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Carrara, il Pd avvia espulsioni dopo scontro sul candidato sindaco e la storica sconfitta: 16 dem nella lista nera

pd-675Il partito si era spaccato nei mesi precedenti alle amministrative e la vicenda era finita anche nelle aule di tribunale. Adesso il commissario cittadino avvia l’iter per espellere chi ha sostenuto un candidato diverso da Andrea Zanetti, espressione ufficiale dei dem nella corsa a sindaco Sedici lettere per avviare l’espulsione… Continua »

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Pistoia, arrestato il sindaco Pd di Pescia: “Ha speso oltre mezzo milione dei Comuni montani per cellulari e benzina”

giurlani-675-220x150Acquistava cellulari e i-Pad e faceva benzina con i soldi della delegazione toscana dell’Unione dei Comuni montani di cui è stato presidente dal 2005 al 2016.

Con questa accusa è stato arrestato Oreste Giurlani, il sindaco Pd di Pescia, grosso centro in provincia di Pistoia. Giurlani, che si trova ai domiciliari, è… Continua »

Traffico di rifiuti a Firenze, indagati i “Renzie boys”

1493376677-lapresse-20170428112830-22932445Accuse a tre dirigenti dell’azienda pubblica Alia fra cui il supermanager riconfermato da Nardella

L’odore di marcio non proviene solamente da Banca Etruria. C’è puzza anche in altri ambienti legati al Giglio magico, i soliti amici degli amici che si spartiscono poltrone in tutta Italia.

Altri sei di loro sono finiti nel registro degli indagati. E, trattandosi di marcio appunto, questa volta i problemi nascono dall’azienda che gestisce i rifiuti di mezza Toscana, Alia Spa, 100% pubblica, rifondata fresca fresca il 20 marzo scorso dalle ceneri dell’ex Quadrifoglio e in….Continua >>

Renzi cede ai francesi pure il mare dell’isola di Capraia

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“Sono state cedute porzioni di superficie marina per 339,9 kmq e acquisite per 23,85 kmq con una diminuzione di 316,05 kmq”

Non bastava il mare della Sardegna. Il governo Renzi ha ceduto alla Francia anche il mare toscano, precisamente quello davanti all’isola di Capraia.

“Sono state cedute porzioni di superficie marina per 339,9 kmq e acquisite per 23,85 kmq con una diminuzione di 316,05 kmq”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura….Continua a leggere >>

La bufala di Friedman e gli affari con Proto

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Villa vendesi
Il sedicente finanziere: “Mi pagò la consulenza in nero, lo aiutai per un conto svizzero”

» ANDREA SCERESINI | il Fatto Quotidiano 11.10.2015

Che cosa hanno in comune Alan Friedman e Alessandro Proto? Il primo, giornalista e scrittore statunitense, autore best-seller di Ammazziamo il gattopardo, ha appena pubblicato la prima biografia autorizzata di Silvio Berlusconi, My way. Il secondo – sedicente finanziere, autoproclamato “lupo di corso Buenos Aires” – ha patteggiato nel 2013 una condanna a tre anni e dieci mesi per aggiotaggio e manipolazione dei mercati: i suoi comunicati raccontavano operazioni inesistenti. Eppure tra i due si sarebbe consumato, circa quattro anni fa, un intricato rapporto d’affari.

Aprile 2011. Friedman mette in vendita una sua tenuta nelle campagne lucchesi, villa Orsetti. Chiede 25 milioni di euro. CONTINUA A LEGGERE

Olio extravergine, maxi sequestro in Toscana: si indaga sulla provenienza

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La Forestale controlla l’autocarro fermato

Il carico, intercettato dalla forestale nel corso di un controllo stradale, risultava privo dei requisiti di rintracciabilità

A seguito di un controllo in prossimità del casello autostradale di Bettolle sono stati sequestrati dalla guardia forestale circa 12mila litri di olio. Il prodotto, etichettato come “extra vergine di oliva 100 % italiano – campagna 2014 – 2015, sarebbe stato prodotto in Puglia. Sebbene non sia escluso, su questo si continua a indagare, possa arrivare anche da stati nordafricani. 

II sequestro è avvenuto perché erano assenti i requisiti di rintracciabilità del prodotto. Dalle verifiche condotte, infatti, sono emerse irregolarità nella compilazione della bolla di accompagnamento della merce. Ad esempio il riscontro dei chilometri percorsi dall’autocarro che trasportava la merce fanno sospettare che il carico, destinato su carta a una nota azienda olearia della provincia di Firenze, risultata però estranea alla vicenda, potesse essere indirizzato altrove. O addirittura che il prodotto possa essere stato sostituito durante i 4 giorni impiegati per arrivare dalla Puglia alla Toscana. Gli investigatori non escludono nemmeno l’ipotesi che l’olio potesse essere utilizzato da qualche azienda per essere mischiato con il prodotto locale, quest’ultimo scarso a causa delle condizioni meteorologiche e della mosca olearia. Motivo per cui quest’anno la Forestale ha attivato in tutta la regione una specifica campagna di controlli finalizzati a verificare la movimentazione dei prodotti olivicoli (olive ed olio), al fine di prevenire frodi a danno dei consumatori e preservare la regolarità del mercato. Infatti il marcato calo di produzione degli oliveti toscani potrebbe incentivare traffici

fonte: firenzetoday.it

Renzi condannato in primo grado dalla Corte dei Conti per danno erariale e nessuno ne parla

renziIl Sindaco di Firenze Matteo Renzi è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti della Toscana.

Sicuramente un biglietto da visita non proprio positivo per il Sindaco fiorentino del Pd che punta dritto a Palazzo Chigi e alla segreteria del partito. Una condanna, seppur in primo grado, per un amministratore locale non è decisamente un buon viatico. Il Sindaco infatti, quando era Presidente della Provincia di Firenze, aveva assunto dei dipendenti con una categoria di inquadramento sbagliata rispetto ai requisiti realmente posseduti da queste persone.

In pratica Renzi aveva assunto 4 segretarie per il suo staff con un contratto di categoria D invece che C, in soldoni stipendi gonfiati. Queste infatti non possedevano alcuna laurea, pertanto è stato ravvisato un danno erariale che la procura contabile aveva originariamente stimato in 2 milioni e 155mila euro, ridotto dai giudici di primo grado a un risarcimento di 50mila euro. Di questa somma, circa 14mila sono stati posti a carico del rottamatore e 1.000 al suo vice di allora, Andrea Barducci, oggi promosso presidente della Provincia medesima. Il resto è stato addebitato a ex assessori e funzionari dell’ente locale. Le persone condannate sono 21; nove dei 30 indagati sono stati archiviati.

Renzi contestò pesantemente il lavoro della procura contabile: «Una ricostruzione fantasiosa e originale».. Nessuno tuttavia gli ha sentito dire: accetto la sentenza, la giustizia faccia il suo corso, auspico tempi brevi per il processo di appello. Del quale, a due anni dal verdetto di primo grado, si è persa ogni traccia.

Ma la Corte dei conti ha dovuto occuparsi anche delle spese di rappresentanza del giovane presidente della provincia di Firenze. Le ha denunciate un dipendente di Palazzo Medici Riccardi che ha il dente avvelenato con Renzi. Il suo mandato è costato ai contribuenti fiorentini 600mila euro in cinque anni tra viaggi, ristoranti, regali, ospitalità: una visita negli Stati Uniti nei giorni in cui Obama fu eletto presidente è costata 70mila euro.

La Provincia aveva dato a Renzi una carta di credito con un plafond di 10mila euro mensili. I magistrati contabili sono andati a caccia dei giustificativi, ricevute e scontrini. Quando mancavano, il capo di gabinetto autorizzava ugualmente gli esborsi: «Spese regolarmente eseguite in base alle disposizioni contenute nel disciplinare delle attività di rappresentanza istituzionale». Renzi ha fatto felici le migliori cucine di Firenze: 1.300 euro alla pasticceria Ciapetti, 1.855 euro alla Taverna Bronzino, 1.050 euro da Lino e 1.213 al Cibreo.

Sotto inchiesta sono finiti anche i 4,5 milioni che la provincia ha elargito alla Florence Multimedia, società che svolge attività di comunicazione e informazione per la provincia.

fonte: articolotre.com

Le 10 piaghe di Renzi

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Matteo Renzi è figlio di Tiziano Renzi, ex membro della DC e gran signore della Margherita e della Massoneria in Toscana. Il feudo incontrastato della famiglia Renzi è il Valdarno, dal quale si stanno allargando a macchia d’olio. Il padre di Matteo controlla dalla metà degli anni ’90 la distribuzione di giornali e di pubblicità in Toscana. Questo, unito agli affari con la Baldassini-Tognozzi, la società un po’ edile e un po’ finanziaria che controlla tutti gli appalti della Regione, spiega l’ascesa di Matteo Renzi.

Le prime 10 cose che non vanno di Matteo Renzi:

1) Da presidente della Provincia, tra il 2004 e il 2009, ha acquisito il controllo di tutta la stampa locale, radio e tv, in Toscana. L’ultimo giornale che un po’ gli era ostile era “La Nazione”. Per questo, in occasione dei 150 anni di questo giornale, ha fatto ospitare dai locali della Provincia, in via Martelli, una mostra che, naturalmente, è stata pagata coi soldi di noi contribuenti. In questo modo, La Nazione è divenuta renziana.

2) Renzi per controllare ancora meglio l’informazione locale, ha trovato un secondo lavoro a moltissimi giornalisti: gli uffici stampa degli eventi organizzati dalla Provincia, come il Genio fiorentino, il suo stesso portavoce, tutta una serie di riviste inutili e costossime per la collettività (Chianti News, InToscana, ecc.) servono a lui e a Martini, il presidente della Regione, a tenersi buoni i cronisti locali. Inoltre, trasmissioni come “12 minuti col Presidente”, che va in onda su RTV 38 e Rete 37, gli sono servite a dare delle tangenti legalizzate alle redazioni di queste emittenti che ormai, in lui, riconoscono il vero datore di
lavoro.

3) Tra le cose di cui più si vanta Renzi, vi è il recupero di Sant’Orsola. Il grande complesso situato in San Lorenzo, chiuso e abbandonato da molti decenni, sarebbe stato recuperato dalla Provincia -così dice Renzi- con un investimento iniziale di 20 milioni di euro. E questo non è vero. Infatti, a bilancio, a fine anno, la Provincia per Sant’Orsola ha stanziato la miseria di un milione di euro. E’ un esempio del suo continuo modo di mentire.

4) Renzi in questi 5 anni ha utilizzato la Provincia allo scopo di promuovere la propria immagine personale coi soldi nostri. A questo servono manifestazioni inutili e costose come “Il Genio fiorentino” e “Riciclabilandia”. Attraverso l’utilizzo delle consulenze, degli uffici stampa, della commissione di sondaggi, pubblicazioni e pubblicità ha creato una vasta rete clientelare di giornalsti che non ne contraddicono mai le posizioni.

5) L’inchiesta di Castello: Matteo Renzi, come presidente della Provincia, è molto più coinvolto del sindaco Domenici. Infatti, le opere oggetto dell’inchiesta sono quasi tutte commissionate dalla Provincia: tre scuole, una caserma nonché naturalmente il nuovo (e che bisogno c’è?) palazzo della Provincia. Eppure sui giornali ci è finito Domenici.

6) Il braccio destro di Ligresti, patron della Fondiaria, Rapisarda, lo si vede bene nelle intercettazioni telefoniche, pretende che per le commissioni di Castello la Provincia faccia una gara d’appalto. “sennò ci accusano di fare noi il prezzo”, spiega Rapisarda al telefono all’assessore Biagi. Pochi giorni dopo quella telefonata, compare questo titolo su Repubblica: “Renzi contro la Fondiaria: per Castello si farà la gara d’appalto”. Ovvero: Renzi è colui che meglio esegue le volontà della Fondiaria e poi
appare addirittura come quello contro i poteri forti!

7) Nel 2004 come prima cosa taglia i fondi della Provincia per la raccolta differenziata. Risultato, i Verdi si arrabbiano (giustamente) e lui li espelle dalla Giunta.

8) Dal 2004 Renzi ha creato un’infinità di società alle quali la Provincia commissiona eventi culturali, indagini di mercato e così via. Il caso più clamoroso è quello di “Noilink” che, durante le primarie del PD, diventa il suo vero e proprio comitato elettorale!

9) Tutti i giornaletti del cappero che arrivano nelle case dei fiorentinim a partire da “Prima, Firenze!” sono stampati coi soldi della Provincia

10) Nessun giornalista osa fare una domanda su quanto abbiamo riportato nei primi nove punti a Matteo Renzi.

Passate Parola!!!
fonte: Alan Baritono

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