Archivi tag: grillo

M5S, Grillo e Casaleggio Jr. brindano col ghiaccio: “Gelo tra di noi? Ora ci scongeliamo”

snapshot307“Davide, non c’è più tempo”, Beppe Grillo e Davide Casaleggio hanno pubblicato un video per lanciare l’appuntamento riminese di Italia Cinque Stelle: “Il 22, 23 e 24 ci vediamo a Rimini per trovarci e far festa tutti assieme – annuncia poi Casaleggio Jr. -. Ci saremo noi, tutti i portavoce,… Continua »

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M5s: “5 milioni di poveri assoluti, ma il Governo Pd preferisce regalare miliardi alle banche”

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In foto: I deputati del M5s protestano in Aula contro il decreto Banche Venete lanciando banconote finte – LaPresse

IN UN POST SUL BLOG DI GRILLO, IL MOVIMENTO ATTACCA IL PD: “HA DECISO CHE LE BANCHE SONO PIÙ IMPORTANTI” DELLA POVERTÀ ASSOLUTA. E SE LA PRENDE CON I GOVERNI RENZI E GENTILONI PER LE LORO MISURE “INSUFFICIENTI” PER AIUTARE LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ.… Continua »

Cinque Stelle dalla Sicilia a Palazzo Chigi per cambiare l’Italia

snapshot19E’ Giancarlo Cancelleri il candidato Pentastellato alla presidenza della Sicilia. Toccherà a lui, il 5 novembre, tentare la conquista dell’Isola per dare il via alla corsa dei Cinque Stelle verso Palazzo Chigi. Lo dice chiaro Luigi Di Maio, lo dice chiaro Beppe… Continua »

Tutto è perdonato (Marco Travaglio)

berlusconi-renzi……Ora, che Renzi abbia cambiato idea su B., ci può anche stare: è un ometto senza memoria né scrupoli né pudore perché non ha un passato né un’idea né un’etica e, pur di tornare al potere, è disposto a tutto…..Continua >>

Marcia M5s, Grillo scherza sulle intercettazioni di Renzi: “Pronto, mamma? Se sai qualcosa dì tutto”

snapshot371“Mamma, ti prego. Se sai delle cose, dille“. Così il leader del M5S, Beppe Grillo, nel corso della marcia per il reddito di cittadinanza a Perugia, improvvisa un siparietto, imitando Matteo Renzi che dialoga al telefono con il padre Tiziano. “Mamma, se dai delle cose, dille per favore –  Continua »

La serva serve (Marco Travaglio)

testate_giornalistiche2Evviva, siamo un paese libero e informato, grazie a una stampa scevra da condizionamenti e soprattutto a una tv affrancata da ogni pressione! Il rapporto di Reporters Sans Frontières ha scatenato un coro unanime e liberatorio di esultanza nel mondo politico e giornalistico per la scoperta che l’Italia passa dal… Continua »

Grillo e Di Battista indagati per nulla (Franco Bechis)

grillo-675I due sono accusati di diffamazione dall’ex vincitrice delle primarie di Genova. Ma l’apertura dell’inchiesta è automatica

Per una volta Beppe Grillo e Alessandro Di Battista hanno provato l’ebrezza più tipica di buona parte degli odiati giornalisti:… Continua »

Ma mi faccia il piacere (Marco Travaglio)

toto-piacere1Tutto è perdonato. “Mubarak assolto torna libero” (La Stampa, 14.3). Non era lo zio di sua nipote.

Sportivamente. “Il Ministro per sport Luca Lotti” (Governo.it). Ah ecco.

Tutta invidia. “Renzi: ‘Volevano distruggere il Pd’” (la Repubblica, 13.3). Rubandogli il mestiere.

Delle due, l’una. “Il Pd salva Minzolini” (La Stampa, 17.3)…. Continua »

Renzi parla come se non avesse governato. E scimmiotta Grillo con Bob, una piattaforma web (F.Bechis)

vanna-marchi-nascimento-128635-e1393323841782Appena salito sul palco del Lingotto Matteo Renzi ha guardato la platea festante di circa 2 mila supporter della sua corrente Pd, ha finto di scrutare in mezzo e provato a fare vedere la sua svolta: «Mi spiace», ha detto puntato il dito su una parte ipotetica della platea, «deluderò… Continua »

IL FASCISMO “BUONO” DI CERTI DEMOCRATICI (Massimo Fini)

abdel-fattah_al-sissi_egypt_president_afp_650x488Sapete qual è la novità? I veri fascisti, antropologicamente parlando, sono i democratici. Il Pd ha chiesto al Tribunale civile di Roma l’ineleggibilità di Virginia Raggi per aver firmato il codice di regolamento interno dei 5Stelle. Ricorso risibile che il Tribunale ha puntualmente e ovviamente respinto. I partiti, come ci… Continua »

Rigettato il ricorso del Pd contro Virginia Raggi

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Il problema è che il PD non riesce ad accettare la sconfitta ed il fatto che a Roma stiamo riportando la legalità

di Virginia Raggi

Tanto rumore per nulla. Dopo la batosta elettorale a Roma, il Pd ne subisce un’altra in Tribunale. Il giudice non ha accolto la richiesta con la quale i dem cercavano di ribaltare il risultato delle urne che ha visto il M5S vincere.

Speravano di rendere nulla la nostra vittoria, paragonando la…Continua >>

M5s, Di Maio: “De Luca? Fa ridere, mangerei una pizza con lui. Difetto di Grillo? E’ troppo buono”

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“Vincenzo De Luca? Una pizza con lui la farei, perché comunque è una persona che fa ridere. Però, quando decide di occuparsi della Regione Campania, visto che fa il governatore e non il comico, lo aspettiamo alla prova dei fatti”. Sono le parole pronunciate ai microfoni di Radio Monte Carlo… Continua »

RICOVERATELO!

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Zucconi è stato direttore dell’edizione web di Repubblica dalla creazione fino al 2015

LaRepubblica, che non è un giornale normale ma un giornale di partito però mascherato, quindi il peggio del peggio del peggio (Massimo Fini)

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Grillo arriva in Campidoglio per incontrare Raggi VIDEO

snapshot492Beppe Grillo è arrivato in Campidoglio per incontrare la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Uscito dall’hotel Forum, Grillo ha dribblato le domande dei giornalisti. “Non capisco il vostro linguaggio – ha detto rivolto ai cronisti – se non cambiate le parole non ho risposte alle vostre domande”. Il leader del… Continua »

Ecco perché ha vinto Grillo (Franco Bechis)

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Romani e torinesi traditi nelle piccole cose di tutti i giorni: la manutenzione, le buche, i giardini Ma anche le tasse e l’onestà. Il voto è un calcio ai democratici che usano le città per fare carriera
Alla fine degli anni Novanta Roma sembrò cambiare volto. Il centro che cadeva… Continua »

Ma mi faccia il piacere – Marco Travaglio 21-9-2015

Totò ma mi faccia il piacere
Spirito costituente. “Questa riforma è una fetenzìa, però mi turo il naso e mi sa che la voto” (Vincenzo D’Anna, senatore cosentiniano, ora verdiniano, La Stampa, 18.9). Sono soddisfazioni.
L’uomo massa. “Con quelle due tenniste non c’era Matteo Renzi, ma c’era il governo del Paese, e quell’abbraccio non era il mio, ma di tutta l’ Italia!” (Matteo Renzi, Pd, presidente del Consiglio, Tiki Taka, Italia1, 14.9). Quindi non era un volo di Stato: era un charter. CONTINUA A LEGGERE

La partita delle commissioni scadute

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L’accusa Il M5S: “Non le rinnovano perché sono merce di scambio”. E oggi arriva Grillo

Luca De Carolis | il Fatto Quotidiano 9-9-2015

Quei rinnovi sospesi, da mesi. Da riesumare a tempo debito: magari quando a Palazzo Madama sarà l’ora dei voti pesanti, sulla riforma renzianissima tramite cui il Senato dovrebbe suicidarsi. E qualche carica in più o in meno nelle commissioni potrà fare la differenza, convincendo oppositori vari a saltare sul carro del premier. O riportando a casa qualche alleato inquieto: per esempio dell’Ncd, spaccato tra filo renziani e nostalgici di B. CONTINUA A LEGGERE

La Resurrezione di Lazzaro (Marco Travaglio 28.1.2015)

foto2grande_25002Può darsi che, come dice Renzi senza precisare la settimana esatta, “sabato avremo il presidente”. Nel qual caso il premier avrà vinto la partita, chiunque sia il nome del prescelto. Che, comunque, sarebbe frutto del Patto del Nazareno, dunque un impresentabile: Amato (e ho detto tutto), o Fassino (quello del giro Quagliotti-Greganti e del “siamo padroni di una banca?”), o Finocchiaro (zarina di tutti gli inciuci, con marito imputato), o Chiamparino (che negli anni pari fa il politico e nei dispari il banchiere), roba così. Se invece, al quarto scrutinio, il Renzusconi non superasse il quorum, inizierebbe il massacro. Renzi, a quel punto, potrebbe giocare un’altra carta, sempre con B. Oppure rivolgersi ai 5Stelle. I quali, questa volta, non avranno un candidato di bandiera, come nel 2013 fu Rodotà per la proterva insipienza del vertice Pd. Per non ridursi al ruolo di spettatori e giocare fino in fondo la partita, Grillo, Casaleggio e il direttorio chiedono al Pd una rosa di nomi da sottoporre agli iscritti. Renzi non li degna neppure di risposta, confermando ciò che abbiamo sempre sostenuto: è lui, non loro, a rifiutare il dialogo. Però alcuni spiriti liberi del Pd alla email hanno risposto col nome di Prodi. È probabile che il Prof – sebbene sia un padre dell’euro – risulti, agli occhi della loro base, il meglio o il meno peggio della compagnia cantante (è quel che non capiscono i nove sciocchini che ieri si sono sfilati per andare a chiedere, bel belli, a Renzi “un presidente fuori dal Nazareno”: roba da perizia psichiatrica).

A quel punto, per Renzi, sarebbe un bel problema: come potrebbe giustificare dinanzi alla sua base un No al padre del Pd per non dispiacere al Caimano? L’uomo è capace di tutto, ma a tutto c’è un limite. E quel limite potrebbe essere Prodi, molto più popolare o meno impopolare delle suddette muffe. Se alla fine il Prof salisse al Quirinale, Renzi potrebbe comunque intestarsi la vittoria, si riconcilierebbe con gli elettori del Pd che da mesi ingoiano guano, ricompatterebbe il Pd e il centrosinistra, metterebbe in sicurezza la maggioranza del suo governo e relegherebbe B. nell’angolo. Per sempre. Il Caimano fiuta il pericolo: infatti ieri ha fatto il ritrosetto, non certo per rompere, ma per alzare la posta del ricatto. Se Renzi invece perseverasse col Nazareno, la resurrezione di Lazzaro sarebbe completa. E tutti capirebbero finalmente che il Patto è ben più inossidabile e inconfessabile di quel che si racconta in giro. Un patto di mutuo soccorso fra il Pregiudicato e lo Spregiudicato, ma anche di mutuo governo e mutui affari (condono fiscale con salvacondotto a B., regali a Mediaset sulle frequenze, legge-regalo a Banca Etruria & famiglia Boschi). Ai tempi di D’Alema, Guido Rossi paragonò Palazzo Chigi a una “merchant bank dove non si parla inglese”. Stavolta l’inglese lo si parla eccome, viste certe fughe di notizie in quel di Londra. Così, alla fine, potrebbe chiudersi questa partita cruciale: B. che, di nuovo a piede libero (i servizi sociali scadono a marzo), entra ufficialmente nella maggioranza e forse nel governo in attesa dell’“agibilità politica” (salvacondotto fiscale o grazia dal nuovo presidente scelto anche da lui). E intanto regolare i conti a destra. L’orrendo Italicum votato ieri al Senato, checché se ne dica, gli sta a pennello: il premio di maggioranza alla lista che arriva al 40% costringerà i partitini, Ncd in testa, a rientrare precipitosamente all’ovile di Arcore per non sparire; e gli consentirà, se arriverà secondo, di nominarsi tutti i deputati (i capilista bloccati, a cui solo chi arriverà primo aggiungerà qualche decina di eletti con le preferenze). Ma, di questo passo, non è neppure escluso che arrivi primo. Pare un film horror, della saga Il ritorno dei morti viventi, ma è così. Complimenti al regista.

SII ORGOGLIOSO DEL TUO VOTO AL M5S!

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Tutti i giornali dovrebbero riportare quanto segue:
“Alle elezioni politiche di febbraio il M5S aveva scardinato il sostanziale bipolarismo tra centrodestra e centrosinistra conquistando il 25,5% e a maggio i romani sarebbero tornati alle urne per eleggere il loro nuovo sindaco. I vertici della Mafia Capitale avvertono come anche a Roma l’aria stia cambiando. “Er problema è un altro – conclude Buzzi – er problema è che non ce stamo più noi, semo … (inc). .. una cosa incredibile. Grillo è riuscito a distruggere il Pd”. E il Pd, per il sistema criminoso ipotizzato dagli inquirenti, è fondamentale. Non è un caso che Salvatore Buzzi, il 7 novembre scorso, abbia partecipato alla cena di finanziamento del Pd organizzata da Matteo Renzi, investendo 10mila euro per ottenere un tavolo. “A Buzzi – sostiene il suo braccio destro nella cooperativa 29 giugno, che non risulta indagato – Renzi è sempre piaciuto per il suo piglio decisionista”.

#matteononstarsereno – M. Travaglio 09.07.2014

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Repubblica: “Svolta sulle riforme, sì di M5S al Pd. Renzi: vicini a un risultato storico”. Il Foglio: “Grillo chi? Umiliato da Renzi, prende a testate il muro della propria irrilevanza”. Il Giornale: “Grillo si piega al Pd sulle riforme”. L’ Unità, fotocopia del Giornale: “I grillini piegano Grillo”.

Uno legge gli house organ del Pd & Forza Italia e dice: la premiata ditta Renzusconi ce l’ha fatta, anche Grillo s’è arreso, i dissidenti seguiranno. Il Patto del Nazareno, momentaneamente trasferito a Cesano Boscone, regge. Con la benedizione di Re Giorgio che, mentre precisava di non voler entrare nel merito, entra per l’ennesima volta nel merito della controriforma del Senato, uscendo dai suoi binari costituzionali e dal dovere di garante della Costituzione (quella del 1948, non un’altra).

Dunque avremo una bella Camera di nominati per l’eternità e un bel Senato di sindaci e consiglieri regionali per l’immunità. Con tutto quel che ne consegue. Lunga vita ai padri ricostituenti Boschi & Verdini, sono soddisfazioni.

Poi uno legge il documento scritto dei 5Stelle e scopre che gli house organ non si accontentano più di rilanciare le balle del premier e del suo alleato-detenuto: modificano direttamente la realtà per farla collimare con i desideri dei due padroni.

Alle 10 domande del Pd, i 5Stelle hanno risposto con altrettanti Sì, seguiti però da brevi testi piuttosto comprensibili, a prova di giornalista da riporto. Che significano: “sì, ma a condizione che”, e spesso la condizione equivale a un no: infatti, su tutte le questioni dirimenti dell’Italicum e del nuovo Senato, vanno nella direzione opposta al Patto R&B. Vien da domandarsi che testo abbia letto Claudio Tito di Repubblica quando scrive enfatico che ora Renzi può “modificare la Costituzione e contestualmente la legge elettorale con una maggioranza ampia e trasversale” che “mette insieme la coalizione del governo con le due principali opposizioni: FI e M5S”,“nuovo arco costituzionale dell’eventuale Terza Repubblica” che condanna all’irrilevanza “la dissidenza interna al Pd”, ridotta “a battaglia di testimonianza”, “incapace sia di modificare l’impianto costituzionale, sia di minacciare la vita del governo”.

Vediamoli, allora, questi 10 Sì.

1-2)Italicum: Pd e FI vogliono il ballottaggio tra le due coalizioni più votate, poi chi vince prende il 55% dei deputati; M5S accetta il ballottaggio, ma fra i due partiti più votati, poi chi vince prende il 52% dei deputati. Pd e FI insistono sulle liste bloccate tipo Porcellum; M5S vuole la preferenza.

3) Pd e FI vogliono collegi più piccoli, M5S è disponibile.

4) Il Pd vuole far verificare preventivamente la legge elettorale alla Consulta; M5S pure, anche se osserva che Renzi ha detto il contrario.

5) Pd e FI vogliono ridurre i poteri delle Regioni modificando il titolo V della Costituzione; M5S anche, ma fa notare che il nuovo titolo V è un casino che causerà conflitti fra Stato e Regioni.

6) Il Pd vuole ridurre l’indennità dei consiglieri regionali, M5S l’ha già fatto per i suoi restituendo il surplus.

7)Pd e FI vogliono abolire il Cnel; M5S pure, anzi vorrebbe farlo subito, con uno stralcio ad hoc.

8-9)Senato: Pd e FI vogliono un Senato non elettivo senza potere legislativo, formato da sindaci e consiglieri regionali che fanno i senatori part-time; M5S vuole i senatori eletti direttamente dai cittadini, full-time, con funzioni anche legislative (diverse dalla Camera), dimezzando le indennità di deputati e senatori.

10)Pd e FI vogliono mantenere l’autorizzazione a procedere per intercettare, arrestare e perquisire senatori e deputati; M5S vuole abolirla, lasciando solo l’insindacabilità per opinioni e voti. Riassumendo: a parte il Cnel, i collegi e altre quisquilie, il progetto Pd-FI è incompatibile col progetto M5S.

Ora tocca a Renzi e al Pd rispondere a una sola domanda semplice semplice: perseverate nella doppia porcata con il frodatore pregiudicato, o preferite una buona riforma elettorale e costituzionale con M5S, Sel, dissidenti Pd e FI e milioni di elettori? Risposta scritta, please.

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