Archivi tag: forza italia

Sicilia, voltafaccia del candidato Pd: nei manifesti stessa foto ma simbolo di Forza Italia

alessandro-porto-fi-300x225Un consigliere comunale di Catania, Alessandro Porto, sostenitore del sindaco Enzo Bianco, fino a pochi giorni fa era candidato nella lista di Micari, del centrosinistra. Nonostante la città fosse già tappezzata di cartelloni con la sua foto e la scritta “Fabrizio Micari presidente”, a poche settimane dal voto, Porto….Continua >>

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Legge elettorale, Centinaio (Lega) vs Travaglio

snapshot481Polemica a Tagadà (La7) tra il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, e il senatore della Lega, Gian Marco Centinaio, sulla legge elettorale. A riguardo, il parlamentare del Carroccio pronuncia un attacco al fiele contro la deputata di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ha definito “uno schifo” il Rosatellum bis, puntando il dito contro Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. “La Meloni è anche quella che non ha ancora capito la differenza tra secessione e indipendenza, quando parla dei nostri referendum” – commenta Centinaio – “è la stessa che….VIDEO>>

FORZA ITALIA – PD – In galera per 2 tonnellate di droga: promosso consigliere comunale

SenzanomeI casi di amministratori locali invischiati in qualche malaffare non fanno quasi più notizia, ma la storia di Andrea Reccia, nominato consigliere comunale a Recanati (Macerata) mentre si trova in un carcere di massima sicurezza, supera ogni fantasia…Continua a leggere>>

Il Patto del Nazareno vota per il #Ceta

renzibBerlusconi e Renzi, stessa melma, stessa inettitudine politica, gente che considera “valori” solo soldi e beni immobili.

Forza Italia e PD sono lo specchio di una società malata, formata da persone avide, senza scrupoli, gente che passerebbe sul cadavere delle loro madri pur di ottenere vantaggi economici.

Ve lo ripeterò all’infinito: chi sostiene questi partiti vale meno della carta igienica usata.
Sono feccia, della peggior specie (cit.) …Continua>>

Abusivismo, Di Maio (M5S): Con i soldi dei condoni i partiti hanno pagato le pensioni d’oro e qualche aereo di Stato

snapshot208-220x150Luigi Di Maio (M5S) attacca i partiti della prima e seconda Repubblica per i condoni edilizi per incassare soldi che, secondo l’esponente dei 5stelle, sono serviti per pensioni d’roo e aerei di… Continua »

Non è mafia, è una montagna di merda (Beppe Grillo)

8Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!” Peppino Impastato

di Beppe Grillo

La sentenza che ha comminato 250 anni di galera al gruppo di malviventi, politici e pubblici amministratori compenetrati da anni con l’amministrazione di Roma capitale ha escluso l’associazione mafiosa. Verrebbe da sentirsi rasserenati da questa notizia, la band di bravi ragazzi coordinata da Carminati non sembra che abbia mai esplicitamente ucciso o minacciato nessuno. Che bella prospettiva! Non è stata la mafia, ma una semplice associazione a delinquere a prosciugare dignità e casse di Roma Capitale in quegli anni. Che bel sogno, non è vero? Però un diavoletto suggerirebbe che probabilmente non era necessario minacciare nessuno e/o che si tratta della più volte preconizzata mafia dei colletti bianchi….Continua su beppegrillo.it >>

Tutto è perdonato (Marco Travaglio)

berlusconi-renzi……Ora, che Renzi abbia cambiato idea su B., ci può anche stare: è un ometto senza memoria né scrupoli né pudore perché non ha un passato né un’idea né un’etica e, pur di tornare al potere, è disposto a tutto…..Continua >>

Silvio Prescrizioni (Marco Travaglio)

berlusconi_6751Ieri Silvio Berlusconi ha collezionato la nona prescrizione della sua brillante carriera di imputato nel processo d’appello per la corruzione del senatore Sergio De Gregorio, passato nel 2006 dall’Idv a Forza Italia per la modica cifra di 3 milioni di euro, di cui almeno 1 in nero. In primo grado… Continua »

LA CASTA ASSOLVE IL PREGIUDICATO E SI DÀ IL QUARTO GRADO DI GIUDIZIO (M.Fini)

downloadNon più di tre o quattro giorni fa Matteo Renzi, ex premier e ora segretario dimissionario del Pd, dichiarava (a proposito di Luca Lotti, di Virginia Raggi e di altri) che qualsiasi cittadino deve essere considerato innocente fino a sentenza definitiva, che in Italia di solito è quella della Cassazione…. Continua »

Fumus eversionis (Marco Travaglio)

trav mattaUn amico avvocato calabrese ci racconta la storia di Maria, una sua cliente poverissima, separata dal marito e con un figlio a carico, che sbarca il lunario vendendo patate. Ha anche provato a partecipare a concorsi pubblici, ma è sempre stata respinta per via di una piccola condanna in primo… Continua »

Minzolotti (Marco Travaglio)

nattTecnicamente, quello inscenato ieri in Senato da Pd, Forza Italia e frattaglie varie è un atto eversivo, un abuso di potere, un colpo di Stato contro la Costituzione, svuotata di uno dei suoi principi cardine: l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Un golpe nero che abolisce lo… Continua »

Le Idi di Lotti (Marco Travaglio)

snapshot108Forse era meglio un Parlamento deserto, come quello che lunedì doveva discutere del testamento biologico. Così almeno ieri non avremmo assistito allo spettacolo inverecondo del caso Lotti. Inverecondo non perché il Senato ha respinto, com’era scontato, la mozione di sfiducia al ministro renziano dello Sport. Ma per quello che è… Continua »

Dieta vegana, proposta di legge FI: carcere per chi la impone ai figli

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Elvira Savino (Forza Italia)

Nulla da obiettare se la adottano gli adulti. Il problema (talvolta anche serio) nasce quando viene imposta ai minori se non ai bambini piccoli.

La dieta vegana fa discutere e pure il Parlamento se ne occupa con una proposta di legge, presentata dalla deputata di Fi Elvira Savino, il cui… Continua »

Grande intervento di A. Di Battista sul taglio degli stipendi dei parlamentari.

VOI VI TENETE I SOLDI, NOI LI DIAMO AI GIOVANI PER FARE IMPRESA

PD, SEL, NCD E FORZA ITALIA SI TENGONO IL MALLOPPO
Senza tanti giri di parole, questo è il testo che abbiamo proposto e che, come vedete dall’immagine, è stato appena bocciato:
“a valutare l’opportunità di stabilire che:
a) l’indennità parlamentare ammonti a 5.000 euro mensili lordi, cui aggiungere un rimborso spese rigorosamente legato alla rendicontazione di quelle per l’esercizio del mandato;
b) tale rimborso debba sostituire tutte le altre voci presenti ad esclusione dell’indennità parlamentare di cui alla lettera a);
c) la rendicontazione dei rimborsi sia pubblicata sulla pagina personale istituzionale dei deputati presente sul sito web della Camera dei deputati.”

Prendeva tangenti e adesso firma per Renzi

sarro
Carlo Sarro Deputato, nelle commissioni Antimafia e Giustizia, è uno dei verdiniani neo-nazareni

da il Fatto Quotidiano del 15-7-2015

Alle ultime regionali, Carlo Sarro e Pio Del Gaudio, entrambi forzisti e destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare, hanno girato insieme nella campagna elettorale di Forza Italia, in sostegno di Stefano Caldoro, il governatore uscente che poi ha perso. I due sono cosentiniani rimasti a destra. E dopo la reclusione del capo, Nicola, Sarro è stato il vero punto di riferimento sul cosiddetto territorio. Deputato, vicepresidente della commissione Giustizia nonché componente di quella Antimafia, Sarro è ufficialmente il primo verdiniano a essere inseguito da una richiesta d’arresto a Montecitorio: ha infatti firmato alla Camera il documento dei dissidenti filonazareni a favore delle riforme.
Ecco un imprenditore incazzato con lui. Si chiama Giuseppe Fontana detto Pinuccio ed è amico di Giovanni Cosentino, fratello di Nick ’o mericano:

“Carlo Sarro si è venduto tutte le gare no? Teneva quaranta milioni di gare… quaranta milioni di gare…agli altri a Salerno. Io dovevo andare dalla Finanza e dovevo dire: ‘Sentite volete controllare un po’ queste gare per favore?’. E proprio perché se la presero con Nicola e non se la presero con Carlo, perché Carlo se le è vendute no?”.

Sarro ha un ruolo cruciale nel sistema delle acque in Campania, nell’era della giunta Caldoro. Da commissario dell’Ato3 Sarnese-Vesuviano avrebbe pilotato (il reato è turbativa d’asta) una gara da 31 milioni e 710mila euro della Gori, l’azienda oggi gestita da un ex parlamentare del Pdl, Amedeo Laboccetta e di cui il Fatto ha pubblicato le intercettazioni con Berlusconi agli atti dell’inchiesta sulla Concordia Cpl.

snapshot14È tutto un mondo azzurro che avrebbe gestito affari su affari con i Casalesi. I rapporti organici sono impressionanti leggendo le intercettazioni.
Sarro va anche ai funerali di Francuccio Zagaria, cognato di Michele, e su di lui pesa il sospetto di una tangente di due milioni e mezzo di euro. Ancora Fontana. Scrive il gip: “Fontana Giuseppe manifestava l’intenzione, qualora la sua richiesta non fosse stata esaudita, di denunciare lo stesso Sarro Carlo, poiché responsabile di aver ricevuto una tangente di 2.500.000 euro, pari al 5 per cento dell’importo per alcuni lavori pubblici illecitamente da lui assegnati ad un altro imprenditore di Casapesenna, Piccolo Lorenzo, titolare della Idroeco, anch’egli coinvolto nella vicenda delle pilotate assegnazioni dei lavori di somma urgenza presso la Regione Campania, legato da un rapporto di comparaggio proprio con lo stesso Sarro”. Sarro è coordinatore azzurro a Caserta e gli intercettati discutono di elezioni.
Sempre Fontana, con Fulvio Martusciello, eurodeputato: i due parlano di Nicola Cosentino che in campagna elettorale avrebbe speso un milione e 800mila euro.

Genova, la rete di Bagnasco per la Paita

Senzanome

Ferruccio Sansa – Il Fatto Quotidiano 18-04-2015
Contro*Corrente

Un’intesa sui valori. Forse più immobiliari che spirituali. Un ospedale da 135 milioni. Poi cemento. E poltrone nelle banche. Chi si stupisce dell’irrituale esternazione con cui il cardinale Angelo Bagnasco ha difeso il candidato pd Raffaella Paita e ha attaccato i magistrati non conosce Genova, il legame tra la Curia e la politica: centrosinistra di Claudio Burlando e centrodestra di Claudio Scajola.

Insieme. Un patto di cemento. Nel vero senso della parola. Un’operazione prima di tutto: la ricostruzione del Galliera, il secondo ospedale di Genova. Progetto che sta a cuore a Bagnasco e Burlando: 370 letti per 135 milioni. Inutile ogni protesta degli abitanti. Ogni proposta alternativa per recuperare la splendida struttura ottocentesca. Il nuovo Galliera s’ha da fare. La polpa della questione sono 52 milioni di finanziamenti pubblici che la Regione ha messo sul piatto. Ma non solo: il tesoro sono i padiglioni storici per migliaia di metri quadrati in centro città, nel quartiere di Carignano, i Parioli di Genova. Valgono oro. Arriveranno centri commerciali?

Intorno all’operazione Galliera nuotano pesci grossi. A cominciare da quel Giuseppe Profiti (anche con lui si schierò Bagnasco quando fu indagato e infine assolto per lo scandalo Mensopoli) che gestì la questione prima come dirigente della Regione poi da vicepresidente del Galliera. In pratica sedeva dalle due parti della barricata. Un lavoro, il suo, molto apprezzato: Tarcisio Bertone lo volle con sé a Roma a guidare il Bambino Gesù, una sorta di ministro della Sanità vaticana. Ed ecco l’ultimo colpo di scena: Profiti, visto con diffidenza dal Vaticano di Bergoglio, starebbe per tornare a Genova. Con Paita. Il cerchio si chiuderebbe. Ma non c’è solo l’affaire Galliera. Anche nel cda dell’ospedale Gaslini, presieduto dal cardinale, ci sono figure vicine alla politica e al centrosinistra.

LA CHIESA ligure è molto attiva sul fronte del mattone: ovunque i campetti da calcio sono trasformati in più redditizi box auto. Ma c’è di più: Gianantonio Bandera è un costruttore molto amato dalle parti del duomo di San Lorenzo, tanto che Bertone lo scelse per amministrare gli immobili della Curia. Non solo: Bandera era impegnato nel mega-progetto per auditorium, uffici e laboratori dell’ospedale Bambino Gesù (presieduto, si diceva, da Profiti). Ecco, questo Bandera sedeva nei cda di società interessate a realizzare operazioni immobiliari molto contestate in Liguria. Una per tutte, il nuovo porticciolo di Santa Margherita (avversato da Renzo Piano). Accanto a Bandera, l’avvocato Andrea Corradino , uomo di fiducia del miliardario Gabriele Volpi e di Luigi Grillo (Pdl). Sì, proprio quel Corradino che guida la cassa di risparmio di La Spezia ed è difensore di Paita. Tra l’altro si vogliono investire 250 milioni per ricoprire di cemento il lungomare di La Spezia. Operazione benedetta dal Pd, che richiederà il via libera della Regione. Il legame tra Bagnasco e il burlandismo (quindi anche Paita) è sempre stato alla luce del sole. Come quando la Regione offrì alla Curia la sua ambita poltrona nella fondazione Carige. Una banca dove sedeva mezza famiglia Scajola .

Insomma, il gruppo di potere si ricompone. Con i risultati noti a tutti: la banca naviga in pessime acque e adesso attende il saltavaggio della liquidissima famiglia Malacalza , anch’essa di fede paitiana. Sedere sul ponte di comando della fondazione Carige significava avere in mano le redini dell’economia ligure. Ma anche disporre di centinaia di migliaia di euro per piccoli finanziamenti, magari ad associazioni di area cattolica.

LA FONDAZIONE Carige è stata presieduta da Vincenzo Lorenzelli (poi presidente del Gaslini) che non ha mai smentito la sua vicinanza a Curia e Opus Dei. Vice presidente è stato Pierluigi Vinai, poi candidato sindaco di Forza Italia. Vinai, uomo di fiducia della Curia, oggi schierato con Paita. Bagnasco, che pure misura al millimetro ogni sua azione pubblica, non ha mai avuto paura di compiere clamorose uscite di campo in politica: tanti ricordano il suo silenzio “complice” ai tempi di Berlusconi. A livello ligure non perde occasione per mostrare la sua simpatia per Burlando, come quando, alla vigilia delle elezioni regionali, fa trapelare la notizia di una cena a casa del politico che si improvvisa cuoco e cucina per il prelato. Con Bagnasco nel ruolo di paciere per salvare il matrimonio di Burlando. Bagnasco che oggi difende Paita e attacca i magistrati. E non importa che le contestazioni dei pm siano serie: il 9 ottobre vennero ignorati i segnali di pericolo inseriti nei bollettini meteo diramati dall’Arpal e inviati alla Protezione civile.

La Meno-Democrazia di Renzi. Tra bugie e arroganza

urna
La MENO-democrazia di Renzi è servita! Il Senato (che continuerà ad avere poteri costituzionali importanti come quello di eleggere il Presidente della Repubblica ed i membri del CSM) NON sarà più eletto dai cittadini. Per i referendum abrogativi le firme richieste verranno alzate da 500mila a 800mila, per le leggi d’iniziativa popolare le sottoscrizioni necessarie saranno quintuplicate da 50mila a 250mila. Sempre più poteri saranno nelle mani del Presidente del Consiglio e del Governo a scapito del ruolo del Parlamento.

Cari elettori- attivisti- rappresentanti del PD, che giustamente scendeste in piazza contro le modifiche costituzionali del governo Berlusconi e vi mobilitaste nel 2006 per il referendum che poi le bocciò, dove siete? Non vi sorge il dubbio che ci sia qualcosa di sbagliato, profondamente sbagliato, molto pericoloso e ben poco democratico nella MENO-democrazia di Renzi?

Per tranquillizzarli, Renzi sta facendo ‘bere’ ai cittadini la balla che la riforma sia frutto di un confronto allargato e democratico e che il governo sia aperto ai contributi e ai miglioramenti che possono arrivare dall’opposizione, ma si tratta di una vergognosa bugia!

In Commissione Affari costituzionali il Movimento 5 Stelle ha presentato oltre 220 proposte di modifica, tra emendamenti e subemendamenti, e sono state tutte respinte. Eppure si trattava di modifiche che puntavano a ridurre i costi, tagliando numero dei parlamentari e loro indennità, e a introdurre delle forme di democrazia diretta e partecipata che permettevano una forma di controllo dei cittadini sulla politica. Tutte cose evidentemente sgradite al governo.

Abbiamo constatato sulla nostra pelle che fuori dal patto di ferro tra Pd-Forza Italia il governo non intende toccare nemmeno una virgola di questo testo. Gli italiani devono sapere che le regole del gioco le stanno scrivendo in due, Renzi e Berlusconi, e tutti gli altri sono tagliati fuori senza possibilità di toccare palla. (fonte)

Ma mi faccia il piacere – M. Travaglio 07.07.2014

eerAzzurro tenebra. “Il Pd ai Cinque Stelle: ‘No a incontri al buio’”( La Stampa , 5-7). Ché poi ci tocca nascondere Berlusconi sotto il letto o nell’armadio.

Tom Tom. “Al Senato l’immunità resta. Il M5S accusa e Renzi rilancia: “Troviamo un’altra strada”( la Repubblica, 2-7). Evitare possibilmente quelle che portano a Sollicciano, San Vittore, Opera, Regina Coeli, Rebibbia, Vallette, Poggioreale e Ucciardone.

C’è posta per te. “Da questo momento si avvia sulle linee guida della riforma della giustizia una fase di consultazione che si concluderà il 31 agosto 2014 e alla quale sarà possibile partecipare, come per la riforma della Pubblica amministrazione, scrivendo a rivoluzione@governo.it”(Andrea Orlando, Pd, ministro della Giustizia, 1-7). “Eventuali suggerimenti per la riforma della Difesa potrtanno essere inviati alla casella di posta elettronica librobianco@difesa.it” (Roberta Pinotti, Pd, ministro della Difesa, 1-7). In alternativa è sempre disponibile l’indirizzo prrrrr@supercazzola.it.

Berluscloni. “Renzi libera i ladri”(Libero, 2-7). Cioè copia il programma di Forza Italia, e non è bello: è concorrenza sleale.

Agenda stai serena. “Crescita e ricerca nell’agenda di Renzi” (La Stampa, 1-7). Nel senso che crescono gli addetti alle ricerche dell’agenda di Renzi.

Cronoprogramma. “Renzi: processo civile in un anno” (La Stampa, 1-7). Ma che dico in un anno? Signore, mi voglio rovinare: in un giorno!

Provaci ancora, Nichi. “Il distretto aerospaziale di Tolosa proietta in un mondo che un tempo ci appariva irraggiungibile. Per la Puglia è una strada modello” (Nichi Vendola, Libero, 3-7). Magari nel distretto aerospaziale potresti mandarci i cittadini di Taranto avvelenati dai tuoi amici dell’Ilva, Nichi che dici?

Generazione Telemaco. “Matteo Renzi è il comunicatore più bravo dopo mio padre. Merita fiducia, ha fatto un gran lavoro, speriamo ce la faccia” (Pier Silvio Berlusconi, 2-7). Pier Silvio e Matteo, separati alla nascita, si sono finalmente ritrovati. Carramba che sorpresa.

#mazzettastaiSerenissima – di Marco Travaglio F.Q. 5.06.2014

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di Marco Travaglio
Se esistesse ancora un minimo di decenza, milioni di persone perbene -elettori, giornalisti, intellettuali, eventuali politici e imprenditori – dovrebbero leggersi l’ordinanza dei giudici di Venezia sul caso Mose e poi chiedere umilmente scusa a Beppe Grillo e ai suoi ragazzi.

Anni e anni sprecati ad analizzare il suo linguaggio, a spaccare in quattro ogni sua battuta, a deplorare il suo populismo, autoritarismo, giustizialismo, a domandarsi se fosse di destra o di centro o di sinistra, a indignarsi per le sue parolacce, a scandalizzarsi per le sue espulsioni, ad argomentare sui boccoli di Casaleggio e sul colore del suo trench, a irridere le gaffes dei suoi parlamentari, a denunciare l’alleanza con l’improbabile Farage (l’abbiamo fatto anche noi, ed era giusto farlo, ma in un paese normale: dunque non in Italia).

Intanto destra, sinistra e centro – quelli che parlano forbito e non hanno i boccoli – rubavano. Rubavano e rubano tutti, e insieme, sempre, regolarmente, scientificamente, indefessamente, su ogni grande e piccola opera, grande e piccolo evento, appalto, consulenza, incarico. Anzi, ogni grande e piccola opera, grande e piccolo evento, appalto, consulenza, incarico servono soltanto a far girare soldi per poterli rubare. Tutti i più vieti luoghi comuni del qualunquismo bar – sono tutti d’accordo, è tutto un magnamagna – diventano esercizi di minimalismo davanti alla Cloaca Massima che si spalanca non appena si intercetta un telefono, si pedina un vip, si interroga un imprenditore. Basta sollevare un sasso a caso per veder fuggire sorci, pantegane, blatte e bacherozzi maleodoranti con i nostri soldi in bocca, o in pancia (il Mose doveva costare 2 miliardi, ne costerà 6 e ora sappiamo perché).

La Grande Razzia che ha divorato l’Italia e continua a ingoiarsene le ultime spoglie superstiti è sopravvissuta a Mani Pulite, agli scandali degli ultimi vent’anni e alla crisi finanziaria, nutrendosi dell’impunità legalizzata, dell’illegalità sdoganata e dell’ipocrisia politichese di chi vorrebbe ancora convincerci che esistono i partiti, le idee, i valori della destra, del centro e della sinistra. Invece esiste soltanto una gigantesca, trasversale, post-ideologica associazione per delinquere che si avventa famelica su ogni occasione per rubare, grassare e ingrassare a spese di quei pochi fessi che ancora si ostinano a pagare le tasse. A ogni scandalo ci raccontano la favola delle mele marce, la frottola della lotta alla corruzione, l’annuncio di regole più severe, la promessa del rinnovamento, della rottamazione. E intanto continuano a rubare, secondo un sistema oliato e collaudato di larghe intese del furto che precede e spiega le larghe intese di governo. E la totale mancanza di opposizione a sinistra negli anni del berlusconismo rampante e rubante.

Anche l’art.27 della Costituzione, quello della presunzione di non colpevolezza, diventa una barzelletta se si leggono le carte delle indagini su Expo e sul Mose, dove i protagonisti delinquono in diretta telefonica, o a favore di telecamera: non c’è bisogno della Cassazione, e nemmeno della sentenza di primo grado, per capire che rubavano davvero. Politici, imprenditori, funzionari, generali della Finanza, giudici amministrativi e contabili. Il solito presepe di sempre, che avvera un’altra celebre battuta da bar: a certi livelli “non esistono innocenti, solo colpevoli non ancora presi”. Renzi non ruba, e i suoi fedelissimi sono lì da troppo poco tempo. Ma rischia di diventare il belletto per mascherare un partito marcio con cui – per prenderne il controllo – ha accettato troppi compromessi. Marcio nella testa prim’ancora che nelle tasche. Ieri, senz’aver letto un rigo dell’ordinanza, l’ineffabile Piero Fassino già giurava sulla leggendaria probità del sindaco Orsoni appena arrestato (“chi lo conosce non può dubitare della sua onestà e correttezza”), invitando i giudici ad appurarne al più presto l’innocenza per “consentirgli di tornare alla funzione di sindaco”. Perché, se ne appurassero la colpevolezza cosa cambierebbe? Fassino lo promuoverebbe a suo braccio destro, come ha fatto con Quagliotti pregiudicato per tangenti?

O il Pd gli restituirebbe la tessera, come ha fatto con Greganti pregiudicato per tangenti? La Cloaca Massima è così pervasiva che ogni strumento ordinario per combatterla diventa favoreggiamento. Ma davvero Renzi pensa di affrontarla con il povero Cantone e la sua “task force” di 25 (diconsi 25) collaboratori? O con qualche presunta riforma? A mali estremi, estremi rimedi: cancellare le grandi opere inutili ancora in fase embrionale, dal Tav Torino-Lione al Terzo Valico; cacciare ogni inquisito dai governi locali e nazionali; radiare dai contratti pubblici tutte le imprese coinvolte in storie di tangenti; introdurre gli agenti provocatori per saggiare la correttezza dei pubblici amministratori (come negli Usa); imporre a chi vuole concorrere ad appalti una dichiarazione in cui accettano di essere intercettati, a prescindere da ipotesi di reato (come fece Rudy Giuliani sindaco di New York); piantarla con le “svuotacarceri” (l’ultima è a pag. 7), costruire nuovi penitenziari e, nell’attesa, riattare caserme dismesse per ospitare i delinquenti che devono stare dentro; radere al suolo tutte le leggi contro la giustizia targate destra, centro e sinistra degli ultimi 20 anni. Tutto il resto non è inutile: è complice.

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