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RAI e Mediaset facciano informazione, non propaganda

di Luigi Di Maio

dimaiomediasraiNei prossimi 24 giorni si decidono i prossimi 10 anni del nostro Paese. Il momento delle elezioni politiche del 4 marzo è cruciale, per l’Italia e per l’Europa. Non è più tollerabile che la campagna elettorale sia falsata e inquinata in questo modo osceno da giornali e televisioni. Così non è una campagna ad armi pari.

Chiedo a dirigenti, direttori e giornalisti di fare un passo indietro rispetto agli ordini di scuderia dei partiti, a cui non sono tenuti a obbedire, e di mettersi a fare informazione seria e imparziale. Il problema dei media in Italia si trascina da anni e i partiti non hanno mai fatto una seria legge sul conflitto di interessi e sull’indipendenza dell’editoria. In Italia due delle tre televisioni principali sono direttamente in mano ai partiti.

Mediaset è di proprietà di Berlusconi, il traditore della Patria il cui nome è presente nel simbolo della principale forza politica del centrodestra pur essendo condannato in via definitiva e incandidabile. La RAI è nelle mani del governo ed è gestita da Mario Orfeo, nomina politica di Matteo Renzi, che è l’attuale segretario del Pd. La tv pubblica e la principale tv privata usate direttamente da due partiti il cui scopo è mettersi insieme dopo le elezioni. È uno scandalo.

Per i giornali la situazione non è diversa. Il Giornale è di Berlusconi. La Stampa e La Repubblica, il cui condirettore è addirittura candidato col Pd, sono di De Benedetti, noto come tessera numero uno del Pd. Per i settimanali stessa storia: Panorama di Berlusconi, L’Espresso di De Benedetti. È un sistema marcio che…Continua a leggere >>

 

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Renzi & De Benedetti: le bugie che tutti fingono di non vedere

Il FattoQuotidiano 11 Gennaio 2018INSIDER TRADING Il leader, il raider e i media minimizzano. Ma la verità è un’altra

1. Il segretario: “Si sapeva già tutto” L’imprenditore: “Anche UBS consigliava le Popolari”. In realtà si mosse soltanto dopo l’imbeccata

2. Per speculare serviva conoscere prima la scelta del decreto (che avrebbe fatto schizzare i titoli) Palazzo Chigi decise e poi lo avvertì

3. Quando dà ordini al suo broker, l’ex proprietario di Repubblica non parla di notizie di giornale, ma è esplicito: “Me l’ha detto Renzi…” DI FOGGIA E PACELLI A PAG. 2 – 3

VITE SPREGIUDICATE Carlo, l’Ingegnere che architetta solo affari (per sé)
I 100 giorni alla Fiat, il crac Ambrosiano, l’arresto per Tangentopoli, il disastro di Olivetti e Sorgenia e i precedenti (anche in famiglia) dei blitz in Borsa MELETTI A PAG. 4

IL TARIFFARIO DEM “Se ti candidi col Pd paghi 50 mila euro” MARRA A PAG. 5

O spiega o si ritira » MARCO TRAVAGLIO
Ieri, leggendo gli altri giornali (i tg Rai ormai fanno un altro mestiere, il più antico del mondo), abbiamo imparato una cosa nuova: la soffiata dell’allora premier Matteo Renzi che nel gennaio del 2015 avverte Carlo De Benedetti dell’imminente decreto sulle banche popolari, facendogli guadagnare in pochi giorni 600 mila euro in Borsa col minimo sforzo, è una notizietta da niente. Molto meno importante della posizione cangiante di Di Maio sull’euro (apertura del Corriere e titolo in prima pagina del Messaggero), delle avventure di Spelacchio (terzo titolo di prima pagina del Messaggero), dell’appello del Pd a Grasso per la Lombardia (apertura di Repubblica), del calendario dei processi a Marra e alla Raggi (secondo editoriale di Sergio Rizzo su Repubblica) e della balla di Gentiloni sul record di occupati dal 1977 (apertura de La Stampa). Infatti il più grave scandalo che abbia coinvolto un leader politico ed ex premier italiano dai tempi di B. non compare sulla prima pagina di Repubblica e neppure nelle restanti 51 del quotidiano edito da De Benedetti. Invece, sulla prima del Corriere, occupa mezzo catenaccio sotto il titolo su Di Maio e l’euro (“Banche, la telefonata di De Benedetti su Renzi”, e chi ci capisce è bravo). Sulla prima del Messaggero, un titolino altrettanto enigmistico: “La telefonata: De Benedetti, Renzi e il caso delle Popolari”. Qualche indizio in più lo fornisce il microtitolo de La Stampa: “De Benedetti: ‘Ho sentito Renzi. Il decreto sulle Popolari passerà’”. E noi, con la nostra prima pagina, chissà che ci credevamo: non è successo nulla….Continua >> LEGGI L’ARTICOLO INTERO SU IL FATTO QUOTIDIANO IN EDICOLA OGGI

Ma mi faccia il piacere (M.Travaglio)

Epatite C. “Mantova, giallo sul sindaco Pd. ‘Favori sessuali in cambio di fondi’” (La Stampa, 25.11). “’Sesso in cambio di favori’. Giallo sul sindaco di Mantova” (Il Messaggero, 25.11). Se indagano un 5Stelle, è “indagato”. Se indagano un berlusconiano, è “giustizialismo”. Se indagano uno del Pd, è “giallo”.

Silvio Sbellico. “Strasburgo, Berlusconi gioca la carta della ‘ sanzione eccessiva’” (Il Messaggero, 21.11). In effetti, 6 anni fuori dal Parlamento per un pregiudicato per frode fiscale che non ha fatto un minuto di galera sono davvero troppi.

Pulcinella. “Berlusconi? In qualsiasi paese, quando un leader politico viene condannato con sentenza definitiva, la partita è finita: game over” (Matteo Renzi, Porta a Porta, Rai1, 11.9.2013), “Spero che Berlusconi sia candidabile” (Matteo Renzi, Porta a Porta, Rai1, 21.11.2017). Come passa il tempo. ….ARTICOLO INTERO SU IL FATTO QUOTIDIANO IN EDICOLA OGGI >>

Giornalismo innovativo (Marco Travaglio)

ilfatto_2017-06-25-320x444Siamo sempre così a corto di buone notizie che, quando ne arriva una, è meglio sottolinearla con la solennità che merita: “Giornalismo innovativo: ‘La Stampa’ sul podio”. Di chi questo titolo? Della Stampa, che ieri ha chiuso in bellezza le celebrazioni per i suoi 150 anni di storia comunicando di… Continua »

Gli scudi umani (Marco Travaglio)

vauQuando c’era B. uno stuolo di impiegati ben pagati, detti “giornalisti” solo perché iscritti al relativo Albo, si precipitavano a dargli ragione anche sulla cazzata più inverosimile. Poi però lui se la scordava e ne diceva subito una opposta, e gli stessi scudi umani si gettavano a capofitto a dargli… Continua »

Gli imboscati (Marco Travaglio)

C_mzI9AW0AA8_BoDa tre giorni, nelle migliori redazioni, semina il terrore un oggetto volante non identificato, un tempo detto “notizia”. L’ha svelata nel suo nuovo libro uno dei più autorevoli e prudenti giornalisti viventi, che non declina neppure le proprie generalità se non in presenza del notaio: Ferruccio de Bortoli, ex direttore… Continua »

Ma mi faccia il piacere (Marco Travaglio)

totc3b2-220x150L’ultimo spenga la luce. “Siamo nel corso di una catastrofe del riformismo storico, solo due luci possono invertire la tendenza: Macron e Renzi”(Gennaro Migliore, sottosegretario alla Giustizia, ex Rifondazione comunista, ora Pd, accanto a Renzi sul palco dopo le primarie, la Repubblica, 4.5). Duce, tu sei la luce.

Rislurp. “Renzi… Continua »

La serva serve (Marco Travaglio)

testate_giornalistiche2Evviva, siamo un paese libero e informato, grazie a una stampa scevra da condizionamenti e soprattutto a una tv affrancata da ogni pressione! Il rapporto di Reporters Sans Frontières ha scatenato un coro unanime e liberatorio di esultanza nel mondo politico e giornalistico per la scoperta che l’Italia passa dal… Continua »

Ma mi faccia il piacere (Marco Travaglio)

toto-piacere1Tutto è perdonato. “Mubarak assolto torna libero” (La Stampa, 14.3). Non era lo zio di sua nipote.

Sportivamente. “Il Ministro per sport Luca Lotti” (Governo.it). Ah ecco.

Tutta invidia. “Renzi: ‘Volevano distruggere il Pd’” (la Repubblica, 13.3). Rubandogli il mestiere.

Delle due, l’una. “Il Pd salva Minzolini” (La Stampa, 17.3)…. Continua »

Bob a due (Marco Travaglio)

olimpiadi-sochi-2014-bob-620x388_0Corriere della sera: “La sfida di Renzi: basta paure”. Repubblica: “Renzi riparte dal Lingotto: ‘No alla sinistra della paura’”. Messaggero: “Renzi: basta paura”. Stampa: “La sfida di Renzi: ‘basta aver paura’”. Abbiamo letto con devozione e un filo di apprensione il titolo unico del giornalone unico e ci siamo domandati:… Continua »

Zero tituli, 10 domande (Marco Travaglio)

ilfatto_2017-02-18Ecco, al dettaglio, lo spazio dedicato in prima pagina dai principali quotidiani alla notizia che Tiziano Renzi, padre di Matteo, è indagato per traffico di influenze illecite insieme al giovane mediatore Carlo Russo con l’accusa di aver raccomandato l’imprenditore Alfredo Romeo alla Consip diretta dal renziano Luigi Marroni per fargli… Continua »

Cosa resterà (Marco Travaglio)

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Quando l’ultimo governo B. era agli sgoccioli, un talk show mandò i suoi inviati per le strade per domandare alla gente cosa avesse fatto di buono il Cavaliere. I passanti interpellati si dividevano tra due reazioni: chi rispondeva a male parole e tirava diritto, chi si fermava per tentare una risposta. Seguivano lunghi minuti di imbarazzata riflessione, durante i quali i malcapitati in preda a paresi facciale rivedevano a ritroso il film horror del quasi-ventennio berlusconiano alla ricerca di qualcosa di almeno decente, dopodiché o si arrendevano al nulla o farfugliavano qualcosa sulla patente a punti. La stessa scena potrebbe ripetersi oggi a proposito del triennio renziano, se… Continua »

Post-giornalismo (Marco Travaglio)

1427448110_travaglioCari lettori scandalizzati per i due pesi e due misure applicati dai media alla Raggi e agli altri sindaci e politici, rassegnatevi. Le cose non cambieranno, il Giornalista Italiano Medio è convinto che sia giusto così. Pare che il doppiopesismo venga ormai insegnato nelle migliori scuole di giornalismo. Lezione 1:… Continua »

Invito a scomparire (M.Travaglio)

ilfatto_2016-12-24Esaminiamo a mente fredda tre scene. 1) Virginia Raggi al Quirinale saluta mesta decine di sedie vuote attorno a sé mentre i politici veri, quelli che hanno spolpato l’Italia e depredato Roma, si avvinghiano e si abbracciano per augurarsi un nuovo anno pieno di soddisfazioni (per loro) e grassazioni (per… Continua »

Furbi, loro (M.Travaglio)

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Diversamente dall’establishment politico, economico, giornalistico e intellettuale americano e inglese, che non aveva capito nulla degli tsunami Trump e Brexit, possiamo serenamente affermare, con orgoglio di connazionali e di colleghi, che quello italiano aveva astutamente intuito la valanga di No che domenica ha sepolto Renzi, Napolitano, Boschi e tutto il… Continua »

Pare (M.Travaglio)

ilfatto_2016-11-26Oddio, l’Economist dice che bisogna votare No. Panico nelle redazioni. Che fare per sminuire la notizia che il noto settimanale indipendente britannico, già in prima linea contro B. che lo chiamava “Ecomunist”e paragonava il suo direttore Bill Emmott a Lenin, dice peste e corna della controriforma Boschi, più o meno… Continua »

Chi perde vince

olimpiadi-logoLe Olimpiadi, conti alla mano, le vince sempre chi non se le aggiudica. Dunque si può dire senza tema di smentita che ieri Roma, rinunciandovi, ha vinto le Olimpiadi del 2024. Bene ha fatto Virginia Raggi a tener fede alla parola data agli elettori e ad annullare la candidatura che quel buontempone di Marino, pressato da quell’irresponsabile di Renzi e dal quel megalomane di Malagò, aveva presentato due anni fa. Stiamo parlando – è bene che si sappia –soltanto di una candidatura, non della certezza di organizzare i Giochi del 2024: ma già la candidatura comporta soldi pubblici già…Continua >>

Ma mi faccia il piacere – Marco Travaglio 19.10.2015

Quotidiani-6

Agenzia Stefani. “’Forte, semplice, giusta, orgogliosa. I quattro pilastri della nuova Italia’” (La Stampa sulla manovra finanziaria del governo Renzi, 15.10). Ejaeja alalà!
Compatti . “I guai giudiziari al Pirellone ricompattano Salvini e Maroni” (Il Giornale, 15.10). Diceva Totò: “Malcostume, mezzo gaudio”.
Marcio di garanzia. “Mantovani è una persona corretta ” (Silvio Berlusconi, 13.10). Appena han sentito parlare B., i giudici hanno arrestato Mantovani.
Lo storico. “Zero controlli, profughi e buonisti. Così è caduta l’antica Roma. Morti sui barconi, retori pro accoglienza e funzionari che lucrano sugli immigrati. Nel 376 dopo Cristo l’apertura delle frontiere ai Goti diede inizio alla catastrofe” (Francesco Borgonovo, Libero, 17.10). Ecco spiegate le invasioni barbariche: il buonismo degli antichi romani, purtroppo sprovvisti di un Salvinus Ruspus Felpus.
Il Festival dei due Bondi. “Due nuovi ingressi in maggioranza. Bondi e Repetti: ‘Siamo con Matteo’” (la Repubblica, 17.10). Sono soddisfazioni.
Nuovo Centrorenzi. “Quagliariello sbaglia tutto: col premier fino al 2018, fa quel che diciamo noi. Oggi ho realizzato il sogno dei manifesti 3 per 6 di Berlusconi del 1994” (Angelino Alfano, Ncd, ministro dell’Interno, la Repubblica, 16.10). Sono altre soddisfazioni.
Gianni e Pinotti. “Sull’idea di armare i Tornado in Iraq il governo non ha un orientamento, altrimenti lo avrebbe già comunicato al Parlamento” (Roberta Pinotti, Pd, ministro della Difesa, alla Camera, 8.10). E se ne vanta pure.
Hard Bar. “Ho solo detto che i preti pedofili li capisco, non mi sembra una cosa tanto grave. Se mi cacciano, andrò a dire messa al bar” (don Gino Flaim, prete di Trento, la Repubblica, 7.10). Nel caso, converrà tenere i bimbi a casa.
Do not disturb. “Il Garante: stop scioperi durante il Giubileo” (il Messaggero,16.10).Terzo comandamento: ricordati di santificare il governo.
Sala il Sòla. “Cantone, allarme Giubileo: ‘Manca un Sala, come all’Expo’” (la Repubblica, 13.10). Giusto: al Giubileo manca uno che tarocchi i dati sui visitatori.

Forza Ladri. “Chiunque si candidi a sindaco di Roma, e per le successive elezioni, risparmiateci l’obbligo di iscrizione all’Albo dei Moralizzatori, all’Ordine della Legalità. I partiti evitino evitare di attingere al bacino di Onesti” (Renzo Rosati, Il Foglio, 10.10). Per fare prima, si potrebbe reclutarli direttamente nelle patrie galera.
Piercuffarando. “Il caso Marino, ma anche quelli di de Magistris e Doria sono il fallimento degli uomini nuovi… dell’idea che la politica possa essere sostituita dall’improvvisazione, dal populismo, dal dilettantismo” (Pierferdinando Casini, deputato Udc, Corriere della sera, 12.10). Lui infatti candidava Totò Cuffaro.
Le ultime parole fumose/1. “La rabbia di Renzi: ‘Il sindaco va cambiato ma dopo l’Anno Santo’” (la Repubblica, 30.9). Uahahahahah.
Le ultime parole fumose/2. “Nessuna retromarcia sulla spending review. Risparmi per 10 miliardi” (Federica Guidi, ministro dello Sviluppo economico, la Repubblica, 5.10). Uahahahahah.
Rubinetti d’oro.“Se leggiamo la misura del governo per quella che è – una spinta ad aumentare i consumi e a semplificarci la vita – ne potremo vedere tutti i vantaggi, senza per questo pensare a fare i furbi la prossima volta che ci si rompe un lavandino. Se invece guardiamo l’aumento della soglia del contante con gli occhi incattiviti e astiosi dei vecchi governanti, non faremo altro che aumentare il nostro negativity bias” (Claudio Velardi, ex dirigente del Pci, ex capo ufficio stampa del Pds, ex consigliere di D’Alema, ex assessore di Bassolino, ex curatore della campagna elettorale della Polverini, ora renziano, l’Unità, 17.10). Senza voler guardare l’aumento della soglia del cash da mille a 3 mila euro con gli occhi incattiviti e astiosi dei vecchi governanti (quelli con cui lavorava Velardi), una curiosità: se Velardi pensa che la riparazione di un lavandino costi più di mille euro, non abiterà mica in una villa dei Casamonica?
Il titolo della settimana. “Ecco le leggi che sarebbero già approvate senza Senato” (La Stampa, 16.10). Vergognarsi mai, eh?

Ma mi faccia il piacere – Marco #Travaglio 5.10.2015

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Italia-Germania. “Renzi: l’Italia può battere la Germania” (Corriere della sera, 28.9). Ditemi quand’è la partita che prenoto l’aereo di Stato.

Organi. “Non ho hai messo il naso, mai, nelle vicende interne della Rai, dalle nomine alla programmazione. Perchè noi siamo persone serie, vogliamo bene al servizio pubblico ” (M atteo Renzi, Pd, presidente del Consiglio, la Repubblica, 3.10). Il naso no, ha ragione: infatti le nomine le ha fatte coi piedi.

Mostri. “Verdini non è il mostro di Lochness” (Renzi, ibidem). Quello di Lochness no, infatti lui si vede benissimo. CONTINUA A LEGGERE

Ma mi faccia il piacere – Marco Travaglio 21-9-2015

Totò ma mi faccia il piacere
Spirito costituente. “Questa riforma è una fetenzìa, però mi turo il naso e mi sa che la voto” (Vincenzo D’Anna, senatore cosentiniano, ora verdiniano, La Stampa, 18.9). Sono soddisfazioni.
L’uomo massa. “Con quelle due tenniste non c’era Matteo Renzi, ma c’era il governo del Paese, e quell’abbraccio non era il mio, ma di tutta l’ Italia!” (Matteo Renzi, Pd, presidente del Consiglio, Tiki Taka, Italia1, 14.9). Quindi non era un volo di Stato: era un charter. CONTINUA A LEGGERE

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