche già bene avviati due altri ex ministri delle Finanze socialisti. Franco Reviglio, che fu anche presidente dell’Eni (fin qui ha guadagnato sul vitalizio 487 mila euro) e Ottaviano Del Turco, che al momento ha un vantaggio di 325 mila euro che può però cumularsi con un secondo vitalizio, concesso per legge visto che è stato anche presidente della Regione Abruzzo..

VITALIZI AI CONDANNATI: LO STOP È SOLTANTO UN’ALTRA FARSA (Carlo Tecce F.Q. 8-5-2015)

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ESCLUSO IL REATO DI ABUSO D’UFFICIO E AMMESSA LA RIABILITAZIONE. IRA 5STELLE.

Il compromesso sui vitalizi, osannato dal Partito democratico, fa erroneamente pensare che la pensione ai parlamentari condannati sia abolita per sempre. Non è così. Non vale per tutti, forse vale per pochi. Ma è un risultato insperato, una vittoria seppur parziale, per Laura Boldrini e Pietro Grasso. Soddisfatta l’associazione Libera; non il Movimento Cinque Stelle, che ritiene il provvedimento troppo fiacco e non Forza Italia, che preferiva non toccare la materia. Gli uffici di presidenza di Camera e Senato adottano una delibera che elimina il vitalizio per i pregiudicati per i reati di mafia e terrorismo, contro la pubblica amministrazione con pene superiori ai 2 anni e per i delitti non colposi che prevedono una reclusione di almeno 6 anni. È incluso il patteggiamento, ma non in maniera retroattiva. Questo è quel che resta di un testo più volte dibattuto e poi ammorbidito.

IL DISSENSO dei Cinque Stelle si concentra su quel che manca e quel che s’è aggiunto di fretta. Va considerata con attenzione, appunto, l’esclusione dell’abuso d’ufficio (tipico fra i politici) e la riabilitazione che il condannato può richiedere al Tribunale di Sorveglianza e ottenere tre anni dopo l’estinzione della pena (10 per i reati più gravi). Un caso che s’addice a Silvio Berlusconi. L’ex Cavaliere ha ricevuto in Cassazione 4 anni di reclusione (3 indultati) per frode fiscale, fra un paio di mesi, appena la nuova norma sarà in vigore, gli sarà revocato il vitalizio. Ma nel 2018 ne potrebbe usufruire ancora. E i riabilitati fra i protagonisti di Tangentopoli, fanno notare i Cinque Stelle, rappresentano una folta schiera. Il giovedì che ha plasmato il compromesso sui vitalizio è iniziato con un irrituale intervento a palazzo Madama di Ugo Sposetti, senatore dem nonché ex tesoriere Ds. Sposetti ha chiesto il permesso e s’è esercitato sul tema non previsto all’ordine del giorno: “In altre occasioni ho parlato del mio dissenso da decisioni parlamentari spinte dall’antipolitica e dal populismo imperante grazie a organi di informazione pubblici e, comunque, in vita con risorse pubbliche. Riconfermo questa mattina che lisciare il pelo all’antipolitica non è un mestiere che ho mai amato e che non amo e spero di non amare mai. Non ho mai svolto questa professione. Ritengo che i membri del Consiglio di Presidenza si trovino di fronte ad un diritto inalienabile, un diritto acquisito, un diritto che matura con il versamento dei contributi del lavoratore e dell’azienda, un diritto alla sopravvivenza. Per chi ha fatto solo quel lavoro, scatta un diritto alla sopravvivenza”.

DI SOLITO preciso con i numeri, li adopera con maestria da gestore del patrimonio comunista, Sposetti dimentica che soltanto col governo di Mario Monti – anno 2011 – il vitalizio è calibrato sui contribuiti versati, prima valeva il sistema retributivo. Lucio Malan di Forza Italia concede a Sposetti un applauso, il sermone rianima a distanza Fabrizio Cicchitto e fa infuriare i Cinque Stelle: “Indecente”. L’agglomerato centrista, reduci Ncd e reclute Udc, è in perfetta sintonia con il senatore dem e con i forzisti.
Le ragioni di Sposetti vengono esposte che è mattina e c’è ancora tempo per litigare. I Cinque Stelle provano a emendare le delibere pronte a ricevere un sigillo unanime a sinistra (Sel e Pd), esteso a Lega Nord e Fratelli d’Italia: il tentativo fallisce, e allora disertano la Camera e bocciano al Senato. I democratici, che si dissociano da Sposetti per bocca del capogruppo Luigi Zanda, accolgono entusiasti la delibera e ne fanno un proprio titolo di merito perché, argomentano, il Movimento s’è defilato nel momento topico.

I CINQUE Stelle, furibondi, precisano che non accettano delibere annacquate. Laura Bottici, questore al Senato, sostiene che Grasso e Boldrini hanno aderito al compromesso del partito di Renzi: “Per undici mesi, sono stata l’unica a sostenere il presidente Grasso nel richiedere una vera abolizione e l’approvazione di una delibera, contrastata in questo anche dalla maggioranza predominata dal Pd. Poi la scorsa settimana dopo mesi di battaglie, i presidenti di Senato e Camera hanno giocato al ribasso con il partito di Renzi, partorendo una proposta farsa con molte falle”. Cioè un compromesso. Per un successo a metà.

Salvini garantista slalomista, l’Alberto Tomba della destra (Luisella Costamagna)

robinson-luisella-costamagna-9220_2624375_687857Luisella Costamagna | Il Fatto Quotidiano 24-3-2015

Caro Matteo “Doppio Slalom” Salvini, Certo ne ha dovuta mangiare di cassoeula per diventare, da “nullafacente” negli studi Mediaset, segretario della Lega. E portarla addirittura al 15% nei sondaggi (occhio però, sono solo sondaggi). Coerente nell’opposizione al governo Renzi, e prima ai governi Letta e Monti, nelle battaglie contro l’Europa-Forcolandia e l’immigrazione (sia pure, oggi, con maggiori cedimenti alla destra neofascista), non sembra esserlo altrettanto nelle prese di posizione su moralità e giustizia. Su questi temi, deve ammettere, riesce a fare slalom sorprendenti, degni di Alberto Tomba.

OGGI che Renzi difende i suoi sottosegretari indagati, lei giustamente tuona: “È garantista coi suoi amici ed è inflessibile con chi non sta nella sua cerchia”; così come giustamente era intervenuto contro il decreto del Governo sulla non punibilità dei reati più lievi: “Niente galera per chi commette furto, danneggiamento, truffa – scrisse su Facebook – con la sinistra al potere l’Italia diventa il paradiso dei delinquenti”. Peccato però che poi, tra il dire e il fare, lei e la Lega abbiate messo di mezzo un mare più vasto di quello che vorreste sbarrare ai migranti. La sua Lega Nord ha appeso molto presto al chiodo il cappio dei tempi di Mani Pulite: è stata l’alleato più fedele di Berlusconi, e pur avendo i ministeri strategici (per Berlusconi) della Giustizia e dell’Interno, ha votato tutte – dico tutte – le leggi ad personam . Alla faccia della legge uguale per tutti. Poi, per non essere da meno, anche voi siete stati travolti dagli scandali: Belsito, Bossi, il Trota, soldi pubblici finiti (pare) in diamanti, investimenti in Tanzania e lauree farlocche.

Certo, le colpe dei padri non possono ricadere sui figli neanche in politica, quindi si aspetta: cosa farà Salvini, il nuovo segretario tutto d’un pezzo che rivolta la Lega come un calzino? Chiede la galera per i ladri d’appartamento, ma non si costituisce parte civile contro quelli che hanno rubato in casa sua (e nostra).

NON SOLO: a proposito dell’“essere garantisti solo con gli amici”, la Lega si schiera contro la decadenza di Berlusconi e, nell’ultimo anno, si astiene sulla riduzione delle pene per il voto di scambio politico-mafioso e sull’autoriciclaggio, e dice no all’ordine del giorno del M5S sulla sospensione dei vitalizi per i parlamentari in carcere (tipo “l’amico” Marcello Dell’Utri), nonché all’uso delle intercettazioni per il senatore Ncd Azzollini (indagato per una presunta maxi-frode da 150 milioni di euro) e per l’ex senatore Pd Papania (sotto inchiesta per voto di scambio e corruzione). Alla faccia della tolleranza zero contro il malaffare. Per arrivare alla sua recente richiesta di dimissioni del ministro Lupi, che “tiene famiglia”. Ma pure lei non è certo un agnello, visto che ha piazzato la sua ex compagna in Regione Lombardia.

Caro Salvini, non è che anche per lei valgono due pesi e due misure: evoca “manette di ghisa” per poveri cristi e immigrati, e “tenuità del fatto” per gli amici potenti? Da uomo del Nord, forse, potrà dare lezioni di sci a Renzi, ma non di questione morale. Su questa, temo, il vostro è uno slalom parallelo.
Un cordiale saluto.

Ecco i senatori che hanno votato “no” all’abolizione dei vitalizi per i politici in carcere!

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Pd, Forza Italia, Ncd, montiani e la Lega salvano il vitalizio di Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi.

Oggi al Senato questi parlamentari hanno votato contro un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle a prima firma Mario Giarrusso che chiedeva la sospensione del vitalizio agli onorevoli in carcere per custodia cautelare. Come se non bastasse, il Pd ha evitato il voto su un odg che avrebbe soppresso il vitalizio ai senatori condannati come Dell’Utri e Berlusconi.

Come hanno fatto? Hanno cercato di “dissolvere” l’ordine del giorno M5S dentro un altro ordine del giorno proposto dal Pd che è una promessa di Pinocchio: leggiamo infatti che anziché sopprimere i vitalizi per i condannati, il documento invita a: “a concludere nel minor tempo possibile l’esame della proposta che il consiglio di presidenza (la proposta è di Laura Bottici-M5S depositata lo scorso 9 giugno ndr) ha avviato lo scorso 25 luglio” .

Un gioco di parole per guadagnare tempo e non decidere ancora nulla.

Questo giochino non impegna affatto il Senato in maniera inequivocabile a sopprimere i vitalizi per i condannati come da noi proposto: concludere l’esame non significa approvare la soppressione dei vitalizi per i condannati. L’ufficio di presidenza potrebbe anche bocciare la proposta di Laura Bottici del M5S!

Il Bilancio del Senato poteva essere una buona occasione per tagliare i privilegi della casta. Per questo, con una serie di odg, il M5S aveva chiesto innanzitutto la riduzione di indennità, vitalizi e diaria dei senatori. Ma indovinate cosa ha fatto l’Aula di Palazzo Madama? Ovviamente ha votato contro. Questo è il Pd dello pseudo-rottamatore Matteo Renzi.

Il M5S ha chiesto di ridurre l’indennità dei senatori portandola a un massimo di 5mila euro lordi. Stessa cosa per la diaria, che chiediamo non superi i 3.500 euro lordi e che venga erogata sulla base delle effettive presenze in Aula. La riposta è stata no.

Abbiamo proposto di abolire da subito l’assegno di fine mandato e di destinarlo alle finanze statali, di ridurre i vitalizi per gli ex senatori, che ci costano ben 82,5 milioni di euro solo nel 2014. La nostra proposta è stata bocciata.

Infine, il M5S ha previsto una sforbiciata anche alle figure dirigenziali del Senato che costituiscono uno spreco: ad esempio abbiamo chiesto che il Vice Segretario Generale sia uno solo. Ne ricaveremmo un risparmio di almeno 300mila euro. Ma l’Aula del Senato ha detto no.

Mentre il Movimento 5 stelle continua a lavorare per abolire sprechi e privilegi nei palazzi della politica, la maggioranza al governo da una parte dichiara di voler cambiare verso e dall’altra opera per conservare intatti tutti i privilegi acquisiti dalla casta. (fonte)

LEGGI E DIFFONDI I NOMI E COGNOMI DEI SENATORI PD, FI, NCD, SCELTA CIVICA, LEGA che hanno votato contro la proposta del M5S!

La battaglia del M5S contro i vitalizi dei partiti in Regione Lazio

soldi-partiti“Alla Regione Lazio siamo arrivati ad un punto critico, dopo 3 giorni di discussione sulla legge per la spending review. Abbiamo chiesto l’abolizione dei vitalizi per gli ex consiglieri regionali (20 milioni di euro), una nostra storica battaglia e a fronte di 5000 emendamenti, dopo una proposta del M5S al PD per venire anche incontro ai “criteri” per abolirli, facendo un passo indietro NOI, si sono chiusi a riccio. Abbiamo presentato quasi 3000 emendamenti per dare tempo all’aula di esprimersi su questi argomenti ma abbiamo trovato solo una ferma mancanza di volontà di discutere, nonostante i nostri tentativi di dialogo durati fino alla serata di ieri, quando la Giunta ha calato un maxiemendamento che chiude la discussione. Ieri Storace si è svestito dei panni del moderato uomo delle istituzioni e ha recuperato quelli giovanili, insultando Barillari e tutto il Movimento 5 Stelle, nella generale solidarietà dell’Aula. Nel Consiglio Regionale del Lazio vogliono zittire l’opposizione come hanno fatto con la tagliola in Parlamento, noi resistiamo e continuiamo la nostra lotta senza quartiere ai privilegi..” Davide Barillari, M5S Lazio

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