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Ma mi faccia il piacere (Marco Travaglio)

toto-piacere1Tutto è perdonato. “Mubarak assolto torna libero” (La Stampa, 14.3). Non era lo zio di sua nipote.

Sportivamente. “Il Ministro per sport Luca Lotti” (Governo.it). Ah ecco.

Tutta invidia. “Renzi: ‘Volevano distruggere il Pd’” (la Repubblica, 13.3). Rubandogli il mestiere.

Delle due, l’una. “Il Pd salva Minzolini” (La Stampa, 17.3)…. Continua »

Bob a due (Marco Travaglio)

olimpiadi-sochi-2014-bob-620x388_0Corriere della sera: “La sfida di Renzi: basta paure”. Repubblica: “Renzi riparte dal Lingotto: ‘No alla sinistra della paura’”. Messaggero: “Renzi: basta paura”. Stampa: “La sfida di Renzi: ‘basta aver paura’”. Abbiamo letto con devozione e un filo di apprensione il titolo unico del giornalone unico e ci siamo domandati:… Continua »

Zero tituli, 10 domande (Marco Travaglio)

ilfatto_2017-02-18Ecco, al dettaglio, lo spazio dedicato in prima pagina dai principali quotidiani alla notizia che Tiziano Renzi, padre di Matteo, è indagato per traffico di influenze illecite insieme al giovane mediatore Carlo Russo con l’accusa di aver raccomandato l’imprenditore Alfredo Romeo alla Consip diretta dal renziano Luigi Marroni per fargli… Continua »

Cosa resterà (Marco Travaglio)

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Quando l’ultimo governo B. era agli sgoccioli, un talk show mandò i suoi inviati per le strade per domandare alla gente cosa avesse fatto di buono il Cavaliere. I passanti interpellati si dividevano tra due reazioni: chi rispondeva a male parole e tirava diritto, chi si fermava per tentare una risposta. Seguivano lunghi minuti di imbarazzata riflessione, durante i quali i malcapitati in preda a paresi facciale rivedevano a ritroso il film horror del quasi-ventennio berlusconiano alla ricerca di qualcosa di almeno decente, dopodiché o si arrendevano al nulla o farfugliavano qualcosa sulla patente a punti. La stessa scena potrebbe ripetersi oggi a proposito del triennio renziano, se… Continua »

Post-giornalismo (Marco Travaglio)

1427448110_travaglioCari lettori scandalizzati per i due pesi e due misure applicati dai media alla Raggi e agli altri sindaci e politici, rassegnatevi. Le cose non cambieranno, il Giornalista Italiano Medio è convinto che sia giusto così. Pare che il doppiopesismo venga ormai insegnato nelle migliori scuole di giornalismo. Lezione 1:… Continua »

Invito a scomparire (M.Travaglio)

ilfatto_2016-12-24Esaminiamo a mente fredda tre scene. 1) Virginia Raggi al Quirinale saluta mesta decine di sedie vuote attorno a sé mentre i politici veri, quelli che hanno spolpato l’Italia e depredato Roma, si avvinghiano e si abbracciano per augurarsi un nuovo anno pieno di soddisfazioni (per loro) e grassazioni (per… Continua »

Furbi, loro (M.Travaglio)

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Diversamente dall’establishment politico, economico, giornalistico e intellettuale americano e inglese, che non aveva capito nulla degli tsunami Trump e Brexit, possiamo serenamente affermare, con orgoglio di connazionali e di colleghi, che quello italiano aveva astutamente intuito la valanga di No che domenica ha sepolto Renzi, Napolitano, Boschi e tutto il… Continua »

Pare (M.Travaglio)

ilfatto_2016-11-26Oddio, l’Economist dice che bisogna votare No. Panico nelle redazioni. Che fare per sminuire la notizia che il noto settimanale indipendente britannico, già in prima linea contro B. che lo chiamava “Ecomunist”e paragonava il suo direttore Bill Emmott a Lenin, dice peste e corna della controriforma Boschi, più o meno… Continua »

Chi perde vince

olimpiadi-logoLe Olimpiadi, conti alla mano, le vince sempre chi non se le aggiudica. Dunque si può dire senza tema di smentita che ieri Roma, rinunciandovi, ha vinto le Olimpiadi del 2024. Bene ha fatto Virginia Raggi a tener fede alla parola data agli elettori e ad annullare la candidatura che quel buontempone di Marino, pressato da quell’irresponsabile di Renzi e dal quel megalomane di Malagò, aveva presentato due anni fa. Stiamo parlando – è bene che si sappia –soltanto di una candidatura, non della certezza di organizzare i Giochi del 2024: ma già la candidatura comporta soldi pubblici già…Continua >>

Ma mi faccia il piacere – Marco Travaglio 19.10.2015

Quotidiani-6

Agenzia Stefani. “’Forte, semplice, giusta, orgogliosa. I quattro pilastri della nuova Italia’” (La Stampa sulla manovra finanziaria del governo Renzi, 15.10). Ejaeja alalà!
Compatti . “I guai giudiziari al Pirellone ricompattano Salvini e Maroni” (Il Giornale, 15.10). Diceva Totò: “Malcostume, mezzo gaudio”.
Marcio di garanzia. “Mantovani è una persona corretta ” (Silvio Berlusconi, 13.10). Appena han sentito parlare B., i giudici hanno arrestato Mantovani.
Lo storico. “Zero controlli, profughi e buonisti. Così è caduta l’antica Roma. Morti sui barconi, retori pro accoglienza e funzionari che lucrano sugli immigrati. Nel 376 dopo Cristo l’apertura delle frontiere ai Goti diede inizio alla catastrofe” (Francesco Borgonovo, Libero, 17.10). Ecco spiegate le invasioni barbariche: il buonismo degli antichi romani, purtroppo sprovvisti di un Salvinus Ruspus Felpus.
Il Festival dei due Bondi. “Due nuovi ingressi in maggioranza. Bondi e Repetti: ‘Siamo con Matteo’” (la Repubblica, 17.10). Sono soddisfazioni.
Nuovo Centrorenzi. “Quagliariello sbaglia tutto: col premier fino al 2018, fa quel che diciamo noi. Oggi ho realizzato il sogno dei manifesti 3 per 6 di Berlusconi del 1994” (Angelino Alfano, Ncd, ministro dell’Interno, la Repubblica, 16.10). Sono altre soddisfazioni.
Gianni e Pinotti. “Sull’idea di armare i Tornado in Iraq il governo non ha un orientamento, altrimenti lo avrebbe già comunicato al Parlamento” (Roberta Pinotti, Pd, ministro della Difesa, alla Camera, 8.10). E se ne vanta pure.
Hard Bar. “Ho solo detto che i preti pedofili li capisco, non mi sembra una cosa tanto grave. Se mi cacciano, andrò a dire messa al bar” (don Gino Flaim, prete di Trento, la Repubblica, 7.10). Nel caso, converrà tenere i bimbi a casa.
Do not disturb. “Il Garante: stop scioperi durante il Giubileo” (il Messaggero,16.10).Terzo comandamento: ricordati di santificare il governo.
Sala il Sòla. “Cantone, allarme Giubileo: ‘Manca un Sala, come all’Expo’” (la Repubblica, 13.10). Giusto: al Giubileo manca uno che tarocchi i dati sui visitatori.

Forza Ladri. “Chiunque si candidi a sindaco di Roma, e per le successive elezioni, risparmiateci l’obbligo di iscrizione all’Albo dei Moralizzatori, all’Ordine della Legalità. I partiti evitino evitare di attingere al bacino di Onesti” (Renzo Rosati, Il Foglio, 10.10). Per fare prima, si potrebbe reclutarli direttamente nelle patrie galera.
Piercuffarando. “Il caso Marino, ma anche quelli di de Magistris e Doria sono il fallimento degli uomini nuovi… dell’idea che la politica possa essere sostituita dall’improvvisazione, dal populismo, dal dilettantismo” (Pierferdinando Casini, deputato Udc, Corriere della sera, 12.10). Lui infatti candidava Totò Cuffaro.
Le ultime parole fumose/1. “La rabbia di Renzi: ‘Il sindaco va cambiato ma dopo l’Anno Santo’” (la Repubblica, 30.9). Uahahahahah.
Le ultime parole fumose/2. “Nessuna retromarcia sulla spending review. Risparmi per 10 miliardi” (Federica Guidi, ministro dello Sviluppo economico, la Repubblica, 5.10). Uahahahahah.
Rubinetti d’oro.“Se leggiamo la misura del governo per quella che è – una spinta ad aumentare i consumi e a semplificarci la vita – ne potremo vedere tutti i vantaggi, senza per questo pensare a fare i furbi la prossima volta che ci si rompe un lavandino. Se invece guardiamo l’aumento della soglia del contante con gli occhi incattiviti e astiosi dei vecchi governanti, non faremo altro che aumentare il nostro negativity bias” (Claudio Velardi, ex dirigente del Pci, ex capo ufficio stampa del Pds, ex consigliere di D’Alema, ex assessore di Bassolino, ex curatore della campagna elettorale della Polverini, ora renziano, l’Unità, 17.10). Senza voler guardare l’aumento della soglia del cash da mille a 3 mila euro con gli occhi incattiviti e astiosi dei vecchi governanti (quelli con cui lavorava Velardi), una curiosità: se Velardi pensa che la riparazione di un lavandino costi più di mille euro, non abiterà mica in una villa dei Casamonica?
Il titolo della settimana. “Ecco le leggi che sarebbero già approvate senza Senato” (La Stampa, 16.10). Vergognarsi mai, eh?

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