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Il marito torna casa, l’amante scappa nudo sul tetto

snapshot124Un uomo nudo, appena uscito dalla finestra di un appartamento, si rannicchia sul cornicione del palazzo: la scena, che circola in questi giorni sui social, è stata filmata in Francia dal dirimpettaio del condominio. L’ipotesi più accreditata, tra gli utenti, è quella dell’amante che si nasconde dal ritorno inaspettato del… Continua »

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I 5 Stelle giù dal tetto Ma gli chiedono i danni

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di Luca De Carolis
Sono fiero di voi, loro sono morti”. Pochi attimi prima di scendere dal tetto della Camera, i 12 deputati di Cinque Stelle telefonano a Beppe Grillo. E dall’altra parte della cornetta trovano complimenti e il consueto attacco ai partiti “tradizionali”. Nervosissimi per il blitz di Cinque Stelle, pensato per richiamare l’attenzione sulla riforma della Costituzione a colpi di maggioranza. A occhio, più che riuscito. Perché tra un attacco e l’altro ai grillini si è parlato finalmente anche dell’assalto alla Carta, con lo stravolgimento dell’articolo 138. E pazienza se la Camera chiederà i danni ai 12, su cui pesa anche il rischio di sospensione. “Volevamo fare rumore su un tema fondamentale, e ci siamo riusciti”, sostiene Manlio Di Stefano, uno dei 12 saliti venerdì pomeriggio sul tetto di Montecitorio.

ffQUELLO STRISCIONE srotolato sulla facciata del palazzo, “La Costituzione è di tutti” e la notte trascorsa lassù con i trolley stipati di vivande, per l’ira della presidente Boldrini e di due terzi della Camera, hanno smosso le acque. Certo, domani l’aula riprenderà a votare a tappe forzate il ddl costituzionale, e martedì pomeriggio la partita dovrebbe essere già chiusa. Perché i numeri sono quelli: a favore della riforma c’è tutta l’alleanza delle fragili intese (Pd, Pdl e Scelta Civica), con l’aggiunta di Lega Nord e Fratelli d’Italia. Contro, solo Sel e Cinque Stelle. Ma Di Stefano ostenta soddisfazione: “Questa è una partita che si gioca a medio termine, da qui a dicembre continueremo con la nostra opposizione democratica” continua Di Stefano, che racconta una notte lunghissima: “Abbiamo avuto un po’ di freddo, non avevamo abbastanza coperte. Ma dalla piazza la gente ci sosteneva. I questori avevano ordinato ai commessi di non farci usare i servizi igienici: o meglio, a chi fosse sceso dalla terrazza doveva essere impedito di farvi ritorno”. L’occupazione è andata avanti ugualmente, sino a ieri pomeriggio. Per i 12, poteva già bastare. “Non avevamo detto nulla del blitz a Grillo” assicura Di Stefano, che rivendica “l’autonomia di pensiero” dal fondatore.

schermata339MENTRE Grillo alzava ancora la voce contro i fuori linea, sulle agenzie era un rincorrersi di attacchi ai 12 occupanti di Cinque Stelle.
Ma arriverà una richiesta di danni, con ogni probabilità dall’Ufficio di presidenza convocato per domani, che dovrà decidere anche su eventuali sanzioni per i 12 pentastellati.
Quanto alle sanzioni, i 12 potrebbero essere sospesi dai lavori, per un periodo dai 2 ai 15 giorni.
Luigi Di Maio, M5S e vicepresidente della Camera: “I costi certificati sino a venerdì dal questore della Camera (quello ‘anziano’, Stefano Dambruoso, ndr) sono pari a zero. Poi dovete aggiungere 75 euro a dipendente”. Di Stefano aggiunge: “Per noi sono rimasti due commessi, per una spesa di 150 euro. Ossia, il costo di un giro in auto blu della Boldrini”.
E la possibile sospensione? “Sarebbe davvero troppo, considerando anche il caso Berlusconi”, replica Roberta Lombardi.

[VIDEO] Sgomberata villetta occupata a Milano, tre ragazzi sul tetto. La protesta dopo il blitz della polizia e le manganellate

Milano, (Tmnews) – Protestano sul tetto contro lo sgombero di una casa occupata a Milano. Sono tre militanti del collettivo “Lambretta” che si trovano in cima a una palazzina di piazza Edoardo Ferravilla, in zona Città Studi. Sul posto le forze dell’ordine in assetto antisommossa che hanno sgomberato la palazzina occupata abusivamente dal 21 aprile scorso.Una trentina di ragazzi che dormivano all’interno hanno cercato di impedire l’accesso delle forze dell’ordine. Sono volate un po’ di manganellate.”Siamo stati caricati all’ingresso – spiega Carlotta del collettivo Lambretta – Eravamo usciti per fare resistenza passiva, non avevamo né caschi né nulla. Ci eravamo messi all’entrata dello spazio”Questo il racconto di Carlotta, del collettivo Lambretta, che è stata spinta all’esterno insieme agli altri mentre tre giovani riuscivano a raggiungere il tetto. Gli immobili erano stati occupati dopo che per circa 15 anni erano rimasti vuoti e in stato di abbandono. Una volta sgomberata, la villetta dovrebbe essere ristrutturata dall’Aler che ne è proprietaria e che al suo interno vorrebbe aprire dei suoi uffici.”La palazzina appartiene all’Aler – sottolinea – che ha una gran quantità di appartamenti sfitti da anni e non li assegna alle famiglie che hanno bisogno di una casa”.La settimana scorsa il Comune, con una lettera ufficiale inviata da Paolo Limonta al questore di Milano, aveva chiesto di non procedere allo sgombero.
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