Archivi tag: lobby

RC Auto: pur di aiutare la lobby assicurativa, il PD si scontra con se stesso

scontrofrontale-thumb-500x316-71307Il PD, in uno dei suoi rari momenti di lucidità, ha proposto in Commissione Finanze un buon emendamento al DDL Concorrenza. E come da sempre fa, il M5S è stato subito pronto a sottoscriverlo. Si tratta di RC Auto in regioni o aree dove gli automobilisti sono fortemente penalizzati, quasi… Continua »

Viale Vaccini (Marco Travaglio)

snapshot242Ma vi rendete conto che un quivis de populo, un passante, un signor nessuno che non ha neppure un mestiere e che l’ultima volta che fu eletto fu al Comune di Firenze e poi basta, che non è più premier e neppure segretario del suo partito, tiene in ostaggio un intero Paese, che incidentalmente è il nostro?… Continua »

ASSICURAZIONI – “Tacito rinnovo”, guerra di lobby targata Pd

assicurazioneAssicurazioni – L’emendamento Dem alla legge Concorrenza fa rinascere la proroga automatica delle polizze, appena tolta

Indovinate di chi sono gli emendamenti targati Pd che propongono la marcia indietro?

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Roma, Di Maio: “Noi cocopro della Casaleggio? Renzi è a tempo indeterminato con lobby”

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“Matteo Renzi ha firmato contratti a tempo indeterminato con le grandi lobby di questo Paese a cui è legato mani e piedi. Faccia poco lo spiritoso”. Così Lugi Di Maio (M5s), replica in tempo reale nel corso di una conferenza stampa al Senato, alle parole del premier che ha affermato… Continua »

Codice appalti, la solita manina delle lobby e la modifica notturna

thingLe“manine”che a Palazzo Chigi ritoccano le leggi all’ultimo minuto si sono fatte vive anche sul testo del Codice degli appalti. Modifiche improvvise e inaspettate che daranno vita, proprio oggi, a manifestazioni sindacali del settore delle concessionarie stradali (e in particolare a Genova).

NELLA RIUNIONE DEL CONSIGLIO dei ministri del 19… Continua »

DANNO MORALE, NUOVO REGALO ALLE ASSICURAZIONI

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La lobby delle assicurazioni si muove contro i diritti delle vittime della strada. È l’allarme che lanciano diverse associazioni dei consumatori, nonché l’Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale (Aneis) e l’Oua (l’Organismo unitario dell’avvocatura), sull’emendamento di maggioranza (riformulato in commissione Industria al Senato) che – se approvato – di fatto abolirebbe… Continua »

La lobby del tabacco finanzia Renzi e compra mezze pagine su “l’Unità”

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>> il Fatto Quotidiano 29-9-2015

La guerra delle lobby del tabacco, in corso da mesi, produce effetti anche visivi. S’intende quello che ieri campeggiava su l’Unità, il quotidiano fondato da Antonio Gramsci e ora house organ del Pd: mezza pagina per una pubblicità contro il contrabbando di sigarette commissionata dalla British american tobacco (Bat), colosso mondiale il cui nome è assurto di recente agli onori delle cronache per essere stato il maggior finanziatore, lo scorso anno, della fondazione Open, la cassaforte politica del premier Matteo Renzi.  CONTINUA A LEGGERE

Lobby e favori: i 5 Stelle chiedono spiegazioni a Renzi

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CARLO DI FOGGIA E DAVIDE VECCHI
il Fatto Quotidiano 23-7-2015

boschiMaria Elena Boschi riesce a scindere i suoi ruoli con una tale capacità che quando indossa i panni da ministro si dimentica degli altri. È già accaduto a dicembre, quando l’esecutivo di cui fa parte ha varato un decreto che interessava la banca popolare guidata dal padre e di cui lei è socia e il fratello dipendente. CONTINUA A LEGGERE

La lobby del tabacco finanzia #Renzi e poi incassa lo sconto

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Carlo Di Foggia e Davide Vecchi – il Fatto Quotidiano 22-7-2015

I 100mila euro della British American Tobacco: e la stangata sulle accise salta. Il sostegno della Corporacion America, colosso che gestisce scali in tutto e punta a quelli di Pisa e Firenze: il governo ha stanziato 150 milioni per piste e radar CONTINUA A LEGGERE

I Senza Faccia (Marco Travaglio 22-2-2015)

foto2grande_25002Cerchiamo di guardare al lato positivo delle cose. Mario Chiesa che minaccia causa a Sky perché la serie tv 1992 mostra la scena – da lui stesso raccontata a verbale nel 1992 – della tangente da 37 milioni di lire gettata nel water con rigurgito di sciacquone, sostenendo che potrebbe guastargli l’immagine, è un buon segno: vuol dire che il concetto di reputazione non è ancora morto, neanche per un tizio che è stato condannato a 5 anni e 4 mesi per corruzione in Tangentopoli, che ha restituito un maltolto di 7,2 miliardi di lire, che è stato riarrestato nel 2009 per presunte mazzette su un traffico illecito di rifiuti e per giunta lavora per la Compagnia delle Opere di Cielle. E che dire di B., pregiudicato e detenuto ai servizi sociali per frode fiscale, già indagato o imputato per una collezione di reati che abbraccia quasi l’intero Codice penale, che continua a svenarsi per pagare plotoni di squinzie in cambio del loro silenzio sulle notti di Arcore, convinto che sia umanamente possibile sputtanarlo più di quanto già non lo sia di suo? È un altro indice incoraggiante, un insperato segnale di speranza: se teme che una o più olgettine possano fargli perdere la faccia vuol dire, intanto, che suppone di averne almeno una e, soprattutto, che gl’italiani non sono ancora abbastanza mitridatizzati al peggio. Chi, come noi, pensava che al peggio non ci fosse mai fine e che per suscitare un filino di indignazione occorresse, che so, un filmato che lo ritrae in un asilo nido mentre si apre l’impermeabile, deve dunque riporre il cinismo e rallegrarsi: se un rabdomante della pancia degl’italiani come B. teme ancora la reazione degli elettori dinanzi a uno scandalo, non tutto è perduto.

Ora però bisogna avvertire, nell’ordine: i vertici Rai (che da tre giorni non proferiscono verbo sulla lettera di Verro a B. contro i programmi dell’azienda che dovrebbe amministrare); il prefetto Pecoraro (che non ne azzecca una nemmeno per sbaglio e ora, anziché levare il disturbo per la gestione ridicola degli hooligans olandesi che ha messo di buonumore il califfo al-Baghdadi, si permette pure di querelarci perché ricordiamo le sue memorabili gesta, dalla scorta levata a Biagi alle telefonate con Bisi & Buzzi, dal sequestro Shalabayeva all’idea geniale di trasformare Villa Adriana in una mega-discarica); e naturalmente la cosiddetta informazione, che da anni si comporta come se nulla potesse scalfire l’olimpica indifferenza dell’opinione pubblica. Altrimenti il Giornale e Libero, che han sempre difeso padron Silvio condannato per frode, farebbero altrettanto con i vip accusati di evasione, invece scoprono all’improvviso la bruttezza anche estetica del gesto. E Panorama si vergognerebbe di intervistare il condannato Geronzi, omettendone i precedenti penali e titolandone la requisitoria “Su Montepaschi io accuso”, manco fosse Emile Zola. E poi: avete mai sentito uno dei cronisti da riporto ammessi al cospetto di Matteo Renzi da lui medesimo pigolare qualcosa sullo scandalo di Banca Etruria? Nemmeno un plissè, caso chiuso e morta lì.

Qualcuno osa sollevare il problema della straordinaria somiglianza fra il Jobs Act ultima versione e il documento sul lavoro di Confindustria del maggio 2014, e fra le ultime norme governative sull’Rc Auto e le pressanti richieste dell’Ania, l’associazione assicuratori? Il nostro Palombi documenta da due giorni come il Ddl-ossimoro “Concorrenza”, che taglia fino al 50% i risarcimenti per i morti e i feriti sulla strada, sia un regalo alla nota lobby da far impallidire quelli dell’Ufficio Omaggi Rai. Ci aveva già provato Letta jr., ma i renziani l’avevano stoppato con l’accusa di fare “marchette”. Ora che le fanno loro, le chiamano “liberalizzazioni”. Senza nemmeno preoccuparsi di salvare la faccia. Forse perché, così giovani, l’hanno già persa. O forse perché non ne hanno mai avuta una.

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