Archivi tag: prostituzione

Milano, 7mila euro per falsi permessi di soggiorno: in carcere ‘re dei trans’

170331-161217to310317cro18401Secondo gli investigatori, Biagio Lomolino era a capo di un giro di prostituzione di trans sudamericani nel capoluogo lombardo E’ finito in carcere il geometra… Continua »

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Violentata e costretta a prostituirsi: in un video il racconto shock della ragazza

snapshot429La terribile storia di una giovane, arrivata in Italia con la promessa di un lavoro, poi segregata in un appartamento e costretta a prostituirsi Ha… Continua »

Sono morta da prostituta, ma ero una donna

88887-220x150Pochi giornali hanno parlato della mia morte. E allora lo faccio io perché la mia morte non deve essere dimenticata. Sono nata a Frosinone 23 anni fa e i miei genitori mi hanno chiamato Gloria. Ma nella mia vita la gloria non è arrivata neppure quando mi hanno ammazzato a… Continua »

“Mi concedo in cambio di denaro, che male c’è?” ma la sua particolarità è ben altra

snapshot384Giada è nata a Roma, ha ventidue anni e una storia da raccontare. Per questo motivo contatta Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, i conduttori di ECG, il programma di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano. A coloro che già in passato hanno compiuto numerosi approfondimenti sul mondo della prostituzione, la ragazza rivela alcuni particolari della sua professione: ….Continua >>

Le strade di Milano invase da baby prostitute straniere

snapshot308Una ragazza nigeriana in mano ai trafficanti costretta a prostituirsi per ripagare il viaggio, come molte altre, anche giovanissime (Nicole di Ilio)… Continua »

‘Noi italiane emigrate in Svizzera per prostituirci’

snapshot240Iside ha 27 anni, è siciliana e vive a Como. Dopo aver fatto la commessa, ha imboccato la strada della Svizzera e ha cambiato vita: da 2 anni fa la escort al Maxim Club di Chiasso, nel Canton Ticino, dove 1 prostituta su 5 è italiana e, in numeri assoluti,… Continua »

Riaperto il parcheggio a luci rosse della Camorra

snapshot166Qualche settimana fa vi avevamo mostrato le immagini di alcuni box, nella periferia di Napoli, che vengono utilizzati da prostitute e da ragazzine rom per incontri a luci rosse. Delle tende che nascondono prestazioni sessuali e affari della… Continua »

Video Le Iene – Le schiave della prostituzione

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Un reportage sulla tratta delle schiave del sesso in Argentina…. Continua »

Costringe la moglie a prostituirsi, ecco il blitz che incastra il marito

snapshot80Costringeva la moglie a prostituirsi, ma tutto è stato filmato e il marito è finito in manette. Un 57enne residente in provincia di Bergamo è stato infatti arrestato dai carabinieri di Milano in quanto responsabile di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, porto d’armi e oggetti atti ad offendere, nonché di… Continua »

Biella, sesso sadomaso con minorenni in cambio di soldi e ricariche: arrestato 49enne

muchachProponeva sesso sadomaso a minori in cambio di denaro e regali. La polizia di stato ha arrestato un uomo, classe ’67, biellese. Il 49enne adescava le minori su Facebook facendosi inizialmente passare per… Continua »

In arrivo multe fino a 10mila euro per chi va con le prostitute

prostituta_fgChi viene beccato ad andare con le prostitute rischia multe fino a 10mila euro e il carcere fino a un anno se le ‘condotte’ sono reiterate. E’ quanto previsto dal disegno di legge presentato ieri alla Camera, con il quale viene introdotto il reato di acquisto dei servizi sessuali. Come… Continua »

Prostitute, indagato giudice Cassazione

8aabLECCE, 1 LUG – Agenti della squadra mobile della Questura di Lecce hanno eseguito il sequestro preventivo di un appartamento che si trova nel centro di Lecce il cui proprietario, un magistrato originario di Lecce in servizio a Roma presso la Corte di Cassazione, e la sua compagna sono indagati… Continua »

Ecco come Goldman Sachs adescava prostitute per i suoi clienti

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I messaggi con cui “Michella” venne contattata a Dubai sono stati resi noti nel corso del processo intentato dal Fondo nazionale d’investimento libico contro la banca d’affari
LONDRA – La corte dovrà ora giudicare se anche Goldman Sachs è colpevole. Ciò su cui non v’è dubbio è che uno dei suoi… Continua »

Riti voodoo per far prostituire giovani nigeriane, 4 arresti a Palermo

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Riti voodoo per fare prostituire una giovane nigeriana appena arrivata a Lampedusa con il sogno di una vita normale. E’ stata lei, che oggi vive sotto protezione, a denunciare i suoi aguzzini, tra cui una donna, a capo di una organizzazione della tratta di esseri umani, e che all’alba sono… Continua »

Una notte in strada con le prostitute trans: ecco com’è (davvero) la loro vita

snapshot110Ecco cos’è davvero la vita delle trans che si prostituiscono: abusi, violenze, pochi soldi, rapine ed estrema precarietà di vita. Un viaggio attraverso il lungo percorso della dignità per tante donne trans che vivono in completo abbandono una condizione di subalternità sociale e un odio transfobico che si riverbera su… Continua »

Le baby-squillo benestanti che si vendevano su Facebook per dieci euro

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Blitz della Provinciale di Brescia dopo la denuncia di una madre

Giuseppe Spatola – Libero 24.01.2016
Davanti agli agenti della Polizia provinciale di Brescia non ha avuto neppure il pudore di negare le accuse. Labbra rosso fuoco e rimmel ritoccato specchiandosi sul display del cellulare, una delle studentesse bresciane che… Continua »

Amsterdam in controtendenza smantella il Red Light District

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SI TORNA AI BORDELLI. Rischia di arrivare in ritardo la proposta dei quartieri a luci rosse. In ritardo sul resto d’Europa dove, al contrario, il tema della prostituzione è affrontato. In Olanda, per esempio, dove la prostituzione è legale dal 1830, i quartieri a luci rosse sono in via di smantellamento a favore dei più classici bordelli.

Prendiamo Amsterdam, per anni la meta del sesso, droga e rock ‘n roll dei ragazzi di mezza Europa. La politica negli ultimi anni ha dimezzato le ragazze che lavoravano in vetrina nel Red Light District, il quartiere a due passi da piazza Dam, dove le ragazze lavoravano. Camere affacciate sulla strada con una porta trasparente. All’interno una stanza con un letto e un lavandino. Le ragazze, per un posto, pagavano l’affitto, ma anche le tasse. Col tempo la capitale della trasgressione – che mantiene ovviamente legalizzata e controllata la prostituzione – ha deciso di smantellare un po’ alla volta quello che era diventato un centro di attrazione turistica e nulla più. Il centro storico è stato ripulito (delle 480 vetrine oltre duecento sono state eliminate) e molte prostitute si sono trasferite nei bordelli che si trovano in tutto il Paese. A partire dal 2000 anche questi, più o meno clandestini e sicuramente tollerati, e la professione di escort sono stati legalizzati e i lavoratori del sesso sono stati comparati dalla legge olandese ai liberi professionisti e agli impiegati. Per svolgere la professione di lavoratrice del sesso, ad esempio, una ragazza olandese o straniera può recarsi al Municipio e ottenere una licenza, la quale certificherà che i requisiti legali per lo svolgimento della professione siano stati soddisfatti. In questo modo, le prostitute pagano una percentuale di tasse sulle loro prestazioni e in cambio ricevono assistenza sanitaria, nonché il sostegno di numerose associazioni che aiutano le donne a risolvere i problemi connessi alla loro professione.

Le case chiuse si trovano in varie zone della città, però, e non più nel quartiere De Wallen, situato nel cuore della parte antica della città e che comprende diversi isolati a sud della chiesa di Oude Kerk, attraversato da canali e assolutamente suggestivo. A ricordo di quello che il quartiere è stato e via via è destinato a non essere più, nel 2007, è stato anche scoperto il primo monumento alla prostituzione: l’opera in bronzo raffigura una ragazza in vetrina.

Emiliano Liuzzi – Il Fatto Quotidiano 10.11.2014

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Prodotto interno lurido? Allora legalizziamo prostituzione e spinelli – G.Paragone

Ci fa comodo inserire in bilancio i proventi della criminalità per abbellire i conti. Ma se lo Stato non fa pagare le tasse alle lucciole, chi ne beneficia è solo la malavita

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L’ultimo TRUCCO del prestigiatore Renzi. venghino siori venghino

di Gianluigi Paragone – Libero 23/08/2014

Scusate, ma se parte dei proventi delle attività illecite vanno bene per gonfiare un po’ di pil europeo e quindi ritarare il debito (soliti trucchetti da pezzenti…), domando: perché non vogliamo aprire gli occhi su droga e prostituzione? Perché alcol, sigarette e gioco d’azzardo possono rientrare nell’elenco dei buoni, mentre droga e mignotte no? O meglio, no con qualche se e qualche ma perché resta sempre vero che il denaro non puzza. Il ricalcolo del pil italiano non può essere liquidato come tema ragionieristico, varrebbe la pena (e qui lo faccio) di finirla con questo finto perbenismo tutto italiano e di legalizzare prostituzione e droghe leggere. Sulla prostituzione soprattutto sarebbe ora di
1) abrogare la legge Merlin;
2) legalizzare l’esercizio sessuale in casa;
3) creare quartieri a luci rosse;
4) tassare l’attività delle lucciole. Ci sarebbe un quinto che però appartiene al costume: la libertà sessuale.

MANOVRE SBAGLIATE
Quando ne parlo mi sento ripetere che uno stato magnaccia sarebbe inopportuno. A parte che ormai se lo stato fosse solo magnaccia sarebbe il minore dei mali, ma spiegatemi perché il gioco d’azzardo sì, l’alcol sì, il tabacco sì e le droghe leggere (cannabis) e la prostituzione no. La prostituzione è nella pelle delle nostre città ma nel controllo quasi totale di organizzazioni criminali. Inoltre chiudiamo gli occhi sull’esercizio della prostituzione in casa, pubblicizzata su giornali e siti internet: ci vuole nulla per farsi una trombata in santa pace.

C’è un mercato enorme su scambi e offerte di prestazioni che non capisco il motivo per cui debba stare sommerso e oscuro. Per non dire dei vari giocattoli e attrezzi sessuali che fanno la felicità di venditori e produttori. Insomma,il sesso ci circonda e siccome quello a pagamento si consuma sotto i nostri occhi (farisaicamente chiusi) forse è il caso di fare i conti con l’oste.

L’errore più grossolano che si commette ogni volta che si affronta l’argomento è condizionarlo a un registro morale. Sapete che vi dico? Chissenefrega della morale! Piantiamola. Insisto, se c’è un’attività che non conosce crisi è quella legata al sesso, quindi- siccome fa meno male dell’alcol e del gioco d’azzardo – sbrighiamoci a uscire dalla Merlin.

Il sesso straborda in ogni luogo, reale e virtuale: insomma non c’è una sola ragione per non legalizzare la prostituzione e non far godere così anche il gettito fiscale. A meno che non si voglia darla vinta ai bacchettoni in mutandone.

Infine non mi sta affatto bene che per sistemare la contabilità si debbano inserire proventi in mano alla criminalità; se quel denaro non puzza allora cerchiamo di sottrarlo ai criminali. Vale per la prostituzione così come per alcune droghe. Quelle leggere. La cannabis, almeno. Perché non si può vendere in appositi coffee shop? In America si è aperto un dibattito politico, prima ancora che giuridico, sull’uso della marjuana. Ci sono Paesi dove la vendita e il consumo sono leciti senza tanti alambicchi normativi. Aggiungo che nemmeno sullo spaccio hanno senso alcune osservazioni critiche visto che ogni volta che si debbono fare i conti con colpi di spugna gli spacciatori sono i primi a fare festa.

Un’ultima considerazione. Spendo alcune righe sul fatto che la cannabis è una droga ormai superata, poco attrattiva tra i giovani i quali “debuttano” spesso con le droghe sintetiche assolutamente più dannose del vecchio spinello. Lo dico per abituarci all’idea che anche le sfide che ci pongono le nuove generazioni sulle tossicodipendenze sono già più avanti del dibattito politico.

Per chiudere. Se puttane e droga valgono bene un’aggiustatina dei conti economici, allora, cari politici, giù la maschera. Legalizziamo.

Caffè Amaro – Venti euro a botta. In viaggio per le periferie del sesso a pagamento: IL VIDEO

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Giugliano in Campania, provincia di Napoli. La strada che vedete nel video si chiama Circonvallazione esterna. Una lingua di asfalto lunga cinque chilometri e mezzo, passaggio obbligato per chi dal capoluogo partenopeo vuol raggiungere il mare del litorale flegreo, le sue spiagge e i suoi lidi. Le autovetture sfrecciano nei due sensi di marcia, in direzione inversa c’è un grande Centro commerciale. Accanto alle carreggiate centrali ci sono due altre strade, una per senso di marcia, dove l’andatura si fa più lenta. E il paesaggio cambia decisamente. E’ questo il regno del grande racket della prostituzione gestito dalla camorra. Tra campi assolati e grandi strutture alberghiere si vedono le ragazze. Accomodate su sedie portate lì appositamente, appoggiate sul guard-rail, a cavalcioni sugli spartitraffico, si proteggono con gli ombrelli dal sole accecante. I loro abiti lasciano poco all’immaginazione. Alcune sono giovanissime, forse anche minorenni. E se ne contano a decine, prevalentemente est europee, ma non mancano le italiane, le spagnole, le sudamericane e le africane. Di tanto in tanto un’auto si ferma per contrattare le prestazioni. Gli incidenti sono frequentissimi in zona, i controlli a quanto pare assenti, o di certo ben poco efficaci. Le ragazze si concedono per settanta euro, portando i clienti in uno dei tanti alberghi della zona, dove nessuno viene mai registrato, col beneplacito dei titolari, o sotto la minaccia armata dei clan. Ma addentrandosi in una delle tante traverse utili al cambio di carreggiata, si scopre l’esistenza di un vero e proprio mercato a cielo aperto della prostituzione. Qui le donne esibiscono il proprio corpo con ancora maggiore evidenza. Il prezzo per prestazione cambia, si consuma per strada, in appositi parcheggi allestiti allo scopo. Si paga venti euro per un incontro, dieci se si sceglie un’africana. Immagini che si fatica a credere siano state riprese sul territorio nazionale, ma è scena che si ripete da anni, tutti i giorni, domeniche incluse, sotto gli occhi di tutti. Non è possibile non sapere. Non è possibile sapere, e non intervenire.
fonte: caffenews.it

PROSTITUZIONE: LA TESTIMONIANZA DI NADIA, VENDUTA A 16 ANNI (da brividi)

PROSTITUZIONE: LA TESTIMONIANZA DI NADIA, VENDUTA A 16 ANNI, CHIUSA IN UNA BUIA CANTINA, POI LA STRADA

Il tormento durava fino all’alba perché a casa non potevo tornare con meno di mille euro, pena un massacro, perciò accontentavo i clienti uno dietro l’altro nelle loro auto… finché una notte…

«In Italia sono arrivata a 16 anni. Venduta dai miei familiari». Nadia, rumena, la dice con apparente noncuranza la parola «venduta», ma poi risponde con una smorfia di dolore se le si chiede chi fossero quei familiari, forse i genitori? «Familiari», ripete soltanto. E venduta a chi? «Ad altri parenti che erano già qui in Italia. E che mi hanno rivenduta all’organizzazione criminale di altri rumeni». La promessa era la solita, un lavoro vero e remunerativo, la realtà però Nadia l’aveva presagita subito: «Da come mi avevano vestita e dal fatto che mi avevano destinata a un pub notturno avevo capito… E anche dalle cose terribili che si raccontavano in Romania di ciò che capita alle ragazze che vanno a lavorare in Occidente». E così scopriamo che l’orco – visto da fuori – siamo noi. Scopriamo con vergogna che, mentre qui si racconta di rumeni violenti e criminali, anche in Romania si racconta di italiani ladri di anime. E lei li ha incontrati davvero.
«Siccome non accettavo di prostituirmi, mi hanno chiusa due mesi in una cantina buia a pane e acqua. Ricordo l’odore, la muffa. Poi mi hanno portata sulla strada e stavano sempre in macchina dietro di me a controllare, così ho dovuto iniziare…».
Difficile chiederle del primo cliente, di cosa si prova e di come si riesce a sopravvivere, ma lei non ha remore: «Era sugli 80 anni, o forse 70, insomma, non so, io ne avevo 16 e lo vedevo anziano. Aveva due figlie e mi chiedeva di fare cose schifose». Di lui le resta netto il ricordo: «Sporco, sudato». Tutte le notti il tormento durava fino all’alba, a casa non poteva tornare con meno di mille euro, pena un massacro, e allora il conto dei clienti è presto fatto: «Li accontentavo uno dietro l’altro nelle loro auto, ognuno durava un quarto d’ora e pagava 35 euro». Nessuno disposto a qualche minuto di pietà? A parlare o magari ascoltare? «No, ai clienti interessa esclusivamente il sesso, per loro sei meno di un cane. Solo uno si era sfogato con me e io gli avevo chiesto aiuto, ma in realtà voleva solo che mi prostituissi per lui…».
Dopo tre anni così, Nadia, ormai 19enne, desidera solo una cosa: morire. «Supplicavo Dio di ammazzarmi», invece Dio una notte le manda due uomini molto speciali. La accostano seduti in macchina, uno dei due è corpulento e vestito tutto di nero, l’altro più mingherlino le fa meno paura. Tirano giù il finestrino e, «anziché il solito ‘quanto costi?’, mi chiedono con un sorriso ‘quanto soffri?’. All’istante ho deciso di seguirli: se erano uomini buoni avrei ringraziato il buon Dio, se erano criminali magari morivo, ma era meglio che continuare così». Il mingherlino era don Aldo Bonaiuto, oggi tra i responsabili anti-tratta della Giovanni XXIII, l’altro era don Oreste Benzi in persona. «Mi hanno portata in una comunità e solo dopo due giorni ho realizzato che ero davvero salva. Era una cosa meravigliosa ». Lì comincia il programma di recupero, quello che lei chiama «la rianimazione », e tutti sono intorno a lei per proteggerla dai suoi aguzzini, inviperiti per aver perso una schiava preziosa, ma ancor più da se stessa: «Mi hanno restituito la capacità di credere in me, io non ero più quello che mi avevano fatto fare, ero di nuovo Nadia!».
Che oggi si sta laureando e presto si sposerà con il suo fidanzato italiano. Va in giro a testimoniare perché «chi dice che le prostitute sono volontarie deve sapere che cosa accade in realtà», ma non ha mai accompagnato don Benzi sulla strada a parlare alle ragazze e nemmeno don Aldo, non ancora almeno, «è doloroso tornare sul marciapiede, seppure in modo così diverso… Ma prima o poi lo farò».
Perché c’è un ricordo che ancora scava la sua anima, ed è proprio l’indifferenza dei passanti: «Il sabato sera dalle macchine i giovani con le loro fidanzate mi gridavano insulti, sputavano, ridevano di me, e io desideravo tanto andare come loro al bar, in discoteca a ballare, avere degli amici, studiare, vivere, e mi chiedevo: ma perché io devo essere una schiava? Perché non posso vivere? Volevo solo i miei sedici anni…».
Fonte: Avvenire, 10/07/2012
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