Archivi tag: forza italia

Silvio Prescrizioni (Marco Travaglio)

berlusconi_6751Ieri Silvio Berlusconi ha collezionato la nona prescrizione della sua brillante carriera di imputato nel processo d’appello per la corruzione del senatore Sergio De Gregorio, passato nel 2006 dall’Idv a Forza Italia per la modica cifra di 3 milioni di euro, di cui almeno 1 in nero. In primo grado… Continua »

LA CASTA ASSOLVE IL PREGIUDICATO E SI DÀ IL QUARTO GRADO DI GIUDIZIO (M.Fini)

downloadNon più di tre o quattro giorni fa Matteo Renzi, ex premier e ora segretario dimissionario del Pd, dichiarava (a proposito di Luca Lotti, di Virginia Raggi e di altri) che qualsiasi cittadino deve essere considerato innocente fino a sentenza definitiva, che in Italia di solito è quella della Cassazione…. Continua »

Fumus eversionis (Marco Travaglio)

trav mattaUn amico avvocato calabrese ci racconta la storia di Maria, una sua cliente poverissima, separata dal marito e con un figlio a carico, che sbarca il lunario vendendo patate. Ha anche provato a partecipare a concorsi pubblici, ma è sempre stata respinta per via di una piccola condanna in primo… Continua »

Minzolotti (Marco Travaglio)

nattTecnicamente, quello inscenato ieri in Senato da Pd, Forza Italia e frattaglie varie è un atto eversivo, un abuso di potere, un colpo di Stato contro la Costituzione, svuotata di uno dei suoi principi cardine: l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Un golpe nero che abolisce lo… Continua »

Le Idi di Lotti (Marco Travaglio)

snapshot108Forse era meglio un Parlamento deserto, come quello che lunedì doveva discutere del testamento biologico. Così almeno ieri non avremmo assistito allo spettacolo inverecondo del caso Lotti. Inverecondo non perché il Senato ha respinto, com’era scontato, la mozione di sfiducia al ministro renziano dello Sport. Ma per quello che è… Continua »

Dieta vegana, proposta di legge FI: carcere per chi la impone ai figli

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Elvira Savino (Forza Italia)

Nulla da obiettare se la adottano gli adulti. Il problema (talvolta anche serio) nasce quando viene imposta ai minori se non ai bambini piccoli.

La dieta vegana fa discutere e pure il Parlamento se ne occupa con una proposta di legge, presentata dalla deputata di Fi Elvira Savino, il cui… Continua »

Grande intervento di A. Di Battista sul taglio degli stipendi dei parlamentari.

VOI VI TENETE I SOLDI, NOI LI DIAMO AI GIOVANI PER FARE IMPRESA

PD, SEL, NCD E FORZA ITALIA SI TENGONO IL MALLOPPO
Senza tanti giri di parole, questo è il testo che abbiamo proposto e che, come vedete dall’immagine, è stato appena bocciato:
“a valutare l’opportunità di stabilire che:
a) l’indennità parlamentare ammonti a 5.000 euro mensili lordi, cui aggiungere un rimborso spese rigorosamente legato alla rendicontazione di quelle per l’esercizio del mandato;
b) tale rimborso debba sostituire tutte le altre voci presenti ad esclusione dell’indennità parlamentare di cui alla lettera a);
c) la rendicontazione dei rimborsi sia pubblicata sulla pagina personale istituzionale dei deputati presente sul sito web della Camera dei deputati.”

Prendeva tangenti e adesso firma per Renzi

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Carlo Sarro Deputato, nelle commissioni Antimafia e Giustizia, è uno dei verdiniani neo-nazareni

da il Fatto Quotidiano del 15-7-2015

Alle ultime regionali, Carlo Sarro e Pio Del Gaudio, entrambi forzisti e destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare, hanno girato insieme nella campagna elettorale di Forza Italia, in sostegno di Stefano Caldoro, il governatore uscente che poi ha perso. I due sono cosentiniani rimasti a destra. E dopo la reclusione del capo, Nicola, Sarro è stato il vero punto di riferimento sul cosiddetto territorio. Deputato, vicepresidente della commissione Giustizia nonché componente di quella Antimafia, Sarro è ufficialmente il primo verdiniano a essere inseguito da una richiesta d’arresto a Montecitorio: ha infatti firmato alla Camera il documento dei dissidenti filonazareni a favore delle riforme.
Ecco un imprenditore incazzato con lui. Si chiama Giuseppe Fontana detto Pinuccio ed è amico di Giovanni Cosentino, fratello di Nick ’o mericano:

“Carlo Sarro si è venduto tutte le gare no? Teneva quaranta milioni di gare… quaranta milioni di gare…agli altri a Salerno. Io dovevo andare dalla Finanza e dovevo dire: ‘Sentite volete controllare un po’ queste gare per favore?’. E proprio perché se la presero con Nicola e non se la presero con Carlo, perché Carlo se le è vendute no?”.

Sarro ha un ruolo cruciale nel sistema delle acque in Campania, nell’era della giunta Caldoro. Da commissario dell’Ato3 Sarnese-Vesuviano avrebbe pilotato (il reato è turbativa d’asta) una gara da 31 milioni e 710mila euro della Gori, l’azienda oggi gestita da un ex parlamentare del Pdl, Amedeo Laboccetta e di cui il Fatto ha pubblicato le intercettazioni con Berlusconi agli atti dell’inchiesta sulla Concordia Cpl.

snapshot14È tutto un mondo azzurro che avrebbe gestito affari su affari con i Casalesi. I rapporti organici sono impressionanti leggendo le intercettazioni.
Sarro va anche ai funerali di Francuccio Zagaria, cognato di Michele, e su di lui pesa il sospetto di una tangente di due milioni e mezzo di euro. Ancora Fontana. Scrive il gip: “Fontana Giuseppe manifestava l’intenzione, qualora la sua richiesta non fosse stata esaudita, di denunciare lo stesso Sarro Carlo, poiché responsabile di aver ricevuto una tangente di 2.500.000 euro, pari al 5 per cento dell’importo per alcuni lavori pubblici illecitamente da lui assegnati ad un altro imprenditore di Casapesenna, Piccolo Lorenzo, titolare della Idroeco, anch’egli coinvolto nella vicenda delle pilotate assegnazioni dei lavori di somma urgenza presso la Regione Campania, legato da un rapporto di comparaggio proprio con lo stesso Sarro”. Sarro è coordinatore azzurro a Caserta e gli intercettati discutono di elezioni.
Sempre Fontana, con Fulvio Martusciello, eurodeputato: i due parlano di Nicola Cosentino che in campagna elettorale avrebbe speso un milione e 800mila euro.

Genova, la rete di Bagnasco per la Paita

Senzanome

Ferruccio Sansa – Il Fatto Quotidiano 18-04-2015
Contro*Corrente

Un’intesa sui valori. Forse più immobiliari che spirituali. Un ospedale da 135 milioni. Poi cemento. E poltrone nelle banche. Chi si stupisce dell’irrituale esternazione con cui il cardinale Angelo Bagnasco ha difeso il candidato pd Raffaella Paita e ha attaccato i magistrati non conosce Genova, il legame tra la Curia e la politica: centrosinistra di Claudio Burlando e centrodestra di Claudio Scajola.

Insieme. Un patto di cemento. Nel vero senso della parola. Un’operazione prima di tutto: la ricostruzione del Galliera, il secondo ospedale di Genova. Progetto che sta a cuore a Bagnasco e Burlando: 370 letti per 135 milioni. Inutile ogni protesta degli abitanti. Ogni proposta alternativa per recuperare la splendida struttura ottocentesca. Il nuovo Galliera s’ha da fare. La polpa della questione sono 52 milioni di finanziamenti pubblici che la Regione ha messo sul piatto. Ma non solo: il tesoro sono i padiglioni storici per migliaia di metri quadrati in centro città, nel quartiere di Carignano, i Parioli di Genova. Valgono oro. Arriveranno centri commerciali?

Intorno all’operazione Galliera nuotano pesci grossi. A cominciare da quel Giuseppe Profiti (anche con lui si schierò Bagnasco quando fu indagato e infine assolto per lo scandalo Mensopoli) che gestì la questione prima come dirigente della Regione poi da vicepresidente del Galliera. In pratica sedeva dalle due parti della barricata. Un lavoro, il suo, molto apprezzato: Tarcisio Bertone lo volle con sé a Roma a guidare il Bambino Gesù, una sorta di ministro della Sanità vaticana. Ed ecco l’ultimo colpo di scena: Profiti, visto con diffidenza dal Vaticano di Bergoglio, starebbe per tornare a Genova. Con Paita. Il cerchio si chiuderebbe. Ma non c’è solo l’affaire Galliera. Anche nel cda dell’ospedale Gaslini, presieduto dal cardinale, ci sono figure vicine alla politica e al centrosinistra.

LA CHIESA ligure è molto attiva sul fronte del mattone: ovunque i campetti da calcio sono trasformati in più redditizi box auto. Ma c’è di più: Gianantonio Bandera è un costruttore molto amato dalle parti del duomo di San Lorenzo, tanto che Bertone lo scelse per amministrare gli immobili della Curia. Non solo: Bandera era impegnato nel mega-progetto per auditorium, uffici e laboratori dell’ospedale Bambino Gesù (presieduto, si diceva, da Profiti). Ecco, questo Bandera sedeva nei cda di società interessate a realizzare operazioni immobiliari molto contestate in Liguria. Una per tutte, il nuovo porticciolo di Santa Margherita (avversato da Renzo Piano). Accanto a Bandera, l’avvocato Andrea Corradino , uomo di fiducia del miliardario Gabriele Volpi e di Luigi Grillo (Pdl). Sì, proprio quel Corradino che guida la cassa di risparmio di La Spezia ed è difensore di Paita. Tra l’altro si vogliono investire 250 milioni per ricoprire di cemento il lungomare di La Spezia. Operazione benedetta dal Pd, che richiederà il via libera della Regione. Il legame tra Bagnasco e il burlandismo (quindi anche Paita) è sempre stato alla luce del sole. Come quando la Regione offrì alla Curia la sua ambita poltrona nella fondazione Carige. Una banca dove sedeva mezza famiglia Scajola .

Insomma, il gruppo di potere si ricompone. Con i risultati noti a tutti: la banca naviga in pessime acque e adesso attende il saltavaggio della liquidissima famiglia Malacalza , anch’essa di fede paitiana. Sedere sul ponte di comando della fondazione Carige significava avere in mano le redini dell’economia ligure. Ma anche disporre di centinaia di migliaia di euro per piccoli finanziamenti, magari ad associazioni di area cattolica.

LA FONDAZIONE Carige è stata presieduta da Vincenzo Lorenzelli (poi presidente del Gaslini) che non ha mai smentito la sua vicinanza a Curia e Opus Dei. Vice presidente è stato Pierluigi Vinai, poi candidato sindaco di Forza Italia. Vinai, uomo di fiducia della Curia, oggi schierato con Paita. Bagnasco, che pure misura al millimetro ogni sua azione pubblica, non ha mai avuto paura di compiere clamorose uscite di campo in politica: tanti ricordano il suo silenzio “complice” ai tempi di Berlusconi. A livello ligure non perde occasione per mostrare la sua simpatia per Burlando, come quando, alla vigilia delle elezioni regionali, fa trapelare la notizia di una cena a casa del politico che si improvvisa cuoco e cucina per il prelato. Con Bagnasco nel ruolo di paciere per salvare il matrimonio di Burlando. Bagnasco che oggi difende Paita e attacca i magistrati. E non importa che le contestazioni dei pm siano serie: il 9 ottobre vennero ignorati i segnali di pericolo inseriti nei bollettini meteo diramati dall’Arpal e inviati alla Protezione civile.

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