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Intercettazioni, Lillo risponde a Chirico (il Foglio): Cerco di far conoscere i fatti

snapshot362Marco Lillo risponde alle accuse di Annalisa Chirico per aver pubblicato le intercettazioni tra Matteo e Tiziano Renzi sul caso… Continua »

Fuori tre o fuori uno (M.Travaglio)

ilfatto_2016-12-27Nel sabato di vigilia ci preparavamo a un santo e sereno Natale, e invece niente. Abbiamo scoperto che “il Giglio Magico teme l’assedio delle procure” e che unendo “i puntini” si “intravede il disegno di un assedio mediatico-giudiziario al circolo ristretto degli amici di Renzi”. E questo, proprio quando dovremmo… Continua »

Invito a scomparire (M.Travaglio)

ilfatto_2016-12-24Esaminiamo a mente fredda tre scene. 1) Virginia Raggi al Quirinale saluta mesta decine di sedie vuote attorno a sé mentre i politici veri, quelli che hanno spolpato l’Italia e depredato Roma, si avvinghiano e si abbracciano per augurarsi un nuovo anno pieno di soddisfazioni (per loro) e grassazioni (per… Continua »

Furbi, loro (M.Travaglio)

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Diversamente dall’establishment politico, economico, giornalistico e intellettuale americano e inglese, che non aveva capito nulla degli tsunami Trump e Brexit, possiamo serenamente affermare, con orgoglio di connazionali e di colleghi, che quello italiano aveva astutamente intuito la valanga di No che domenica ha sepolto Renzi, Napolitano, Boschi e tutto il… Continua »

Ma mi faccia il piacere – Marco Travaglio 19.10.2015

Quotidiani-6

Agenzia Stefani. “’Forte, semplice, giusta, orgogliosa. I quattro pilastri della nuova Italia’” (La Stampa sulla manovra finanziaria del governo Renzi, 15.10). Ejaeja alalà!
Compatti . “I guai giudiziari al Pirellone ricompattano Salvini e Maroni” (Il Giornale, 15.10). Diceva Totò: “Malcostume, mezzo gaudio”.
Marcio di garanzia. “Mantovani è una persona corretta ” (Silvio Berlusconi, 13.10). Appena han sentito parlare B., i giudici hanno arrestato Mantovani.
Lo storico. “Zero controlli, profughi e buonisti. Così è caduta l’antica Roma. Morti sui barconi, retori pro accoglienza e funzionari che lucrano sugli immigrati. Nel 376 dopo Cristo l’apertura delle frontiere ai Goti diede inizio alla catastrofe” (Francesco Borgonovo, Libero, 17.10). Ecco spiegate le invasioni barbariche: il buonismo degli antichi romani, purtroppo sprovvisti di un Salvinus Ruspus Felpus.
Il Festival dei due Bondi. “Due nuovi ingressi in maggioranza. Bondi e Repetti: ‘Siamo con Matteo’” (la Repubblica, 17.10). Sono soddisfazioni.
Nuovo Centrorenzi. “Quagliariello sbaglia tutto: col premier fino al 2018, fa quel che diciamo noi. Oggi ho realizzato il sogno dei manifesti 3 per 6 di Berlusconi del 1994” (Angelino Alfano, Ncd, ministro dell’Interno, la Repubblica, 16.10). Sono altre soddisfazioni.
Gianni e Pinotti. “Sull’idea di armare i Tornado in Iraq il governo non ha un orientamento, altrimenti lo avrebbe già comunicato al Parlamento” (Roberta Pinotti, Pd, ministro della Difesa, alla Camera, 8.10). E se ne vanta pure.
Hard Bar. “Ho solo detto che i preti pedofili li capisco, non mi sembra una cosa tanto grave. Se mi cacciano, andrò a dire messa al bar” (don Gino Flaim, prete di Trento, la Repubblica, 7.10). Nel caso, converrà tenere i bimbi a casa.
Do not disturb. “Il Garante: stop scioperi durante il Giubileo” (il Messaggero,16.10).Terzo comandamento: ricordati di santificare il governo.
Sala il Sòla. “Cantone, allarme Giubileo: ‘Manca un Sala, come all’Expo’” (la Repubblica, 13.10). Giusto: al Giubileo manca uno che tarocchi i dati sui visitatori.

Forza Ladri. “Chiunque si candidi a sindaco di Roma, e per le successive elezioni, risparmiateci l’obbligo di iscrizione all’Albo dei Moralizzatori, all’Ordine della Legalità. I partiti evitino evitare di attingere al bacino di Onesti” (Renzo Rosati, Il Foglio, 10.10). Per fare prima, si potrebbe reclutarli direttamente nelle patrie galera.
Piercuffarando. “Il caso Marino, ma anche quelli di de Magistris e Doria sono il fallimento degli uomini nuovi… dell’idea che la politica possa essere sostituita dall’improvvisazione, dal populismo, dal dilettantismo” (Pierferdinando Casini, deputato Udc, Corriere della sera, 12.10). Lui infatti candidava Totò Cuffaro.
Le ultime parole fumose/1. “La rabbia di Renzi: ‘Il sindaco va cambiato ma dopo l’Anno Santo’” (la Repubblica, 30.9). Uahahahahah.
Le ultime parole fumose/2. “Nessuna retromarcia sulla spending review. Risparmi per 10 miliardi” (Federica Guidi, ministro dello Sviluppo economico, la Repubblica, 5.10). Uahahahahah.
Rubinetti d’oro.“Se leggiamo la misura del governo per quella che è – una spinta ad aumentare i consumi e a semplificarci la vita – ne potremo vedere tutti i vantaggi, senza per questo pensare a fare i furbi la prossima volta che ci si rompe un lavandino. Se invece guardiamo l’aumento della soglia del contante con gli occhi incattiviti e astiosi dei vecchi governanti, non faremo altro che aumentare il nostro negativity bias” (Claudio Velardi, ex dirigente del Pci, ex capo ufficio stampa del Pds, ex consigliere di D’Alema, ex assessore di Bassolino, ex curatore della campagna elettorale della Polverini, ora renziano, l’Unità, 17.10). Senza voler guardare l’aumento della soglia del cash da mille a 3 mila euro con gli occhi incattiviti e astiosi dei vecchi governanti (quelli con cui lavorava Velardi), una curiosità: se Velardi pensa che la riparazione di un lavandino costi più di mille euro, non abiterà mica in una villa dei Casamonica?
Il titolo della settimana. “Ecco le leggi che sarebbero già approvate senza Senato” (La Stampa, 16.10). Vergognarsi mai, eh?

Ma mi faccia il piacere – Marco Travaglio 12.10.2015

o-MARCO-TRAVAGLIO-facebookFPrefisso . “Spese del sindaco Marino: la Procura verifica l’ipotesi di peculato” (Corriere della sera, 8.10). Molto culato e poco pe.
Double face.“Caso Marino, ora Renzi vuole metterci la faccia”(Corriere della sera, 10.10). Sicuri che sia proprio la faccia?
Pinocchio Marino. “Se non fosse arrivata la storia degli scontrini, mi avrebbero messo la cocaina nelle tasche” (Ignazio Marino, La Stampa, 9.10). Per via del naso lungo? CONTINUA A LEGGERE

La Supercàmpola – Marco Travaglio 3-9-2015

pelù-jovanotti-renzi traspCi eravamo appena riavuti dalla luttuosa costernazione per l’ennesimo – e per fortuna ultimo –rovescio di Johnny Riotta col suo memorabile 47 35 Parallelo Italia, ed ecco l’occhio cadere sulla “prima intervista da direttore generale della Rai” di Antonio Campo Dall’Orto. Il fatto che sia stata rilasciata a Claudio Cerasa, direttore del Foglio, non è casuale: nel titolo si scopre che CDO vuole “superare la dittatura degli ascolti” e, già che c’è, ha cominciato superando quella delle tirature. CONTINUA A LEGGERE

Ma mi faccia il piacere (Marco Travaglio)

Ma-mi-faccia-il-piacere-CASINO-AGICOPSSalvinando. “Il migrante è un gerundio” (Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, Virus, Rai2, 4.6). Ma non era il Trota che si era laureato a Tirana?

Dialogando. “E Salvini corteggia i giovani industriali: ‘Apriamo un dialogo’” (La Stampa, 6.6). Sì, ma in quale lingua?

Parità di genere. “La nostra nuova cagnetta Harley me la ritrovo sul letto, mi fa svegliare, in bagno, mi ruba le ciabatte, mi ruba le zoccole…” (Silvio Berlusconi, leader di FI, a Barbara D’Urso, Pomeriggio Cinque, Canale5, 29.5). Se lo sente la Boccassini…

Excort2015. “Padiglione Belgio a tutta patata, preso d’assalto al tramonto” (Libero, 3.6). Se lo sa la Boccassini…

Doppio incarico. “Scola ‘scomunica’ la Lega. Salvini: ‘Noi cristiani, non fessi’” (il Giornale, 4.6). Ma, nel suo caso, fra le due cariche non c’è alcuna incompatibilità.

Gaudium Magnum. “Eugenio Gaudio, rettore della Sapienza, messo sotto accusa da un gruppo di docenti per la sua partecipazione al concorso di bellezza Miss Università: ‘Non mi scuso, ho solo premiato una miss, nella mia università le donne comandano. Accuse strumentali, sono stati gli studenti a invitarmi e durante la serata ho posto alle concorrenti domande di carattere culturale’” (la Repubblica, 1.6). Molto cul e poco turale.

Slurp/1. “Così la ‘maestra’ Maria Elena porta armonia in platea”,“Dove c’è Boschi c’è armonia… La maestra – e non la maestrina, sia chiaro – spiegherà all’uditorio, diventato d’un tratto silenzioso, cosa sta facendo il governo per il bene loro e dei connazionali. Lo farà con competenza e con eloquio rotondo senza alcun ammiccamento o concessione alla battuta saporita, non usando mai metafore che potrebbero dar vita ad equivoci, attenta a ribadire con fermezza le prerogative della politica e dell’esecutivo. Vedrete che, bevuta la magica pozione Boschi, nessuno in sala avrà voglia di questionare o ribattere, persino il conduttore più discolo eviterà il contraddittorio e la battuta salace. Tutto sarà avvolto in una nube di morbido consenso” (Dario Di Vico, vicedirettore de Il Corriere della sera, 7.6). Poi uno si domanda perchè Ferruccio de Bortoli ora scrive sul Corriere del Ticino.

Slurp/2. “Silvio Berlusconi. Ha allenato la squadra del Centrodestra da casa perché squalificato. Qualche giocatore ha approfittato della lontananza e si è visto. Ma resta il fatto che ha vinto un derby infuocato, sfiorato il triplete e i suoi, nonostante tutto, restano in corsa per lo scudetto. Servono rinforzi. Voto: 8 per impegno, nervi saldi e visione di gioco” (Alessandro Sallusti, il Giornale, 2.6). Premio Impiegato dell’Anno.

Slurp/3. “Bacino pudico a De Luca, ‘nu ddio… E’ un italiano diverso dagli altri… merita l’dio cieco e un po’ sordido dei manettari, l’affetto botticelliano della Boschi, il mio voto. Vorrei prendere la residenza a Casal di Principe, o a Napoli per poterlo esercitare senza esitazione in suo favore. L’elezione di De Luca a presidente sarebbe, con il doppio patrocinio imbarazzato di Renzi e Berlusconi, la realizzazione di tutti i miei sogni, un nuovo sonoro sberleffo al putridume politicamente corretto dei presentabili” (Giuliano Ferrara, Il Foglio, 30.5). Ammazza che lingua.

Slurp/4. “Alla fine lui fa sempre così. Ottiene quello che vuole, passo dopo passo, gradino dopo gradino, mai dirompente nella forme quanto lo è nella sostanza. Fateci caso: non dà mai nell’occhio, non reagisce, non commette falli di reazione. Se lo bombardano, fa il sommergibile: va sott’acqua, aspetta che passi la bagarre e riemerge più robusto di prima. Incassa le critiche, smussa gli angoli, smorza i toni, sorride agli imprevisti, ha sempre la forza di farci una risata su… Dove gli altri strepitano, lui ragiona; dove gli altri si affannano, lui procede placido. Ora tutti devono fare i conti con Giovanni Toti… con la sua capacità di esserci, di raccogliere voti, di mettere insieme le persone, di trovare l’accordo anche quando a tutti gli altri sembra impossibile. Insomma, la capacità di far politica. Che è poi la cosa che gli piace più al mondo, oltre allo champagne rosé e (da qualche settimana) al pigato di Albenga…. Un leader politico a tutto tondo… A parte Silvio Berlusconi, chi altro c’è in Forza Italia come lui?… L’uomo cui ti affidi quando hai un problema e vuoi qualcuno che lo risolva senza far casini. E, soprattutto, senza far casino… Spero che la Liguria abbia trovato un buon governatore, ma quello di cui sono sicuro è che il centrodestra ha trovato un tesoro”(Mario Giordano, Libero, 2.6). Vedi sopra.

San Matteo decollato. “Ho sempre sognato di fare lo steward… non la hostess ovviamente…ecco, vorrei chiedervi di allacciarvi le cinture, perché qui stiamo decollando davvero. Piaccia o non piaccia. Il decollo dell’Italia è il decollo di Alitalia. Il decollo di Alitalia è il decollo dell’Italia. Se vola l’Italia, vola Alitalia”(Matteo Renzi, Pd, presidente del Consiglio, inaugurando il nuovo marchio Alitalia, 4.6). Allacciate le lingue.

The winner is… “Alla faccia dei soliti necrofori, sotterratori e portasfiga, con la felpa e con la penna. Noi ci siamo e andiamo #avanti”,“Per il Sole 24 Ore #AreaPopolare al 4,7%. Che dicono oggi i portasfiga?”(Angelino Alfano, segretario Ncd e ministro dell’Interno, tripudia per i ben 3 consiglieri conquistati da Ncd nelle 7 regioni al voto, Twitter, 1.6). Povero Angelino Jolie: per consolarsi, lui confronta i dati con quelli delle prossime elezioni.

Marco Travaglio – il Fatto Quotidiano 08/06/2015 

Il Patto del Tripolino (Marco Travaglio 22-4-2015)

foto2grande_25002Ridere di questi tempi, con tutti questi morti, è davvero difficile. Ma il compito del Foglio – peraltro all’insaputa dei potenziali lettori – è sempre stato questo: farci ridere. Ieri, sull’house organ della parrocchietta renziana capitanata da Claudio Cerasa e curiosamente stipendiata da Berlusconi a suon di milioni, è comparso un pensoso articolo di Giorgio Tonini. Uno normale dirà: chi era costui? Niente popo di meno chè il vice capogruppo del Pd al Senato, già guardaspalle di Veltroni, poi ovviamente folgorato sulla via di Pontassieve e convertito al renzismo. Un tipo dalla coerenza rocciosa: nel 1993 era nel comitato promotore del movimento referendario di Mario Segni per la riforma elettorale uninominale affinché i cittadini potessero scegliersi i parlamentari, ora è un trinariciuto dell’Italicum affinché i parlamentari se li scelgano tre o quattro segretari di partito. Del resto, si laureò in filosofia con una tesi su Giovanni Battista Vico, quello dei corsi e ricorsi della storia.

L’altro giorno, anche per giustificare la laurea, ha avuto un’idea. Ma non dev’essergli parsa un granché, infatti ha deciso di affidarla al Foglio per evitare che qualcuno la venisse a sapere. L’idea sarebbe questa: “un buon accordo Renzi-Berlusconi per stabilizzare la Libia”. Dopo il Patto del Nazareno, il Patto del Tripolino.

In effetti, per stabilizzare la Libia, chi meglio di colui che nel 2011 la destabilizzò, bombardandola e partecipando alla guerra contro Gheddafi che aveva baciato e leccato fino al giorno prima? Mai più senza. Anche perché allora Tonini, dopo aver votato in Parlamento il trattato di alleanza militare Roma-Tripoli voluto dal governo B. e avallato dal Pd, era per l’intervento armato in Libia senza se e senza ma, e cazziava l’allora ministro degli esteri Frattini che nicchiava.

Ora il Tonini stravede per il Caimano (o quel che ne resta) e non ne fa mistero, anche perché è pur sempre l’editore del giornale su cui scrive: “C’è voluto Berlusconi per spezzare la spirale demagogica e populista, che non esita a piegare alla piccola propaganda della politichetta italiana perfino la immane catastrofe umanitaria”. Ecco dunque l’idea geniale che può dare una svolta all’esodo biblico delle popolazioni in fuga da una guerra innescata da noi. Altro che Onu, altro che Nato, altro che Europa: quel che ci vuole è un bel “tavolo bipartisan dove ciascuno possa mettere a disposizione le proprie esperienze per porre fine a queste sciagure”. E le esperienze da mettere a disposizione sono parecchie: tipo l’ok dato due anni fa al Regolamento Dublino III.

Cioè la normativa europea che accolla al paese di primo approdo (quasi sempre l’Italia) il compito di “garantire assistenza e accoglienza ai profughi”. La ratifica la diede il 7 giugno 2013 il Consiglio dell’Ue, dove sedevano i ministri dell’Interno di tutta l’Unione, compresi i nostri Alfano e Cancellieri, mandati dal governo Letta e appoggiati da Pd e Pdl. Gli stessi partiti che a ogni tragedia del mare puntano il dito contro l’Europa che non fa nulla, dopo averla esentata dal fare alcunché.

Ora però – scrive Tonini – basta un “ritrovato asse tra il governo e almeno una parte dell’opposizione” per fare miracoli. Ai bei tempi del Patto del Nazareno, se ne videro parecchi: l’Italicum per la Camera dei nominati con le liste bloccate, il Senato dei consiglieri regionali e dei sindaci nominati, il decreto fiscale col condono a frodatori e agli evasori fino al 3% del fatturato dichiarato, i regalucci e regalini a Mediaset. Con simili prodigiosi precedenti, figurarsi che sarebbero capaci di combinare Matteo e Silvio se solo tornassero insieme.

Tonini già prevede “un salto di qualità sul piano politico”, che avrebbe inevitabilmente effetti balsamici anche sull’immagine internazionale dell’Italia: sapere che Renzi non decide da solo, ma con l’ausilio di Berlusconi, non potrà che rassicurare i partner europei. I quali, anzi, si domandavano da mesi come potesse Renzi privarsi di un consigliere sì prezioso. Specie ora che –annuncia Tonini – s’impone un “uso adeguato della forza militare” per la “stabilizzazione della Libia”, andando a sparare a quelli che quattro anni fa, sempre sparando, abbiamo aiutato a conquistare il potere.

E non c’è solo Tonini a spingere i fidanzatini di Peynet al ritorno di fiamma. Il nuovo Nazareno piace un sacco anche a Doris e a Confalonieri che l’altra sera – ci informa Repubblica – erano talmente commossi per la strage del Mediterraneo da presentarsi in gramaglie ad Arcore per un vertice con i resti del Caimano sulla “cessione del Milan al thailandese Mr Bee” e sull’“operazione Mondadori-Rcs libri”. E lì, fra una lacrima e l’altra, gli hanno spiegato che bisogna “ricucire con Renzi per un Patto rinnovato e non dare spazio a Salvini”. Ma soprattutto per “recuperare centralità sul piano nazionale” e diventare l’“unico interlocutore in una fase di emergenza”, senza dimenticare la sua “leadership italiana del Ppe” e il rapporto con l’imperdibile Verdini.

Il mezzano Tonini e i paraninfi Confalonieri e Doris sono dunque al lavoro per far riscoccare la scintilla fra i due nazareni. Se son rose, fioriranno. E, per l’Isis e gli scafisti, saranno dolori. Lo sceicco Al Baghdadi sta già tremando.

Questo matrimonio s’ha da fare – M.Travaglio 25.09.2014

77ttyNon si può più fare una battuta, che viene subito presa per un suggerimento e si avvera. Da tempo scherziamo sul Partito Unico Renzusconi, fra patti e ripatti del Nazareno, tête-à-tête a Palazzo Chigi fra lo spregiudicato e il pregiudicato, controriforme della Costituzione, della giustizia e dell’articolo 18, grattini della Boschi a caval Donato Bruno, smancerie, toccatine, pizzini, baci e bacetti. Bene: pare che l’ultima volta che si sono visti, B. abbia proposto a Renzi di unificare i rispettivi partiti, magari dopo aver depurato il Pd di ciò che resta dell’anima di centrosinistra con l’apposita devastazione dei diritti dei lavoratori. Ciò gli consentirebbe di risolvere l’annoso problema della successione: perché baloccarsi ancora tra Alfano, che ormai sfugge ai radar, e Fitto, che non è mai sfuggito ai tribunali, quando c’è Matteo, il figlio adottivo prediletto? Ora ha pure il padre inquisito per bancarotta: è la sua prova d’amore, che si vuole di più dalla vita? Potrebbe chiamarsi Forza Pd, o Partito Demoforzista: qualche elettore gufo, ancorato ai vecchi steccati ideologici del passato, storcerebbe il naso per un po’. Ma poi la gran parte se ne farebbe una ragione. L’operazione garantirebbe anzitutto la governabilità: stando ai sondaggi, Forza Pd assommerebbe il 40% del Pd e il 16-17 di FI, avvicinandosi al 60. A quel punto, anche le estenuanti discussioni sulla legge elettorale sarebbero superate: il Renzusconi governerebbe sereno, senza bisogno di premi di maggioranza, sbarramenti e altre rotture di palle.

In fondo, è quel che succede già oggi sotto mentite spoglie di una maggioranza finta (Pd, Ncd e centrini sparsi) che nasconde quella vera (i Nazareni). Il Renzusconi finalmente depositato dal notaio avrebbe pure il pregio della chiarezza, a beneficio degli smemorati e degli sbadati. Tutto, ormai, in Italia è figlio di babbo Silvio e del giovin Matteo. Il rieletto presidente Napolitano, che infatti non perde occasione di ringraziare. Il governo, che vanta due berlusconiani doc come la ministra Guidi (Sviluppo) e il sottosegretario Ferri (Giustizia). Il nuovo Senato e l’Italicum. Ma anche il nuovo Csm, dove gli 8 laici eletti dal Parlamento rappresentano tutti i partiti tranne il più votato in Italia alle ultime Politiche: i 5Stelle.

Ecco dunque 3 pidini (il sottosegretario Legnini, Fanfani e Bene) e 2 forzisti (Casellati e Zanettin, genero di Coppi e nipote del card. Parolin), col contorno dell’Ncd Leone, del montiano Balduzzi e della vendoliana Balducci (la famosa sinistra radicale). Presto avremo anche due renzusconiani alla Consulta: Violante e un forzista non indagato al posto di Bruno, sempreché ne trovino uno. A giugno l’anticorruzione era pronta per il voto in commissione Giustizia, ma poi Renzi incontrò B.&Verdini e il governo la bloccò annunciandone una nuova di zecca, che naturalmente non è mai arrivata: Silvio non vuole. L’autoriciclaggio era pronto l’altro giorno in commissione Finanze, ma il governo l’ha bloccato per farlo riscrivere da Boschi&Ghedini. Il risultato, contrariamente a quel che era parso in un primo tempo, è il colpo di spugna dell’altroieri firmato dal ministro Orlando: Silvio non vuole.

Invece vuole salvare Mediaset dai guai, e dunque ecco pronto Antonio Pilati, già consulente della legge Gasparri, alla presidenza della Rai, nel frattempo rapinata dal governo di 150 milioni. Ed ecco i saldi di fine stagione targati Agcom per far risparmiare 25 milioni a Mediaset sull’affitto delle frequenze. Sfido io che l’ Unità ed Europa chiudono: a che servono a Renzi altri due giornali di partito, quando ha già – gratis – gli house organ di Arcore, dal Foglio al Giornale, che lo turibolano e lo leccano manco fosse il loro padrone. Del resto Ferrara e Sallusti vanno capiti: quando gli ricapita un premier che fa ciò che nemmeno B. era riuscito a fare contro i magistrati, i sindacati e i lavoratori, e per giunta tiene buona la piazza perché lui è “di sinistra”, o almeno così credono i gonzi. Vale sempre la legge di Corrado Guzzanti, nella parodia di Rutelli con la voce di Sordi: “L’Italia non è né di destra né di sinistra. L’Italia è di Berlusconi”.

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