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Segnalava i barconi di migranti in difficoltà: indagato don Zerai, prete candidato al Nobel

mose-zerai-300x225-220x150Il sacerdote eritreo Mosè Zerai, candidato al Premio Nobel per la pace nel 2015 e impegnato da anni negli aiuti umanitari ai profughi, è accusato dalla Procura di Trapani di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. La colpa di Zerai secondo la procura siciliana sarebbe stata quella di… Continua »

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30 MORTI NEL CANALE DI SICILIA? UN FIOCCO A LUTTO E UN MINUTO DI RACCOGLIMENTO E TUTTO SI RIVOLVE!

7152di Alessandro Di Battista

Altri 30 migranti morti in mare. Sembra per asfissia, una morte orrenda. Il Parlamento agirà immediatamente e la misura che disporrà sarà il minuto di silenzio!

Io sono stanco dei minuti di raccoglimento per le vittime, quotidiane, del liberismo galoppante. Sono stufo dei morti in mare, morti ingannati da un sogno che in Italia non c’è più. Sono stufo di vedere un Parlamento staccato dalla realtà. Un maggioranza che discute di soglie di sbarramento, immunità, listini bloccati (delle regole per auto-conservarsi quindi) e mai di corruzione, mai di innovazione, mai di sostegno alle imprese o di reddito di cittadinanza. L’abuso della decretazione di urgenza ha intasato qualsiasi spazio legislativo. Il governo monopolizza tutte le attività e il risultato è sotto gli occhi di tutti.

E’ deprimente vedere come nessun governo negli ultimi 20 anni si sia mai occupato delle cause dell’immigrazione clandestina. Tutti si battono il petto per gli effetti ma le cause vengono dimenticate. Meglio lavarsi le coscienze con i minuti di silenzio.

Siamo il paese dei fiocchi in segno di lutto e dei minuti di silenzio. Non hai volontà di risolvere un problema alla radice? Tranquillo, resisti immobile per 60 secondi!

Da quando sono deputato ci siamo raccolti in silenzio decine di volte. La Presidente Boldrini non si perde mai questi momenti. Un minuto di raccoglimento per i morti sul lavoro, per gli imprenditori suicidi, per le donne assassinate da uomini codardi, per gli omosessuali che si sono ammazzati perché colpiti dall’ignoranza dell’omofobia. Ci siamo raccolti persino per ricordare il prescritto per mafia Andreotti ma almeno quella volta la mia coscienza mi ha spinto a lasciare l’aula e non partecipare a quella vergogna.

Servono leggi, non buonismo. Vanno controllate le partecipate (a cominciare da ENI o ENEL che depredano le ricchezze delle popolazioni africane e sudamericane). Vanno puniti coloro che si arricchiscono anche in Italia con l’immigrazione clandestina (giovani nigeriani lavorano i campi per 5 euro al giorno). Come? Confiscando tutti i beni a chi sfrutta la disperazione dell’Africa. Vanno bloccate, una volta per tutte, le guerre di pace che producono soltanto disastri (guardate oggi come sta l’Iraq). Va affrontato il problema dei consumi alimentari globali e le conseguenze che ne scaturiscono (http://goo.gl/MbxG61).

In Bolivia alcuni schiavi africani che fuggivano dagli spagnoli si riunivano e compivano suicidi di massa perché secondo la loro cultura sarebbero rinati nelle vallate africane. Pensate quanto gli africani amino l’Africa. I fratelli africani devono stare a casa loro, e per farli stare a casa loro devono avere risorse e sviluppo a casa loro.

Sono anni che si discute di una legge sulla cooperazione internazionale, noi l’abbiamo scritta e depositata (prima firma Spadoni http://goo.gl/c1acVl). Lo sapevate? Non lo raccontano i giornali e le TV!

La tragedia della tratta di questi nuovi schiavi non si ferma né con la repressione (nessuna repressione ha mai bloccato un fenomeno) né con le politiche di accoglienza miopi promesse da governi complici che rendono facile quel che facile non è.

I vertici delle Istituzioni italiane iniziassero a non invitare o stringere le mani di quei dirigenti africani che si arricchiscono con le prebende delle transnazionali, con il commercio del coltan, che vivono di diamanti, per sempre.

Da mesi ormai non partecipo a minuti di raccoglimento ipocriti. Lo dissi qualche tempo fa e lo ripeto adesso. Il malaffare ha distrutto questo paese ma è l’ipocrisia che uccide la speranza.

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