Archivi tag: furto

Ladruncola lotta con addetto alla sicurezza che l’ha fermata

snapshot125Una ragazza ruba due oggetti da un supermercato RiteAid a Hillsboro, Oregon. L’addetto alla sicurezza se ne accorge, la raggiunge nel parcheggio e la riporta con la forza in negozio dove la trattiene in attesa della polizia. La ladruncola cerca in ogni modo di divincolarsi. La scena è stata ripresa… Continua »

Furti con ‘cavallo di ritorno’: ecco come rubano le auto -Video

snapshot29Le telecamere nascoste riprendono i ladri in azione, a cui bastavano una manciata di secondi per forzare un’autovettura, metterla in moto e fuggire: sgominata dai carabinieri di Catanzaro, nell’operazione denominata “Safety car”, una mega banda di 44 criminali – quasi tutti di etnia rom – espertissimi nel rubare in un… Continua »

Furto d’auto in diretta, attenzione a questa tecnica, fate girare

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Milano, l’«Arsenia Lupin» delle gioiellerie in azione: ecco come fa sparire i preziosi sotto la borsa/Video

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La Polizia di Stato sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e delle perquisizioni nei confronti di Mariapiera Pesce. La donna, già nota per essere stata arrestata dalle volanti di Milano il 30 marzo scorso per il furto di un orologio da 150mila euro presso la gioielleria «Pisa» di… Continua »

Sparisce la Ferrari Testa d’Oro, Colpo da 1,7 milioni di euro

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Scomparsa dal magazzino: denuncia per furto. Il bolide, messo in vendita, era stato appena tolto dal mercato CONTINUA A LEGGERE

Cash trapping: la nuova tecnica di furto al bancomat (video)

Si chiama “cash trapping” ed è la nuova frontiera del furto mediante la manomissione degli sportelli bancomat e postamat. Il fenomeno è stato scoperto per la prima volta a Roma dai Carabinieri che hanno anche arrestato tre persone, come si vede nel video di seguito.
SEMPLICE DA SUBDOLO – Il “cash trapping” sfrutta una tecnica elementare ma subdola, perché non mostra alcuna alterazione visibile della struttura dello sportello. Si tratta, infatti, dell’inserimento di una forcella metallica appositamente costruita nello sportellino di fuoriuscita delle banconote. Gli sventurati utenti possono concludere tutte le operazioni di prelievo sino alla visualizzazione della dicitura “Operazione completata/importo erogato”, ma le banconote non fuoriescono dallo sportellino, che rimane chiuso. A quel punto, il cliente, imputando il disguido a un guasto tecnico, solitamente si allontana, deciso a reclamare il disservizio all’istituto di credito in un secondo momento. Peccato che, una volta girato l’angolo, i malviventi, che stazionano nei dintorni siano pronti a forzare lo sportellino e a recuperare la forcella, estraendola con tutte le banconote trattenute.
VICINO PORTA PORTESE – Così, anche a Roma, i Carabinieri della Stazione Roma Porta Portese hanno sorpreso 3 cittadini romeni di età compresa tra i 27 e i 33 anni, uno dei quali con precedenti, mentre stavano armeggiando freneticamente nei pressi di uno sportello bancomat di via Francesco Grimaldi. Intervenuti per verificare cosa stesse accadendo, i militari hanno scoperto che i ladri stavano recuperando la forcella con il bottino della giornata, circa 1.400 euro. Successivi accertamenti hanno fatto emergere che la banda aveva modificato anche un altro bancomat, ubicato in via Stefano Jacini. I cittadini romeni, arrestati con l’accusa di furto aggravato in concorso, sono stati trattenuti in caserma in attesa di essere sottoposti al rito direttissimo.
SKIMMER – Ecco cosa consiglano i Carabinieri: fermo restando che gli istituti di credito, a tutela dei propri clienti, si stanno dotando di sportelli bancomat di nuova generazione o, laddove possibile, stanno sostituendo gli sportellini erogatori delle banconote con altri progettati e disegnati in modo tale da non consentire né questo nuovo tipo di manomissione, né quelle più “comuni”, come l’applicazione di skimmer e di telecamere atte a carpire la digitazione dei codici PIN; non bisogna assolutamente allontanarsi dallo sportello e chiamare i Carabinieri al numero di emergenza “112″

Ruba per comprare i libri al figlio

Bloccata all’uscita dal supermercato: «Non l’avevo mai fatto»

 

Ha rubato, è stata scoperta ed è finita in galera. Tutto per trovare i soldi necessari a comprare i libri di scuola al figlio dodicenne. Quella di Clelia, quarantacinque anni, disoccupata che vive in alto Canavese è una storia di povertà e disperazione. Finita davanti al giudice per il processo per direttissima, ieri mattina, ha urlato tutta la sua rabbia: «Non sapevo che fare, mi vergognavo a dire a mio figlio che soldi per i libri non ce n’erano».

Tra gli scaffali  Così, l’altro ieri sera, si è fatta accompagnare da un’amica al Bennet di Ivrea, un centro commerciale alla periferia della città. E’ entrata pochi minuti prima della chiusura, ha girovagato tra scaffali e corsie e quando ha capito di essere sola si è avvicinata al reparto profumeria. Nelle tasche di un giaccone ha infilato profumi e bigiotteria per un valore di 400 euro. «Li avrei rivenduti con l’aiuto di un’amica». Poi, con i soldi ricavati, avrebbe potuto acquistare i libri al figlio. Le è andata male. L’ha sorpresa una dipendente che dopo averla notata ha chiamato i carabinieri e l’ha fatta arrestare. L’amica che era con lei, quando ha capito cosa stava succedendo e ha visto che la stavano portando via, è scappata.

Uno stipendio, 6 persone  Adesso Clelia, una donna minuta con i capelli lunghi e ricci che le cadono sulle spalle, decide di raccontare la sua storia. Attorno a lei, nel piccolo cortile di casa, con il giardino curato e i vasi di gerani appoggiati alle finestre, ci sono i famigliari che la rincuorano e continuano a ripeterle di non preoccuparsi e che tutto si risolverà presto. «In casa siamo in 6, lavora solo mio marito e ha uno stipendio di mille euro al mese. Ci sono le bollette e le tasse da pagare, tre figli da mantenere, una nuora che è incinta. Non ce la facciamo più ad andare avanti».

La scuola  Pochi giorni fa il più piccolo della famiglia, al secondo anno di scuola media, è tornato a casa dicendo alla mamma che bisognava comprare i libri. Trecento euro da pagare subito. Soldi, però, non ce n’erano. L’idea di chiederli ai parenti non l’ha neppure sfiorata: «Questione di orgoglio, non è facile ammettere di essere poveri». E allora l’è venuta l’idea del furto. «Ho passato una notte a guardare il soffitto, a girarmi e a rigirarmi nel letto, non riuscivo a darmi pace. Un tormento». Clelia ha programmato il colpo da sola, all’oscuro del marito e dei figli più grandi. «Conosco una tizia in paese che queste cose le fa da un pezzo. Me ne aveva parlato un po’ di tempo fa. E sapevo che mi avrebbe aiutata». Così si è fatta accompagnare fino al centro commerciale e non ha detto una parola. Quando è arrivata ha spiegato alla donna che era con lei di aspettarla in macchina e che avrebbe fatto in fretta. «Le ho detto che dovevo compare da mangiare». Poi è entrata.

L’arresto  «Ero agitatissima», racconta attraverso i famigliari. Ma si è fatta coraggio. Quando ha raggiunto gli scaffali ha fatto più in fretta che poteva: ha staccato le tacche antitaccheggio e ha infilato più roba possibile nel giaccone. «In quel momento sapevo che stavo facendo una cosa sbagliata, ma non ho avuto scelta, ero come in trance». Si è guardata attorno e quando ha capito che aveva via libera ha tentato di guadagnare l’uscita. Fuori, però, ad aspettarla c’erano già i carabinieri. Ora Clelia dovrà affrontare un processo. Fra pochi giorni tornerà in aula accompagnata da un avvocato. Il marito la guarda con tenerezza. «Abbiamo capito perché lo hai fatto, vedrai che andrà tutto bene. Non ti preoccupare».

fonte: lastampa.it

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