Archivi tag: mps

Gentiloni parla di Ue, Di Battista attacca: “Lei è solo un fantasma”

snapshot502Alessandro Di Battista non perde occasione per attaccare il premier Paolo Gentiloni, intervenuto alla Camera in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 ottobre…. Continua »

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Morte David Rossi: Il mistero dei festini sesso e droga

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La storia dei festini a base sesso e coca è vera o è solo una voce che gira a Siena?
La morte di David Rossi è stato un suicidio o un omicidio?
Antonino Monteleone scopre un errore evidente nell’ordinanza che ha archiviato il caso come suicidio: un testimone chiave che il Tribunale ha detto di aver sentito in realtà non è stato mai ascoltato in Procura. È una delle ultime persone che ha parlato con David Rossi prima che morisse.
Guarda il servizio completo ➡︎

Suicidio David Rossi. Ex sindaco Siena: “Tutti sapevano dei festini hard”. Interviene Procura

snapshot469Pierluigi Piccini durante Le Iene su Italia 1, non sapendo di essere ripreso, aveva parlato di “festini con cocaina” a cui avrebbero partecipato politici e magistrati insinuando un collegamento con la morte dell’ex capo della comunicazione di Mps avvenuta il 6 marzo 2013. Lo stesso ex sindaco ha deciso di adire alle vie legali….Continua>>

AFFOSSANO TUTTO (Franco Bechis)

snapshot356Dal Mps a Etruria, da anni si promettono inchieste sui disastri bancari. Ma nulla è partito e ieri il Pd ha rinunciato ad ascoltare l’ex ad di Unicredit sulla Boschi, spedendo in aula la Finocchiaro a dire che non ci sono problemi

La Commissione finanze della Camera non vuole sentire l’ex ad di Unicredit, Ghizzoni, sui contatti con Maria Elena per salvare l’istituto di papà. Risultato: i Dem insabbiano Etruria come Mps

C’era un’occasione rapidissima per mettersi alle spalle il caso Maria Elena Boschi-Banca Etruria riaperto dal libro di Ferruccio De Bortoli. L’ha avuta ieri l’ufficio di…Continua >>

Varese: M5S fa il pieno. Piazza Podestà gremita-video

snapshot19Pubblico delle grandi occasioni quello che ieri sera ha gremito Piazza Del Podestà a Varese per l’arrivo dei 5Stelle Bordate alla Lega e a sorpresa Gianluigi Paragone sul palco insieme ad Alessandro Di battista: al grido di “Al voto subito”… Continua »

Banche, il M5S in Piazza a Siena in difesa dei risparmiatori Mps

snapshot15flashmob del M5S in difesa dei risparmiatori Mps… Continua »

Brutti, sporchi e disonesti Il Pd con alcuni complici approva la legge che salva le banche a nostre spese

padoanUna maggioranza di furfanti

Brutti, sporchi e disonesti. Il Pd con alcuni complici approva la legge che salva le banche a nostre spese, ma nasconde i nomi di chi le ha affossate. Un episodio vergognoso che rivela la complicità tra politici e ladri di denaro pubblico Non saranno resi pubblici… Continua »

Il #Pd vuole far sparire i nomi dei bidonisti #Mps (Franco Bechis)

snapshot26di FRANCO BECHIS – Libero 27/01/2017

Da Marino (commissione Finanze del Senato) a Baretta (sottosegretario all’Economia) a Mucchetti (commissione Industria): gli esponenti piddini stanno facendo di tutto per non far sapere chi ha provocato la catastrofe a Siena

L’aria che tira nella commissione Finanze del Senato è quella di lasciare… Continua »

MATTEO “CI HA MESSO LA FACCIA” ORA PURTROPPO SI VEDE TUTTA

renzi-selfieCome presentarsi a un convegno di alcolisti anonimi con un fiasco di vino, questa è stata l’intervista di Matteo Renzi, molto simile a quelle che danno i calciatori infortunati quando tornano in campo. Sia gli orfani di Matteo che i detrattori di Renzi hanno tirato un sospiro di sollievo: rieccolo… Continua »

Monte dei Paschi: soldi ad amici e mogli (Franco Bechis)

mussariMps ha finanziato la signora Mussari anche dopo che il marito si è dovuto dimettere da numero uno dell’istituto per il disastro Antonveneta.In seguito all’orribile operazione aumentato del 18% lo stipendio a tutti i dirigenti

COM’È GENEROSA MPS

500mila euro alla moglie dell’ex presidente Mussari
Dopo lo scandalo e le dimissioni concesso un nuovo prestito alla consorte del banchiere. Per un’esposizione totale di 12 milioni..Continua >>

Le 8 piaghe di Renzi (M.Travaglio)

ilfatto_2017-01-12Non per tornare sul luogo del relitto e infierire su quel corpicino martoriato, ma fateci caso: c’è forse una cosa, una soltanto, toccata o sfiorata da Renzi nei suoi tre anni scarsi di governo che non sia regolarmente finita in mille pezzi? Intendiamoci: non tutte le disgrazie d’Italia sono solo… Continua »

I moderati estremisti (M.Travaglio)

ilfatto_2016-12-13Ma non è che, niente niente, questi vogliono la rivoluzione? No, perché ci era stato assicurato che tornava la Prima Repubblica con i suoi riti democristiani, le sue liturgie bizantine, all’insegna della decantazione e della “moderazione”. Altro che moderati: questi sono i più scatenati estremisti, i più sfegatati provocatori che… Continua »

Renzi pensa a poltrone e Servizi. E il crollo Mps lo fa pagare a noi

557Gentiloni o chi per lui, è un avatar. Un prestanome di quello che aveva detto “se perdo il referendum lascio la politica” ( e invece è ancora tra i piedi a piazzare le teste di legno), colui che ha sempre e solo rappresentato gli interessi di quel sistema di potere… Continua »

MPS: COSÌ HO PERSO LA CASA COL MUTUO (E LA BANCA I SOLDI)

istock_58628492_smallChiede la risoluzione anticipata del mutuo ma la banca – Monte dei paschi di Siena – non accetta e così il risparmiatore rischia di perdere tutto. “Sembra assurdo che, nonostante il momento di forte difficoltà che sta attraversando e l’enorme bisogno di capitali che ha, Mps si sia rifiutata di… Continua »

Il passo falso di Renzi su Mps: prendere ordini da Jp Morgan (G.Paragone)

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Ieri sul Corrierone Ferruccio De Bortoli ha raccontato una storia che ai nostri lettori e ai miei telespettatori era già nota, cioè lo strano avvincendamento dei vertici di Monte-Paschi sotto la regia del governo…Continua >>

La Boschi va a Benevento e la banca Mps mobilita i correntisti via sms

 

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Il ministro Maria Elena Boschi va a Benevento per un comizio e Mps mobilita i suoi correntisti via sms. Quando le banche sono degli amici degli amici…

A BENEVENTO la banca dati dei correntisti del Monte dei Paschi di Siena diventa il canale promozionale del comizio di Maria Elena Boschi, attesa il 30 aprile al Teatro Massimo per sostenere il candidato sindaco dem Raffaele Del Vecchio. La segnalazione arriva da un sostenitore di Clemente Mastella, il candidato sindaco del centrodestra. L’amico dell’ex Guardasigilli ha il conto in Mps ed ha ricevuto sul cellulare l’invito al comizio (“non mancare”) attraverso il sistema ‘sms alert’ che avvisa per le operazioni di home banking. Ha subito informato Mastella che si è infuriato: “Non si tratta più di poteri forti a favore di Renzi, ma di aiuti illegittimi.”

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Vibo, i lavoratori della Provincia non ricevono busta paga. Prima bisogna sanare i debiti con le banche

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La denuncia della Nesci (M5S) – La parlamentare chiede alla Procura di Vibo Valentia di valutare eventuali responsabilità penali in ordine al mancato pagamento delle mensilità arretrate ai dipendenti. La Nesci ha presentato ieri un esposto in Procura, inviato per conoscenza anche al prefetto di Vibo Giovanni Bruno, al premier Matteo Renzi, al ministro dell’Interno Angelino Alfano, e ai vertici di Mps, tesoreria della Provincia di Vibo. Vai all’articolo

Il regalo notturno del governo a De Benedetti

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Dal 30 giugno è in vigore il decreto sul «capacity payment»: incentivi pubblici per soddisfare i picchi di richiesta energetica. Così, anche se la domanda in realtà è in calo, Sorgenia otterrà i 150 milioni l’anno che sono stati decisivi per l’ok al salvataggio delle banche. Mps in testa

È di notte che il governo Renzi riesce a dare il meglio di se stesso. E di notte in gran segreto è venuto fuori il decreto che a palazzo Chigi è stato ribattezzato «salva-De Benedetti», anche se più che salvare l’ingegnere ha gettato una ciambella di salvataggio alla controllata Sorgenia, consentendo l’accordo con le banche di fine luglio che ha tenuto in piedi la creatura di Carlo De Benedetti evitando un possibile fallimento.

Su quell’accordo in una notte di fine giugno il governo Renzi ha messo una fiche che a regime dovrebbe valere sui 120-150 milioni di euro l’anno. Il decreto salva-Sorgenia si chiama capacity payment, ed è stato firmato in accordo con Renzi – ma senza informare Federica Guidi – dal viceministro dello sviluppo Economico, il Pd Claudio De Vincenti. Perché di notte e quasi di nascosto? Perchè quel decreto ben prima di vedere la luce era già diventato un caso politico-editoriale.

Il campanello d’allarme era stato suonato il 2 marzo scorso dal Corriere della Sera con un articolo di Sergio Rizzo e Fabrizio Massaro titolato così: «Il premier, Sorgenia e il salvataggio pagato dallo Stato – Il nodo della remunerazione pubblica per le centrali del gruppo De Benedetti». Un attacco a Renzi per un favore non ancora fatto a De Benedetti. Un po’ di can can politico nei giorni successivi, e del caso Sorgenia da allora in poi si sarebbero occupate solo le cronache finanziarie che riferivano del salvataggio tentato dalle banche con in prima fila il creditore che rischiava di più: ilMonte dei Paschi di Siena.

Nel silenzio però quel decreto è arrivato ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 giugno scorso, circa due settimane prima che Carlo De Benedetti ricevesse di primo mattino nella sua abitazione romana il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. Il decreto capacity payment è stato un regalo fondamentale per Sorgenia, cui arriveranno secondo le prime stime il 20-25% degli incentivi previsti ai vecchi produttori di energia. La torta non è da poco: vale fra 6 e 700 milioni di euro l’anno a regime.

Che cosa è il capacity payment? Previsto in una legge del 2003 firmata da Antonio Marzano, è un incentivo pubblico che doveva essere concesso ai produttori di energia in grado di soddisfare la domanda aumentando in poche ore la capacità produttiva durante i picchi richiesti dal mercato. La domanda di energia non è la stessa in ogni periodo dell’anno, ed eventi eccezionali possono cambiare anche radicalmente il grafico: per periodi eccezionali di caldo o di freddo, per incidenti sulla linea elettrica o altri eventi atmosferici.

Nel 2003 i produttori erano pochi e la domanda superava l’offerta: aveva un senso immaginare di incentivare gli investimenti in alcuni impianti per rispondere ai picchi improvvisi di domanda. Proprio quell’anno – per eventi eccezionali verificatisi sulla linea elettrica di importazione – domenica 28 settembre l’Italia intera restò per ore al buio in seguito al più rilevante black out mai registrato.

Il principio di incentivare la capacità produttiva fu inserito nella legge, ma non trovò mai applicazione. La politica energetica pubblica prese strade diverse, e si incentivarono le energie alternative: eolico e fotovoltaico in primis.

Dal 2011 in poi quel decreto sulla capacity payment tornò di attualità, perchè a chiederlo a gran voce erano proprio i manager di Sorgenia. Il pressing era forte, ma l’ascolto non grandissimo. In dieci anni i produttori di energia si erano moltiplicati, e la domanda, complice la crisi economica, era scesa. Non esisteva e non esiste oggi il problema di fare fronte ai picchi di domanda energetica, perchè sono inferiori alla capacità produttiva. Il decreto dunque non era necessario. Ma quei soldi servivano come il pane a Sorgenia. Che continuò a insistere.

Il primo ad arrendersi è stato Enrico Letta che a dicembre 2013 ha infilato una nuova norma nella legge di stabilità. Poi nulla, fino a quando Sorgenia non stava per andare gambe all’aria e per salvarla il pool bancario aveva bisogno di qualche certezza in più sul business. È arrivata una notte di fine giugno, e con il decreto il salvataggio di Sorgenia è stato firmato dalle banche in un batter d’occhio.

Del regalino Renzi-De Vincenti godrà ora il pool di banche con Mps in testa che diventerà azionista di Sorgenia. Anche De Benedetti: la sua Cir uscirà infatti dal capitale, ma se i conti di Sorgenia torneranno in utile, godrà di una sorta di buonuscita pari al 10% della eventuale plusvalenza realizzata a regime con l’operazione. (Franco Bechis – Libero 9.9.2014)

Beppe Grillo all’assemblea di MPS

Senzanome

I “Banksters” pagano bene chi difende i loro interessi

44rtdi Luciano Lago

Un coro si sdegno e di accuse si scaglia in queste ore da parte di tutti i giornali e le testate accreditate contro i deputati del 5 Stelle i quali hanno osato “infangare” le istituzioni con le loro intemperanze ed hanno offeso le onorevoli dello schieramento del PD con i loro insulti triviali.
Dai più quotati opinionisti e commentatori TV piovono accuse di “attacco alle istituzioni” e di “squadrismo di tipo fascista”, si cercano addirittura collegamenti familiari con qualche deputato più in vista (Di Battista) per attribuirgli la qualifica di fascista dalle origini paterne.
Il clou delle accuse piove dalla esimia presidente della Camera Laura Boldrini, personaggio ormai del tutto di parte che “esegue” quanto sia necessario applicare per favorire il governo delle larghe intese che sia l’esecuzione di una “tagliola” contro l’ostruzionismo o un “monito” solenne contro la “deriva antidemocratica”. La Presidente “super partes” , come ama definirsi la Boldrini, la troviamo tempestivamente ospite nel salotto televisivo di Fabio Fazio da dove può facilmente lanciare le sue accuse ed i suoi moniti sulla “deriva antidemocratica” (dimenticandosi del suo ruolo di garanzia dell’opposizione parlamentare) con il compiacente accordo del conduttore milionario, conosciuto incensatore del fronte del “politicamente corretto” che gli garantisce stipendi milionari e carriere al top, premiato persino con gestione del Festival di San Remo.

Sono pochi quelli che entrano nel merito del problema,ossia il decreto per la rivalutazione delle quote della Banca d’Italia di cui si avvantaggiano le banche che ne detengono il capitale e nessuno si chiede perché e percome sia utile e necessario che la più importante Banca pubblica sia stata ceduta a banche private già dal 1992 grazie alla legge voluta da Andreatta e Ciampi in conformità agli interessi del cartello bancario.
Se qualcuno dei commentatori spiega qualche cosa, in TV e sul Web, è per giustificare e per spiegare che non c’è una emissione di denaro pubblico ma che si da fondo di attingere alla riserva statutaria della Banca e che comunque lo Stato potrà incassare delle imposte aggiuntive per circa 1,5 miliardi per l’anno in corso.
Piccolo particolare che i commentatori delle testate del sistema si astengono dallo spiegare:
il vantaggio sicuro per le banche che potranno vendere sul mercato la propria quota rivalutata guadagnando lucrosi profitti moltiplicati per 100 e più rispetto alle quote detenute attualmente mentre lo Stato si priverà per tutti gli anni futuri di un sicuro introito derivante dalle imposte e dalla redistribuzione degli utili di Banca d’Italia.
Se poi si esamina nei particolari il decreto ci si accorge che ad ogni passaggio di questo corrisponde un sicuro guadagno per i banchieri ed una perdita netta per le casse pubbliche. Senza considerare che, qualora poi lo Stato un giorno volesse procedere legittimamente alla nazionalizzazione della sua banca, per mettersi al passo dei grandi paesi europei, dovrebbe conferire ai banchieri privati più di 7 miliardi di elargizioni per riacquisire le quote detenute dagli istituti bancari.

In pratica si mette già da subito un paletto contro qualsiasi tentativo futuro da parte dello Stato di riappropriarsi senza oneri del proprio istituto per uscire dalla condizione di colonia nel quale si trova attualmente.
Questo essenzialmente la logica del decreto mascherato dal governo di Letta/Saccomanni come “operazione di cassa e di privatizzazione”.

Facile capire quindi che, di fronte ad una operazione di enorme vantaggio e profitto per il cartello bancario, questo si mobiliti utilizzando tutti i propri fiduciari e propagandisti di servizio inseriti nella RAI, nelle altre reti TV nonchè gli opinionisti sui giornali per difendere l’operazione mascherandone gli interessi a cui è diretta (il cartello bancario), per smontare la polemica e le accuse dei “grillini”, mettendo in evidenza il loro turpiloquio e le loro intemperanze squadristiche, dirottando l’attenzione del pubblico sul “pericolo per la democrazia” rappresentato dalle azioni dei 5 stelle e dai loro insulti.

Questa è a nostro avviso la reale prossima deriva del sistema politico italiano: uno scivolamento verso un regime di divisione in duopolio del potere politico, tra centro destra e centrosinistra, entrambi ben allineati sul mantenimento delle politiche neoliberiste e monetariste della BCE e della Commissione Europea, entrambi al servizio delle centrali finanziarie e delle lobby dominanti salvo alcune apparenti posizioni di dissidio su questioni minime non essenziali. Tutte le reali opposizioni all’esterno delle coalizioni senza possibilità di incidere politicamente su quadro politico.

Essenziale come sempre la funzione di media e l’abbiamo vista in questi giorni con tutto l’apparato mediatico schierato a difesa del sistema, a difesa dei personaggi quali re Giorgio Napolitano, della Boldrini, delle Istituzioni e proteso a sparare a zero sui “sovvertitori dell’ordine democratico”, sui nuovi “squadristi” , sul “pericolo fascista”. Il colmo del paradosso sta nella scena in cui, il gruppo degli onorevoli del PD schierati a quadrilatero a cantare “bella ciao” in difesa del decreto salva banche. Una scena davvero unica.

D’altra parte bisogna considerare che il cartello bancario paga bene, assicura lauti stipendi, privilegi e prebende, ottime carriere ai giornalisti, opinionisti e presentatori che se ne assumano la difesa degli interessi. I “banksters” assicurano poi compartecipazioni finanziarie al partito che meglio ne rappresenta gli interessi, il PD di Renzi e soci, con l’MPS che sarà ancora una volta salvata dalla bancarotta con l’operazione BANKITALIA (MPS possiede una quota del capitale di Bamkitalia), con l’UNIPOOL (istituto contiguo al PD) che associa adesso anche la SAI assicurazioni ex istituto del gruppo Ligresti. Se si aggiunge a tutto questo un compiacente silenzio delle inchieste della magistratura sulla allegra gestione della MPS a Siena, un accordo un vista per altre concessioni pubbliche alle Coop ed alle società di area PD, come il gruppo di Farinetti, Italy& Italy, che realizzerà un’altra mega struttura commerciale in pieno centro di Siena, si avrà un quadro completo degli interessi sotterranei e degli intrecci di affari che legano banche e ceto politico in questo paese che affonda economicamente e svende il suo patrimonio pubblico ma permette ancora ottimi affari ai detentori del vero potere: i Banksters.

Di Maio: tutte le inesattezze della Boldrini a “Che tempo che fa”

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