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Giornalismo innovativo (Marco Travaglio)

ilfatto_2017-06-25-320x444Siamo sempre così a corto di buone notizie che, quando ne arriva una, è meglio sottolinearla con la solennità che merita: “Giornalismo innovativo: ‘La Stampa’ sul podio”. Di chi questo titolo? Della Stampa, che ieri ha chiuso in bellezza le celebrazioni per i suoi 150 anni di storia comunicando di… Continua »

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Gli scudi umani (Marco Travaglio)

vauQuando c’era B. uno stuolo di impiegati ben pagati, detti “giornalisti” solo perché iscritti al relativo Albo, si precipitavano a dargli ragione anche sulla cazzata più inverosimile. Poi però lui se la scordava e ne diceva subito una opposta, e gli stessi scudi umani si gettavano a capofitto a dargli… Continua »

Gli imboscati (Marco Travaglio)

C_mzI9AW0AA8_BoDa tre giorni, nelle migliori redazioni, semina il terrore un oggetto volante non identificato, un tempo detto “notizia”. L’ha svelata nel suo nuovo libro uno dei più autorevoli e prudenti giornalisti viventi, che non declina neppure le proprie generalità se non in presenza del notaio: Ferruccio de Bortoli, ex direttore… Continua »

Ma mi faccia il piacere (Marco Travaglio)

totc3b2-220x150L’ultimo spenga la luce. “Siamo nel corso di una catastrofe del riformismo storico, solo due luci possono invertire la tendenza: Macron e Renzi”(Gennaro Migliore, sottosegretario alla Giustizia, ex Rifondazione comunista, ora Pd, accanto a Renzi sul palco dopo le primarie, la Repubblica, 4.5). Duce, tu sei la luce.

Rislurp. “Renzi… Continua »

La serva serve (Marco Travaglio)

testate_giornalistiche2Evviva, siamo un paese libero e informato, grazie a una stampa scevra da condizionamenti e soprattutto a una tv affrancata da ogni pressione! Il rapporto di Reporters Sans Frontières ha scatenato un coro unanime e liberatorio di esultanza nel mondo politico e giornalistico per la scoperta che l’Italia passa dal… Continua »

Ma mi faccia il piacere (Marco Travaglio)

toto-piacere1Tutto è perdonato. “Mubarak assolto torna libero” (La Stampa, 14.3). Non era lo zio di sua nipote.

Sportivamente. “Il Ministro per sport Luca Lotti” (Governo.it). Ah ecco.

Tutta invidia. “Renzi: ‘Volevano distruggere il Pd’” (la Repubblica, 13.3). Rubandogli il mestiere.

Delle due, l’una. “Il Pd salva Minzolini” (La Stampa, 17.3)…. Continua »

Bob a due (Marco Travaglio)

olimpiadi-sochi-2014-bob-620x388_0Corriere della sera: “La sfida di Renzi: basta paure”. Repubblica: “Renzi riparte dal Lingotto: ‘No alla sinistra della paura’”. Messaggero: “Renzi: basta paura”. Stampa: “La sfida di Renzi: ‘basta aver paura’”. Abbiamo letto con devozione e un filo di apprensione il titolo unico del giornalone unico e ci siamo domandati:… Continua »

Zero tituli, 10 domande (Marco Travaglio)

ilfatto_2017-02-18Ecco, al dettaglio, lo spazio dedicato in prima pagina dai principali quotidiani alla notizia che Tiziano Renzi, padre di Matteo, è indagato per traffico di influenze illecite insieme al giovane mediatore Carlo Russo con l’accusa di aver raccomandato l’imprenditore Alfredo Romeo alla Consip diretta dal renziano Luigi Marroni per fargli… Continua »

Cosa resterà (Marco Travaglio)

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Quando l’ultimo governo B. era agli sgoccioli, un talk show mandò i suoi inviati per le strade per domandare alla gente cosa avesse fatto di buono il Cavaliere. I passanti interpellati si dividevano tra due reazioni: chi rispondeva a male parole e tirava diritto, chi si fermava per tentare una risposta. Seguivano lunghi minuti di imbarazzata riflessione, durante i quali i malcapitati in preda a paresi facciale rivedevano a ritroso il film horror del quasi-ventennio berlusconiano alla ricerca di qualcosa di almeno decente, dopodiché o si arrendevano al nulla o farfugliavano qualcosa sulla patente a punti. La stessa scena potrebbe ripetersi oggi a proposito del triennio renziano, se… Continua »

Post-giornalismo (Marco Travaglio)

1427448110_travaglioCari lettori scandalizzati per i due pesi e due misure applicati dai media alla Raggi e agli altri sindaci e politici, rassegnatevi. Le cose non cambieranno, il Giornalista Italiano Medio è convinto che sia giusto così. Pare che il doppiopesismo venga ormai insegnato nelle migliori scuole di giornalismo. Lezione 1:… Continua »

Invito a scomparire (M.Travaglio)

ilfatto_2016-12-24Esaminiamo a mente fredda tre scene. 1) Virginia Raggi al Quirinale saluta mesta decine di sedie vuote attorno a sé mentre i politici veri, quelli che hanno spolpato l’Italia e depredato Roma, si avvinghiano e si abbracciano per augurarsi un nuovo anno pieno di soddisfazioni (per loro) e grassazioni (per… Continua »

Furbi, loro (M.Travaglio)

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Diversamente dall’establishment politico, economico, giornalistico e intellettuale americano e inglese, che non aveva capito nulla degli tsunami Trump e Brexit, possiamo serenamente affermare, con orgoglio di connazionali e di colleghi, che quello italiano aveva astutamente intuito la valanga di No che domenica ha sepolto Renzi, Napolitano, Boschi e tutto il… Continua »

Pare (M.Travaglio)

ilfatto_2016-11-26Oddio, l’Economist dice che bisogna votare No. Panico nelle redazioni. Che fare per sminuire la notizia che il noto settimanale indipendente britannico, già in prima linea contro B. che lo chiamava “Ecomunist”e paragonava il suo direttore Bill Emmott a Lenin, dice peste e corna della controriforma Boschi, più o meno… Continua »

Chi perde vince

olimpiadi-logoLe Olimpiadi, conti alla mano, le vince sempre chi non se le aggiudica. Dunque si può dire senza tema di smentita che ieri Roma, rinunciandovi, ha vinto le Olimpiadi del 2024. Bene ha fatto Virginia Raggi a tener fede alla parola data agli elettori e ad annullare la candidatura che quel buontempone di Marino, pressato da quell’irresponsabile di Renzi e dal quel megalomane di Malagò, aveva presentato due anni fa. Stiamo parlando – è bene che si sappia –soltanto di una candidatura, non della certezza di organizzare i Giochi del 2024: ma già la candidatura comporta soldi pubblici già…Continua >>

Ma mi faccia il piacere – Marco Travaglio 19.10.2015

Quotidiani-6

Agenzia Stefani. “’Forte, semplice, giusta, orgogliosa. I quattro pilastri della nuova Italia’” (La Stampa sulla manovra finanziaria del governo Renzi, 15.10). Ejaeja alalà!
Compatti . “I guai giudiziari al Pirellone ricompattano Salvini e Maroni” (Il Giornale, 15.10). Diceva Totò: “Malcostume, mezzo gaudio”.
Marcio di garanzia. “Mantovani è una persona corretta ” (Silvio Berlusconi, 13.10). Appena han sentito parlare B., i giudici hanno arrestato Mantovani.
Lo storico. “Zero controlli, profughi e buonisti. Così è caduta l’antica Roma. Morti sui barconi, retori pro accoglienza e funzionari che lucrano sugli immigrati. Nel 376 dopo Cristo l’apertura delle frontiere ai Goti diede inizio alla catastrofe” (Francesco Borgonovo, Libero, 17.10). Ecco spiegate le invasioni barbariche: il buonismo degli antichi romani, purtroppo sprovvisti di un Salvinus Ruspus Felpus.
Il Festival dei due Bondi. “Due nuovi ingressi in maggioranza. Bondi e Repetti: ‘Siamo con Matteo’” (la Repubblica, 17.10). Sono soddisfazioni.
Nuovo Centrorenzi. “Quagliariello sbaglia tutto: col premier fino al 2018, fa quel che diciamo noi. Oggi ho realizzato il sogno dei manifesti 3 per 6 di Berlusconi del 1994” (Angelino Alfano, Ncd, ministro dell’Interno, la Repubblica, 16.10). Sono altre soddisfazioni.
Gianni e Pinotti. “Sull’idea di armare i Tornado in Iraq il governo non ha un orientamento, altrimenti lo avrebbe già comunicato al Parlamento” (Roberta Pinotti, Pd, ministro della Difesa, alla Camera, 8.10). E se ne vanta pure.
Hard Bar. “Ho solo detto che i preti pedofili li capisco, non mi sembra una cosa tanto grave. Se mi cacciano, andrò a dire messa al bar” (don Gino Flaim, prete di Trento, la Repubblica, 7.10). Nel caso, converrà tenere i bimbi a casa.
Do not disturb. “Il Garante: stop scioperi durante il Giubileo” (il Messaggero,16.10).Terzo comandamento: ricordati di santificare il governo.
Sala il Sòla. “Cantone, allarme Giubileo: ‘Manca un Sala, come all’Expo’” (la Repubblica, 13.10). Giusto: al Giubileo manca uno che tarocchi i dati sui visitatori.

Forza Ladri. “Chiunque si candidi a sindaco di Roma, e per le successive elezioni, risparmiateci l’obbligo di iscrizione all’Albo dei Moralizzatori, all’Ordine della Legalità. I partiti evitino evitare di attingere al bacino di Onesti” (Renzo Rosati, Il Foglio, 10.10). Per fare prima, si potrebbe reclutarli direttamente nelle patrie galera.
Piercuffarando. “Il caso Marino, ma anche quelli di de Magistris e Doria sono il fallimento degli uomini nuovi… dell’idea che la politica possa essere sostituita dall’improvvisazione, dal populismo, dal dilettantismo” (Pierferdinando Casini, deputato Udc, Corriere della sera, 12.10). Lui infatti candidava Totò Cuffaro.
Le ultime parole fumose/1. “La rabbia di Renzi: ‘Il sindaco va cambiato ma dopo l’Anno Santo’” (la Repubblica, 30.9). Uahahahahah.
Le ultime parole fumose/2. “Nessuna retromarcia sulla spending review. Risparmi per 10 miliardi” (Federica Guidi, ministro dello Sviluppo economico, la Repubblica, 5.10). Uahahahahah.
Rubinetti d’oro.“Se leggiamo la misura del governo per quella che è – una spinta ad aumentare i consumi e a semplificarci la vita – ne potremo vedere tutti i vantaggi, senza per questo pensare a fare i furbi la prossima volta che ci si rompe un lavandino. Se invece guardiamo l’aumento della soglia del contante con gli occhi incattiviti e astiosi dei vecchi governanti, non faremo altro che aumentare il nostro negativity bias” (Claudio Velardi, ex dirigente del Pci, ex capo ufficio stampa del Pds, ex consigliere di D’Alema, ex assessore di Bassolino, ex curatore della campagna elettorale della Polverini, ora renziano, l’Unità, 17.10). Senza voler guardare l’aumento della soglia del cash da mille a 3 mila euro con gli occhi incattiviti e astiosi dei vecchi governanti (quelli con cui lavorava Velardi), una curiosità: se Velardi pensa che la riparazione di un lavandino costi più di mille euro, non abiterà mica in una villa dei Casamonica?
Il titolo della settimana. “Ecco le leggi che sarebbero già approvate senza Senato” (La Stampa, 16.10). Vergognarsi mai, eh?

Ma mi faccia il piacere – Marco #Travaglio 5.10.2015

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Italia-Germania. “Renzi: l’Italia può battere la Germania” (Corriere della sera, 28.9). Ditemi quand’è la partita che prenoto l’aereo di Stato.

Organi. “Non ho hai messo il naso, mai, nelle vicende interne della Rai, dalle nomine alla programmazione. Perchè noi siamo persone serie, vogliamo bene al servizio pubblico ” (M atteo Renzi, Pd, presidente del Consiglio, la Repubblica, 3.10). Il naso no, ha ragione: infatti le nomine le ha fatte coi piedi.

Mostri. “Verdini non è il mostro di Lochness” (Renzi, ibidem). Quello di Lochness no, infatti lui si vede benissimo. CONTINUA A LEGGERE

Ma mi faccia il piacere – Marco Travaglio 21-9-2015

Totò ma mi faccia il piacere
Spirito costituente. “Questa riforma è una fetenzìa, però mi turo il naso e mi sa che la voto” (Vincenzo D’Anna, senatore cosentiniano, ora verdiniano, La Stampa, 18.9). Sono soddisfazioni.
L’uomo massa. “Con quelle due tenniste non c’era Matteo Renzi, ma c’era il governo del Paese, e quell’abbraccio non era il mio, ma di tutta l’ Italia!” (Matteo Renzi, Pd, presidente del Consiglio, Tiki Taka, Italia1, 14.9). Quindi non era un volo di Stato: era un charter. CONTINUA A LEGGERE

Ma mi faccia il piacere – Marco Travaglio 31-08-2015

toto-ma-mi-faccia-il-piacereCrescita. “Finalmente cresciamo come Francia e Germania” (Matteo Renzi, Corriere della sera, 30.8). Ma sta parlando del suo girovita.
A Silvio. “L’ antiberlusconismo è l’altra faccia del berlusconismo… Una grande coalizione contro una persona. Io non mi definisco contro qualcuno, mai. Non sono contro Berlusconi, ma per l’Italia”(Renzi, ibidem).
Bianco, rosso e Verdini. Arriva il cetriolo. “Interventi sulle pensioni? No, non sono all’ordine del giorno ”(Renzi, ibidem). I pensionati preparino le mutande di ghisa.
Black Blok. “Salvini: Berlusconi blocchi il Paese con me” (Corriere della sera, 28.8). Berlusconi: “Uè, pirla, cosa credi che abbia fatto negli ultimi vent’anni?”.
Stalle cadenti. “Notte di San Lorenzo, stelle cadenti e desideri. Il mio ce l’ho (e non lo dico), se avete voglia di dire il vostro…” (Matteo Salvini, Twitter, 10.8). Risposta di @channelFe: “Ah eccoti… eh niente, non s’è avverato”. CONTINUA A LEGGERE

Ma mi faccia il piacere – Marco Travaglio 24-8-2015

toto-ma-mi-faccia-il-piacereMens nana in corpore nano. “Apologia (filosofica) dei nani da giardino. Pisolo e soci saranno kitsch ma esprimono, in modo spontaneo, il perduto legame con un arcaico universo di simboli irrazionali” (il Giornale della famiglia Berlusconi, 18.8). Il solito conflitto d’interessi.
Merce rara . “Funerale da padrino, l’ira di Gabrielli: Cadranno teste’” (la Repubblica, 22.8). Comodo, così chi non ne ha una è in una botte di ferro.
Fuoco e fiamme. “Salvini: ‘I migranti sulle piattaforme dell’Eni’” (la Repubblica, 22.8). Così prendono fuoco più facilmente.
Riuso. “Annuncio degli Usa: ‘L’Isis usa armi chimiche’” (Il Messaggero, 22.8). Le avevano dimenticate lì.
Giovaneuro. “Un ragazzo che a 15 anni si fa di cannabis a 18 anni ha i buchi nel cervello. Andate a vedervi le foto delle neuroscienze e guardate come si riduce un cervello di un ragazzo che a 15 anni ha cominciato a farsi di cannabis: ha i neuroni spenti” (Carlo Giovanardi, senatore Ncd, Coffee Break, La7, 13.8). Poi c’è chi nasce già così. CONTINUA A LEGGERE

Scemo chi legge – Marco Travaglio 7-7-2015

giornali
Il guaio dei greci è che non leggono i giornali italiani, se no l’avrebbero capito subito che dovevano votare Sì. La Stampa, per esempio, li aveva avvertiti: “Grecia, la mafia russa allarga il suo potere grazie alla crisi ” . Per non parlare dell’imminente invasione delle cavallette, seguita da tutte le altre piaghe d’Egitto. Anche il Corriere dispensava ogni giorno l’oroscopo del Tiresia di via Solferino, al secolo Federico Fubini: “Gli ultimi sondaggi danno il Sì in recupero”, “il Sì è davanti al No”, “un Sì può forse evitare il peggio, ma probabilmente non sarà schiacciante”, “gli ultimi sondaggi danno una differenza fra i 40 mila e i 100 mila voti fra No e Sì”; “più folla alla manifestazione del Sì che a quella del No”; “concreto ma non scontato che il Sì prevalga”; “se vincesse il Sì, come sembra possibile visto il panico nel Paese, Tsipras lascerebbe a un nuovo governo”. La Pizia Giavazzi confermava: “I sondaggi lasciano intravedere, pur con grande incertezza, una vittoria dei Sì”. Nel malaugurato caso di un No, Cassandro Fubini dipingeva scene a metà fra The Day After e il Deserto dei tartari ancora prima che si votasse: “Crollo del turismo”, “il Paese sprofonda nel caos”, “il fallimento del sistema bancario”, “presto scontri a tutti i livelli, dai tribunali alla piazza”, “nessuno sale più all ’Acropoli ”, “i torpedoni dei turisti sono spariti”. Mancavano solo la peste bubbonica e il ritorno del Minotauro.

Ma niente, quei baluba mica leggono la miglior stampa del mondo. E sbagliano a votare. Peggio per loro. A nulla sono valsi i missili anti-Tsipras dei fratelli Reichlin in stereo (Lucrezia sul Corriere e Pietro sull’Unità, che ospitava anche uno strepitoso attacco del renziano Nicodemo a Pericle). Né il grido di dolore di Casini sul Messaggero di suo suocero (e dove, se no?): “Il Sì un argine alla demagogia”. Né le prediche di Scalfari e Ferrara, noti portafortuna, utilissimi per bilanciare la potenza jettatoria di Vendola e della minoranza Pd ad Atene. “Io non capisco affatto – scriveva nel suo straziante appello domenicale l’Eugenio – perché siano ad Atene anche Fassina e i suoi compagni della sinistra. Vogliono che l’Europa si arrenda al ricatto greco o che vada per aria?”. Già, perché è la Grecia che ricatta l’Europa, mica viceversa.

Quanto a Ferrara, anche quando si firma col nome de implume Claudio Cerasa, ha spiegato in lungo e soprattutto in largo quant’è buona la Troika: essa vuole soltanto “mettere la Grecia con la testa a posto o sulla buona strada in cambio di altri miliardoni”, insomma il No è roba da “Casa Pound e Alba Dorata”. Che poi è pure la tesi di Johnny Raiotta: “Gli stalinisti che militano in Syriza e i nazisti di Alba Dorata” sono “alleati nel No”, mentre “la vittoria del Sì va sostenuta e auspicata” contro la “follia”di Tsipras, “uno di quei matti che minacciano di farsi esplodere con l’appartamento che occupano pur di impedire lo sfratto”per dirla con Belpietro.

Stefano Folli, su Repubblica, aggiunge che addirittura “il governo Tsipras è sostenuto dai nazisti di Alba Dorata”: non è vero niente, ma tutto fa Sì. Però si sa come sono quei brubru dei greci: non danno retta nemmeno a Raiotta, Belpietro e Folli. Per dire come sono messi, non hanno manco visto Panorama col titolo “Pagliacci”e le foto di Tsipras e Varoufakis col nasone rosso e il papillon da bagonghi. Così si son lasciati sfuggire l’occasione di scaricare l’unico premier onesto dalla notte dei tempi e di riportare al governo i ladroni di prima, come auspicava Fubini inchiodando la bara di Tsipras (“sa che la sabbia nella clessidra scorre contro di lui”, “la Merkel l’ha lasciato fuori al freddo a bere fino in fondo la sua cicuta”); e ingolosendo i greci con l’annuncio di un bel “governo di unità nazionale con l’ex governatore Provopoulos o un esecutivo composto dai soli moderati di Syriza, dal Pasok e dai filoeuropei di Potami”. Una figata pazzesca. Ma quelli niente: anziché arraparsi all’idea di un premier banchiere e di un governo con i partiti sconfitti alle elezioni, una soluzione all’italiana insomma (potevamo pure prestargli Napolitano, Monti e Fornero che hanno un sacco di tempo libero), i greci han preferito tenersi il premier che hanno eletto. Che gente bizzarra. Hanno addirittura ignorato l’appello a “mostrarsi più saggi e ragionevoli del loro governo” lanciato da Renzi, noto fautore di una “Terza Via tra linea Merkel e linea Tsipras”. Terza Via uscita rafforzata dalla sua presenza, venerdì, sotto gli stivali della Cancelliera. “Renzi con Angela per archiviare Tsipras”, turibolava Repubblica. “La scelta di stare con Merkel: senza linea dura si favoriscono i populismi”, titolava il lungimirante Corriere : infatti ora i “populisti” contano il doppio.
Ma niente paura: è vero che Zelig Matteo è trattato in Europa come un pelo superfluo e tutti gli altri s’incontrano senza di lui. Ma sono quisquilie.

Per Folli, si profila “una mediazione italiana” per “un ’altra politica economica” per l’Europa, e chi meglio di Renzi che non ha neppure una politica economica per l’Italia? Del resto, annuncia Repubblica, Renzi “sembra contento di non essere stato invitato”da Merkel e Hollande. Anzi, Angela e François lo volevano tanto, ma lui aveva altro da fare: un summit con Padoan in teleconferenza con Lotti, vuoi mettere. Intanto Tsipras, non si sa quando né come, gli “ha chiesto di mediare”: telefonate fra i due dopo il trionfo del No non ne risultano, ma magari è arrivato un sms in greco. Di certo Renzi aveva previsto il Sì, ma “scommesso sul No con Lotti”. Perché lui i giornali italiani li legge. Talvolta li scrive pure. E si vede.

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