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Paestum, Raffaella annega per salvare tre bambini: “Abbiamo provato a rianimarla ma senza riuscirci”

snapshot31Raffaella Esposito Alaia aveva solo 34 anni ed il sogno di aiutare gli altri. E’ morta a Paestum (Salerno) durante una gita insieme ai ragazzi della comunità al quale prestava servizio gratuitamente. Attorno alle ore 15 è scattato l’allarme, 3 bambini si sono allontanati troppo dalla riva e non riuscivano… Continua »

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Furto d’auto in diretta, attenzione a questa tecnica, fate girare

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Di padre in figlio, indagato per concorso in bancarotta De Luca jr.

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Tornano ad incrociarsi il nome De Luca e quello di Piazza della Libertà. questa volta, però, il De Luca in questione di nome fa Piero ed il figlio di Vincenzo, detto ‘o Sceriffo, già sindaco comunista di Salerno ed attuale governatore della Campania in quota Pd. Proprio per il rifacimento… Continua »

I 5Stelle: “Ecco come cambieranno la legge Severino”

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“NELLA RIFORMA DELLA P.A. C’È UNA DELEGA IN BIANCO, COSÌ SALVERANNO IL RAS DI SALERNO”

Il governo vuole cambiare la legge Severino e, nel farlo, vuole le mani libere, magari per poter finalmente salvare De Luca”. L’accusa arriva dal M5s: “Nella riforma della Pubblica amministrazione c’è infatti una delega in bianco al governo per poter riscrivere a proprio piacimento le norme”, attaccavano ieri i 5Stelle. Sotto accusa c’è l’articolo 6 della legge che autorizza l’esecutivo a modificare il decreto legge 39, che si occupa, secondo l’accusa dei pentastellati, “proprio dell’inconferibilità e incompatibilità degli incarichi nella p.a.”. Una sassata al governo, che ha replicato col ministro Marianna Madia: “Per evitare strumentalizzazioni sul caso De Luca sono pronta allo stralcio delle previsioni contenute nella riforma che aprono a una revisione delle decreto legislativo, di attuazione della legge Severino, in materia di inconferibilità e incompatibilità negli incarichi”. Anche se, ha sottolineato il ministro, “Il decreto che potrebbe riaprire il caso De Luca è un altro”. La questione è complessa e riguarda anche le modifiche alla Severino chieste il 10 giugno dal presidente dell’Anac Raffaele Cantone. De Luca è stato condannato per abuso d’ufficio, e secondo la legge Severino, sarà sospeso.

LE NORME che lo prevedono, in effetti, sono contenute in un altro decreto attuativo della legge anticorruzione, il 235 e non il 39, ch riguarda gli incarichi amministrativi negli enti pubblici, e non le cariche elettive. Le osservazioni dell’Anac riguardavano la disparità del trattamento applicato a dirigenti e politici. Questo perché mentre il primo testo prevede “una differenziazione della gravità dei reati e pertanto delle conseguenze, quello che regola la sospensione di politici, regionali e locali non fa distinguo”. Per questo, ha spiegato Cantone, “è opportuno che il legislatore proceda a un’armonizzazione”. Per l’Anac dovrebbe essere una delega al governo a stabilire se allargare o stringere le maglie per i politici. Ed è proprio questa la ragione dell’allarme sollevato dai 5stelle. Il rischio, spiegavano ieri alcuni deputati M5s, è che il governo scelga proprio la delega sulla p.a. per intervenire, facendo piovere alla Camera (dove il testo è in discussione) un emendamento che gli permetta di modificare anche il decreto 235.

Matteo Renzi difende De Luca indagato

De-Luca-rifiuti-Salerno2-300x225Invitava la Cancellieri a lasciare, ma del suo uomo dice: «Non è condannato». Il M5S chiede la sfiducia

Il caso Vincenzo De Luca porta ad un duro scontro frontale tra il Pd e i 5stelle. E non solo, perché infiamma anche casa Pd, visto che Matteo Renzi difende De Luca e per questo viene attaccato proprio da alcuni compagni di partito. Intanto il Movimento 5 Stelle va giù duro e chiede alla presidenza del Senato di calendarizzare una mozione di sfiducia contro il viceministro ai Trasporti Vincenzo de Luca, nonché sindaco di Salerno.
Lo fa attraverso Andrea Cioffi che in Aula afferma: «Se è vero che a destra c’è puzza, c’è puzza anche a sinistra. C’è molta puzza qui dentro». Cioffi spiega: «Abbiamo saputo che il viceministro delle Infrastrutture risulta indagato, un avviso di garanzia non si nega a nessuno, per gravi fatti per i quali abbiamo anche presentato quattro interrogazioni parlamentari e sono state sporte 23 denunce alla procura della Repubblica, la quale solo adesso si è mossa. Mi sembra di ricordare una certa inerzia amministrativa in passato, visto il ruolo dell’ex procuratore di Salerno, ma lasciamo stare». Il riferimento è al fatto che De Luca risulta indagato per presunti abusi edilizi. Senza contare che sono stati sospesi i risultati del voto della convenzione Pd proprio a Salerno, per il sospetto di brogli.

Grillo attacca (giustamente) il sindaco di Firenze via blog, in un post intitolato «il prendinculo degli italiani»: «Cipollino Renzie dice (e twitta) una cosa, poi cambiaverso e ne fa un’altra. Prima dice che la Cancellieri si deve dimettere, poi ordina ai suoi parlamentari di votare secondo il volere di Letta e Napolitano, contro l’unica mozione di sfiducia presentata dal M5S e salva la poltrona alla ministro amica dei Ligresti». Su Twitter, Renzi torna sulla vicenda e risponde alle critiche: «Le dimissioni si chiedono ai condannati, non agli indagati. In un Paese civile un avviso di garanzia non è una condanna». Ma le bordate continuano, anche dal Pd. Per esempio dal lettiano Guglielmo Vaccaro. Renzi «bombarda la Cancellieri, ma su De Luca che fa il vice ministro e il sindaco non dice niente perchè è un suo sostenitore. Deve dire: De Luca dimettiti da una delle due cariche e dirsi favorevole a commissariare Salerno per i brogli acclarati».

DE LUCA: VICEMINISTRO “PER FINTA”, SINDACO ETERNO DI SALERNO

IL PRIMO CITTADINO PD: NON HO DELEGHE DI GOVERNO, POSSO MANTENERE ENTRAMBE LE CARICHE. INTANTO INCASSA APPALTI PER 250 MILIONI E PUNTA A CANDIDARSI COME GOVERNATORE

sindaco de luca-0024di Vincenzo Iurillo

A prima vista la lettera con cui confessa di non essere un vero viceministro, ma un mezzo abusivo del governo Letta, fa sorridere. Invece è la sua ennesima furbata. Vincenzo De Luca è un politico dalla mente diabolica. Viceministro Pd alle Infrastrutture per un esecutivo che potrebbe cadere da un momento all’altro, sindaco di Salerno stretto nella morsa di una procedura di incompatibilità, di fronte al rischio di perdere due poltrone in poche settimane e scomparire definitivamente dalla scena ha reagito estraendo il coniglio dal cilindro. Ossia, firmando un documento esilarante ma che gli tiene aperte tutte le porte e gli fa conquistare tempo prezioso per completare in prima persona alcune importanti opere pubbliche a Salerno – la Lungo Irno e la metropolitana leggera, che dovrebbero inaugurarsi tra ottobre e i primi di novembre – e lo tiene in caldo e competitivo per una campagna elettorale da qui a breve. Se ci sarà, come è probabile. Se poi sarà quella per la presidenza della Regione Campania, contro l’amata-odiata concittadina Mara Carfagna, o per un nuovo mandato da sindaco, il terzo consecutivo (possibile, per la legge), si vedrà. Perché non dipende solo da lui. Ma andiamo con ordine.

MENTRE nella conferenza stampa di ieri in Comune De Luca snocciolava alla velocità della luce l’elenco di appalti pubblici per 250 milioni a Salerno (“hanno sbagliato a scrivere 200 milioni, sono di più”), tra il pubblico circolava la copia di una lettera del sindaco al presidente del consiglio comunale. Le controdeduzioni di De Luca alla contestazione di incompatibilità. Con le quali il sindaco ammette di essere un viceministro per finta. “L’incarico implica deleghe conferite dal ministro e approvate dal consiglio dei ministri. È l’attribuzione delle deleghe che dà piena effettività alle funzioni. Allo stato, però – ricorda – pur avendo giurato nelle mani di Letta, non ho ricevuto alcuna delega. Quindi non c’è incompatibilità tra le cariche di sindaco e viceministro”. E così De Luca ha trasformato un problema in un’opportunità, rigirando a suo favore gli sfottò e le provocazioni sul tema piovutegli addosso, a cominciare da un’interrogazione parlamentare del M5S. I primi a sottolineare che in realtà De Luca è solo un sottosegretario. Anche il ruolo di sottosegretario è incompatibile con quello di sindaco, ma il consiglio comunale, pieno di fedelissimi deluchiani, ha contestato l’incompatibilità con il ruolo di viceministro. Sarà divertente assistere alla seduta dedicata alla questione, in calendario il 2 settembre, e vedere come verrà dipanata la matassa. Probabilmente l’aula dovrà riformulare la contestazione e De Luca avrà altri giorni, settimane, per nuove controdeduzioni. Intanto il 21 settembre sfilerà con la fascia tricolore durante la processione di San Matteo, rito per lui irrinunciabile. Poi avrà altro tempo per seguire personalmente il fiume di finanziamenti governativi ed europei coi quali cementificherà mezza Salerno accreditandosi come il “sindaco del fare” negli ambienti imprenditoriali ed edilizi della provincia.

NON A CASO, tra gli spettatori attenti del De Luca ‘capomastro’ è stato intravisto Elio Rainone, il costruttore del Crescent. “Salerno non ha opere incompiute, ma cantieri che procedono in ritardo”, si è lasciato sfuggire il sindaco senza avvertire la portata autoironica delle parole. E se davvero il governatore Pdl Stefano Caldoro dovesse lasciare in anticipo la Campania per volare all’Europarlamento, sarebbe già calda la macchina della campagna elettorale di De Luca, che non fa mistero di ambire alla Regione. Specialmente se i berluscones dovessero contrapporgli la salernitana Carfagna, decisione che trasformerebbe la sua città nel principale ring della competizione. E poi ci sono un paio di uscite di emergenza. Un viceministro per finta può mollare Letta al suo destino e rimanere sindaco di Salerno. Oppure, se Letta dovesse superare indenne la burrasca, De Luca può sempre restare nel governo e lasciarsi decadere da sindaco entro fine ottobre. Entro i primi due anni e mezzo dall’elezione. In questo caso il limite dei due mandati non si applica e può ricandidarsi a primo cittadino nel 2014. Arrivando al voto con una città guidata da un sindaco scelto da lui. “È un incompatibile senza pudori, non c’è limite alla decenza” grida Roberto Celano dai banchi dell’opposizione. Ma la sua voce si perde nel fruscìo delle trame di De Luca.

LEGATO AL LETTO E’ MORTO DOPO 82 ORE. LA SUA AGONIA CHOC ‘IN STREAMING’ -VIDEO

Dalle 12.32 di oggi L’Espresso on line trasmetterà integralmente le 82 ore di agonia di Mastrogiovanni, l’uomo morto dopo essere stato legato e tenuto senza acqua né cure all’ospedale di Vallo della Lucania, in Campania. Un’iniziativa dei familiari della vittima e dell’associazione ‘A Buon diritto’ di Luigi Manconi

 
Il 31 luglio 2009 il maestro elementare Franco Mastrogiovanni viene ricoverato al Centro di salute mentale dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania (Salerno) per un trattamento sanitario obbligatorio (Tso). Secondo i vigili urbani di Pollica, la sera prima Mastrogiovanni ha invaso con la sua auto la zona pedonale del Comune cimentano, provocando feriti e incidenti. Non è vero ma basta a scatenare una caccia all’uomo che si concluderà il giorno dopo, quando il maestro sarà bloccato nel campeggio dove sta trascorrendo le vacanze e portato all’ospedale San Luca.Sebbene non sia violento e anzi collabori con il personale del reparto psichiatrico, una volta ricoverato, viene sedato pesantemente e, mentre dorme, legato al letto.Sarà liberato 93 ore dopo, da morto. Per tre giorni e mezzo, starà a digiuno, non potrà bere, né sarà visitato dai medici. I suoi parenti saranno tenuti fuori dal reparto e sulla cartella clinica, il diario di bordo del malato, non sarà annotato che il paziente era in stato di contenzione.

L’Espresso, in collaborazione con l’associazione “A buon diritto” di Luigi Manconi e con l’accordo dei familiari di Mastrogiovanni, mostra per la prima volta in esclusiva il filmato integrale registrato dalle telecamere di sorveglianza all’ospedale San Luca.

«Dopo tre anni», dice Manconi, «la famiglia di Mastrogiovanni ha deciso, con grandezza civile, che il suo dolore intimo diventi pubblico affinché la crocifissione del loro congiunto non si ripeta».

fonte: l’espresso

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