Archivi tag: precari

Scuola, supplenti senza stipendio: l’ennesima vergogna italiana

france-education-baccalaureate-477394672-300x225Insegnanti pagati con mesi di ritardo, nonostante si tratti di precari che spesso anticipano le spese per poter lavorare. Come mai a pagare, in Italia, è sempre la… Continua »

Renzi flop, il Jobs act non funziona: crollo delle assunzioni

snapshot791Il tanto sbandierato Jobs act, dopo aver dato quelli che sembravano buoni risultati, si sta invece rivelando sempre meno convincente. L’insieme di leggi che avrebbe dovuto dare più stabilità al lavoro ed aumentare le persone impiegate pare aver perso la spinta iniziale. Lo rivelano i dati forniti in mattinata dall’InpsContinua »

Modello Renzi, tanti regali agli imprenditori e «ciaone» ai lavoratori

3652349417Decontribuzione per le assunzioni, voucher, sconti per il welfare aziendale. Ma intanto la ricchezza prodotta dai dipendenti non viene redistribuita nel salario

Marta Fana | il manifesto 1 maggio 2016

Metabolizzati i dati relativi al primo anno di applicazione del Jobs Act, non rimane che fare i conti con i… Continua »

Renzi inaugura le opere altrui e abbandona il Sud alle mafie

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Siamo il fanalino di coda dell’Europa. Nonostante la propaganda renziana sull’Italia che «cresce», il mondo del lavoro miete sempre più vittime (più 16%), e registra il tasso più basso di occupati (56,3%) tra i paesi della Ue. E mentre il jobs act rivela la faccia feroce della precarietà, cresce l’esercito dei «nuovi schiavi»: è la generazione voucher. Il premier in tour nel sud contestato dai disoccupati di Reggio Calabria.

A Reggio Calabria visita i Bronzi di Riace ma respinge disoccupati e precari che lo contestano. Poi salta a Catania e Palermo annunciando soldi. 

Renzi contestato a Reggio Calabria: “Solo passerelle, serve lavoro”. E lui: “Basta polemiche”

I GUAI DEL PREMIER – «Buona scuola» bocciata da 20mila ricorsi

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Gli esclusi dal maxi-concorso fanno causa. Pronte analoghe iniziative nella Pubblica amministrazione per 1,7 miliardi

Ventimila ricorsi dai precari della scuola e ottantamila da quelli della Pa. È questa la grandinata di contenziosi che si sta per abbattere sulle grandi riforme renziane del pubblico impiego. Il primo fronte è rappresentato da tutti gli esclusi al….Continua >>

La moglie di Renzi “Non accetterei una cattedra lontano da casa, ho i figli”. Il 93% dei docenti costretto a dire sì

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Salvatore Cannavò | il Fatto Quotidiano 11-9-2015

A confermare i guasti della Buona scuola è la moglie del premier, Agnese Landini. Rispondendo a una domanda del Quotidiano.net, infatti, la docente precaria di Pontassieve dice che se la supplenza avuta fosse stata più lontana…CONTINUA A LEGGERE

Buona scuola, precari del Sud: “Posto fisso? Trasferimento forzato. Nostre vite sconvolte” (VIDEO)

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di Lucio Musolino | ilfattoquotidiano.it

La riforma della “buona scuola” rischia di stravolgere la vita a molti insegnanti precari. Sicuramente la stravolge a Dominique, una docente di Reggio Calabria che, in queste ore, sta valutando se accettare l’incarico del Miur. “Sono stata spedita nella provincia di Vicenza – si sfoga leggendo la mail ricevuta dal ministero -. Dopo 30 anni di precariato in Calabria mi ritrovo a dover andare in Veneto. Mi dicono che sono pazza ma io non so ancora se accettare perché dovrei lasciare qui mio marito che pochi mesi fa è stato trapiantato di fegato. Sono i mesi in cui lo dovrei assistere. È uno sconvolgimento totale della mia vita. È un equilibrio che salta”. CONTINUA A LEGGERE

La “Buona scuola” di Renzi è una migrazione forzata. “Io, 62enne, dopo 15 anni di attesa spedita a 500 chilometri da casa”

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SAL .CAN – il Fatto Quotidiano 3-9-2015
È andata come previsto. E come andrà ancora perché non è finita. La “deportazione” degli insegnanti, termine improprio per definire la migrazione forzata dei nuovi assunti, si conferma nelle stesse cifre dettate dalla ministra Giannini.
Sono 7 mila i docenti costretti a spostarsi fuori dalla Regione di appartenenza. La ministra, furbescamente, mette a confronto questo dato con le 38 mila assunzioni (37.692 per l’esattezza) realizzate finora in modo da dire che si tratta di una percentuale “fisiologica”. Poi fa il confronto con i 7.700 spostamenti forzati dello scorso anno per andare a coprire supplenze in varie parti d’Italia. CONTINUA A LEGGERE

“Io, 62enne, dopo 15 anni di attesa spedita a 500 chilometri da casa”

Scuola, altro che dialogo: il governo precetta i prof (Salvatore Cannavò)

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LA MINACCIA DEL GARANTE SUGLI SCRUTINI. NEL DDL ADDIO ART. 18 PER GLI ASSUNTI.
La riforma della scuola approda alla Camera, ma invece di aperture e dialogo, i docenti ricevono la minaccia della precettazione se bloccheranno gli scrutini. L’avvertimento arriva dal Garante sugli scioperi, Roberto Alesse, il quale ammette che al momento non è giunta alcuna comunicazione in tal senso. Se arrivasse, spiega, “noi faremo la nostra parte, assicurando il rispetto rigoroso della legge sul diritto di sciopero a tutela degli utenti”. La precettazione, aggiunge, “in caso di blocco degli scrutini, sarebbe la via obbligata e doverosa per evitare la paralisi dei cicli conclusivi dei percorsi scolastici (esami di terza media, maturità, abilitazioni professionali)”. I docenti, quindi, sono avvisati.

LA MINACCIA giunge nel giorno in cui la Camera ha cominciato la discussione generale del provvedimento con la relazione introduttiva della relatrice Maria Coscia e la replica della ministra Stefania Giannini. Dalle loro parole non si è percepita alcuna apertura né promessa di modifica dei punti più contestati. Anzi, sui poteri del dirigente scolastico, sull’alternanza scuola-lavoro e sugli altri punti giudicati da Renzi, nel suo video-intervento dell’altro giorno, come dirimenti, c’è stata una ribadita sottolineatura. La scarsa disponibilità al dialogo la si è vista nel mancato accoglimento, da parte della maggioranza, dell’invito rivolto da Cgil, Cisl e Uil, di partecipare oggi alla loro assemblea di piazza che si terrà alle 16:30 al Pantheon, dietro Montecitorio. A parte Sinistra, Ecologia e Libertà o deputati dissidenti come Stefano Fassina, nessun altro ha risposto positivamente all’appello. I sindacati hanno confermato la mobilitazione anche per il 18 e 19 maggio, quando la legge arriverà alle battute finali, convocando uno speak-corner a Montecitorio che si annuncia molto partecipato. Nella discussione di ieri, i deputati del Pd non hanno escluso del tutto alcune ulteriori modifiche. Si parla di inserire nel piano assunzioni anche gli “idonei” e non solo i vincitori del concorso del 2012, finora esclusi e ci potrebbero essere aggiustamenti al finanziamento mediante 5×1000. Piccole cose, al momento, con la maggioranza orientata a far credere che i cambiamenti sostanziali potranno esserci solo al Senato. Ipotesi che però dipende dall’esito del voto delle Regionali. Se il Pd uscirà più forte, Renzi utilizzerà il risultato come prova che ha ragione. Solo una sua sconfitta potrebbe riaprire la partita. Stefano Fassina ha comunque annunciato ieri che se la riforma della scuola non cambia e non ascolterà le ragioni di chi protesta, abbandonerà il Pd. Nella discussione di ieri, gli interventi più duri sono piovuti da Sel e dal M5S che hanno attaccato frontalmente le dichiarate volontà di dialogo da parte del premier a cui non è seguita alcuna offerta concreta. Silvia Chimienti, relatrice per i pentastellati, ha ricordato alla maggioranza che restano intatti i poteri del dirigente scolastico, resteranno in vigore le supplenze, non si è proceduto alle assunzioni per gli iscritti alle graduatorie di seconda fascia, non si sono previsti nuovi finanziamenti per l’autonomia scolastica che, non avendo risorse per potenziare davvero la propria offerta formativa, resterà una scatola vuota.

I CINQUE STELLE hanno sollevato anche un ulteriore problema nascosto nelle pieghe del Ddl: le nuove modalità di assunzione per i vincitori di concorso. Nell’articolo 23, dove si definiscono le deleghe al governo, infatti, è prevista la modifica del sistema di reclutamento. I docenti vincitori non entreranno direttamente in ruolo “ma, per i tre successivi anni, saranno assunti con un contratto a tempo determinato di formazione e apprendistato”. Nel corso del primo anno seguiranno un corso di formazione, a pagamento, e gestito dalle università in modo che il sistema dei corsi che ha dato vita alle Siss e poi ai Tfa resti in piedi. Dopo il primo anno, e il necessario diploma, nei successivi due anni gli insegnanti percepiranno uno stipendio al di sotto dei minimi (che dovrà essere definito). Successivamente, durante il secondo e terzo anno, a causa di questa tipologia di contratto, percepiranno poche centinaia di euro al mese e verranno utilizzati per le supplenze anche per materie “contigue” a quelle nelle quali sono specializzati. Solo al termine del terzo anno, dopo apposita valutazione, saranno confermati con un contratto a tempo indeterminato. Di fatto, il Jobs Act si applica anche a loro. (da Il Fatto Quotidiano del 15.05.2015)

Il mio contro-video, una #controlavagna. Facciamolo girare per smontare punto per punto le balle di Renzi sulla scuola. La verità di un vero professore contro quella di uno finto.

Posted by Nicola Morra on Giovedì 14 maggio 2015

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Scuola Toscana, a Firenze 2000 docenti contro Matteo Renzi @matteorenzi

16-scandicci-2Velani: “Riforma piena di contraddizioni, apre a conflittualità e improvvisazione, dopo aver sbandierato assunzioni per tutti i precari ne ‘dimentica’ 80mila”

Duemila lavoratori della scuola fiorentina, docenti e personale ATA, di ruolo e precari, sono da stamani in assemblea non-stop (fino alle 18) al cinema Aurora di Scandicci, strapieno e debordante, per discutere del Ddl del Governo Renzi, contro il quale sabato prossimo, 18 Aprile, i sindacati hanno organizzato una grande manifestazione nazionale a Roma.

“La scuola di Renzi non è buona – dice Antonella Velani, Segretaria della Cisl Scuola di Firenze e Prato -. Siamo di fronte all’ennesima riforma, con una legge che stravolge tutto l’assetto democratico attualmente esistente: lo fa senza alcun confronto con i lavoratori e la parte sindacale, chiudendo la porta a 80mila lavoratori precari abilitati che da settembre non lavoreranno più perché le sbandierate assunzioni non li comprenderanno. La scuola di pensiero che trasmette il disegno di legge è quella dell’uomo solo al comando; scompare la libertà di insegnamento e la visione di una scuola come comunità educante, lasciando il posto a conflittualità e improvvisazione”.

Una lettura attenta del Ddl evidenzia secondo i docenti “contraddizioni e ‘distrazioni’, a cominciare dal piano di assunzioni che disattende le giuste aspettative di molti e non risolve in alcun modo la questione supplenze”

A convocare l’Assemblea e organizzare la manifestazione di sabato, tutti i maggiori sindacati di categoria: Cisl Scuola, Flc-Cgil, Uil Scuola, Snals, Gilda. Altre simili, ma finora non con questa partecipazione, sono in svolgimento in tutte le province della Toscana. Domani un’analoga iniziativa sarà attuata, per l’Empolese-Valdelsa, alla scuola Pontormo di Empoli.

fonte: nove.firenze.it

 

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