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Studentessa ed escort sequestrata e violentata: si aggrappa nuda fuori la finestra e scappa

balcone-638x425-220x150Studentessa ed escort, una ragazza di 26 anni ha vissuto una notte da incubo a Roma. Dopo aver raggiunto un 33enne per un appuntamento, è stata sequestrata e violentata tutta la notte dall’uomo, riuscendo a sfuggire solo al mattino calandosi nuda dalla finestra del bagno e cominciando ad urlare. Un… Continua »

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“Mi concedo in cambio di denaro, che male c’è?” ma la sua particolarità è ben altra

snapshot384Giada è nata a Roma, ha ventidue anni e una storia da raccontare. Per questo motivo contatta Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, i conduttori di ECG, il programma di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano. A coloro che già in passato hanno compiuto numerosi approfondimenti sul mondo della prostituzione, la ragazza rivela alcuni particolari della sua professione: ….Continua >>

‘Noi italiane emigrate in Svizzera per prostituirci’

snapshot240Iside ha 27 anni, è siciliana e vive a Como. Dopo aver fatto la commessa, ha imboccato la strada della Svizzera e ha cambiato vita: da 2 anni fa la escort al Maxim Club di Chiasso, nel Canton Ticino, dove 1 prostituta su 5 è italiana e, in numeri assoluti,… Continua »

Ecco come Goldman Sachs adescava prostitute per i suoi clienti

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I messaggi con cui “Michella” venne contattata a Dubai sono stati resi noti nel corso del processo intentato dal Fondo nazionale d’investimento libico contro la banca d’affari
LONDRA – La corte dovrà ora giudicare se anche Goldman Sachs è colpevole. Ciò su cui non v’è dubbio è che uno dei suoi… Continua »

Firenze a luci rosse: dal fascicolo “Bella Vita” indagini e intercettazioni piccanti

La sceneggiatura potrebbe essere tranquillamente quella degli scollacciati film degli anni ottanta, per intenderci i filmacci che vedevano protagonisti Lino Banfi, il compianto Renzo Montagnani e le varie Giovannone coscia lunga.

escort2I personaggi ci sono tutti, da Adriana la escort regina, alla casalinga che confida all’amica “Mica faccio la puttana, tre o quattro volte in tutto e non più di mezzora alla volta”. Franchino il gioielliere che vende Rolex e “mi paghi quando puoi”, i fratelli tenutari degli alberghi di lusso dove, se sei conosciuto, ti prendono il documento d’identità ma non ti registrano; poi baristi, infermiere procaci e soprattutto assessori e funzionari del Comune di Firenze.
Storie boccaccesche tutte riportate nelle quattromila pagine di indagini e intercettazioni, interrogatori e appostamenti: il fascicolo Bella vita.
Ragazze reclutate dal catalogo Escortforum, contattate con un sms e messaggino di ritorno: Natascia ti aspetta alla tal ora nel tal posto, pagata con denaro pubblico.
Tutto rigorosamente all’insaputa delle istituzioni, che un minimo avrebbero dovuto vigilare, prendiamo il povero assessore alla Mobilità della giunta Renzi, Mattei, che poverino non sapeva che la sua amica da anni, Adriana la romena, disoccupata ma con un tenore di vita extralarge, “facesse quel mestiere”, però le aveva assegnato un appartamento ad uso gratuito, per puro spirito di amicizia e chissà quanto ci è rimasto male quando Adriana e un suo collaboratore sono stati beccati nella stanza delle fotocopiatrici a Palazzo Vecchio, però non stavano facendo fotocopie.
Un duro colpo, tanto che Mattei si è dimesso per motivi di salute, tranquillizzando così moglie e figlia e magari pure il sindaco Renzi.
E le intercettazioni, la studentessa schifata “Ci si incontrava in quattro o più ed era uno scambio di figurine”, il fidanzato dell’infermiera “Fatti pagare di più”. La sveltina del professionista consulente del Comune “Una cosa veloce in macchina, con la bimba di ieri”.
Al telefono tutti parlavano a ruota libera, i fratelli Taddei, titolari degli alberghi di lusso, terminali del sito Escortforum, con sede in Slovacchia, il “capo puttaniere” l’orefice Franchino, che reclutava le ragazze e spiegava loro che cosa dovevano fare, casomai non l’avessero capito
Anche le tariffe, non proprio alla portata di tutti: cinquecento euro, cena, auto, ragazza, escluso stanza d’albergo e qualsiasi extra da concordarsi in loco e in corso d’opera.
fonte: articolotre.com

Sisma e appalti scuole: 3 arresti Le intercettazioni: sesso e viaggi con le escort nell’auto blu

Corruzione, falso e peculato: il dirigente della Provincia dell’Aquila Specchio arrestato per i restauri post-sisma alle scuole di Avezzano. Ai domiciliari anche due imprenditori per favori e regalie. E nell’oridnanza di custodia spuntano intercettazioni a luci rosse

escL’AQUILA. «Mettetevi il grembiulino, fate finta di essere le cameriere. E dopo la torta, lo spettacolino». C’è un qualcosa di già letto, di già sentito nelle intercettazioni inserite nell’ordinanza di custodia. Il campionario è vasto. Sesso in auto blu. Escort scarrozzate dal Tirreno all’Adriatico. Ragazze ingaggiate per il compleanno del dirigente regionale. Festa in barca con invitati eccellenti (anche assessori provinciali e sindaci, alcuni dei quali declineranno l’invito) in cui oltre alla quota barca c’è la quota escort, altrimenti detta «quota p…» con la parola più greve. Viaggi in Sardegna. Le frequentazioni notturne del dg della Provincia non si fermano neppure il 6 aprile 2012 giorno del terzo anniversario del sisma.
SESSO IN AUTO BLU. C’era di tutto, su quell’auto. Anche la cimice degli investigatori i quali, grazie alle intercettazioni ambientali in macchina, hanno ricostruito tutti i movimenti del direttore generale della Provincia tra il capoluogo di regione e la costa. Tra i tanti fatti segnalati c’è quello del 7 luglio 2012. Quella sera, come contesta l’accusa, Specchio invita a cena una ragazza romena in un ristorante di San Benedetto del Tronto. Alle 21,17 i due sono sull’auto di servizio della Provincia. Valter Specchio le regala un collier e la ragazza rimane stupita. Segue cena. Dall’1,22 alle 2,31, all’interno dell’auto blu, ci sono il dg della Provincia e la ragazza. «I due si baciano, si legge a pagina 107 dell’ordinanza. «Valter organizza per il giorno dopo, cena a Giulianova. Giunti all’abitazione della ragazza, la stessa gli chiede i soldi e Specchio glieli dà e dice che l’indomani andranno a cena e poi si fermeranno da qualche parte per toccarla un pochettino. All’1,36 la ragazza è fuori dall’auto e Specchio riparte. Lungo la strada, all’una e 46 minuti, prende a bordo una prostituta romena e si fermano in un parcheggio a Montesilvano. I due fanno sesso nell’auto di servizio».
«MA TUA MOGLIE?». Stesso copione il giorno successivo quando Specchio fa salire sulla Bmw un’altra donna. Segue dialogo breve ed esplicito. «Dove andiamo?». «Qui dietro c’è il parcheggio…buio…». La ragazza chiede: «Io vengo da Amsterdam, e tu, di dove sei?». Specchio risponde: «Di qua». E lei subito: «Non hai moglie?». «No…non mi fa sc… più».
SESSO IN NOVE MINUTI. Il timer del registratore stavolta è implacabile. Cronometra minuti e secondi dell’atto sessuale. Si legge sempre dagli atti: «Dalle ore 1,21 alle ore 1,30 consumano il rapporto sessuale». Poi il dg consiglia alla ragazza di farsi una bella passeggiata. «Puoi andare anche a piedi, se vuoi».
DIECI RAGAZZE PER ME. Non è una parafrasi di Battisti. Nella notte del 10 luglio il direttore generale della Provincia e un suo inseparabile amico utilizzano «illecitamente», come annota il gip, «l’auto di servizio per andare in giro tra i locali notturni della costa. Scopo della serata l’organizzazione di una festa in barca per la quale si fanno i nomi di assessori provinciali in carica, funzionari e dipendenti pubblici e altri amministratori locali. In tutto 10 persone. Specchio chiede all’amico chi pagherà la serata, per la quale occorrerà reperire una decina di ragazze». Il dialogo è anche in questo caso molto esplicito. «Chi vuole venire mette quota p… e quota barca», dice l’amico, ma Specchio lo corregge. «Non è quota p…, è quota Dj» perché le ragazze vanno, ma se uno vuole fare sesso paga a parte il rapporto. «Non si può fare come l’altra volta»; si lamenta l’interlocutore, «quando abbiamo pagato noi due». Segue sopralluogo a un locale. «Quanto dobbiamo dare per le ragazze», chiede ancora l’amico. Specchio risponde che «c’è l’accordo per 500 e 1000 per la barca; 500 a lui e un po’ di bottiglie, 200 e poi un contentino…regalino di circa 100 euro a testa per le ragazze, poi se qualcuna fa lo spettacolo gli si dà qualcosa in più».
CAMERIERE PER IL FESTINO. Alla festa di compleanno del dirigente regionale Pierluigi Caputi, in un ristorante vicino a un albergo nella zona Ovest dell’Aquila, il 9 maggio 2012, Specchio e l’amico, che giorni prima parlano anche di un senatore tra gli invitati, portano due ragazze dal Teramano. Ecco le istruzioni: «Il nostro amico non sa niente, è una sorpresa. Facciamo finta che siete due ragazze del ristorante, mi segui? Quindi state normali. Il proprietario vi dà il grembiulino e vi invitiamo a stare con noi al tavolo, mi segui…che poi,…dopo la torta facciamo lo spettacolino…c’è un duetto che suona…voi avete la base…l’albergo lo abbiamo preso proprio di fronte al ristorante…». La festa si farà. All’una, le due ragazze verranno riaccompagnate a casa. Avevano la borsa per restare la notte. Ma non lo fanno. Forse, commentano il dg della Provincia e l’amico, si saranno spaventate. Più che comprensibile.
fonte: http://ilcentro.gelocal.it

La pista dei legami tra escort baresi e clan-patrizia d’addario foto/video

Il capo banda e il filone pugliese

 ROMA – È il passato che sembra essere tornato, più minaccioso e inquietante di allora. Perché la banda di baresi e albanesi accusata di aver sequestrato il ragioniere Patrizio Spinelli porta a quegli ambienti criminali collegati alle ragazze che tra il 2008 e il 2009 parteciparono alle feste di palazzo Grazioli e alle vacanze organizzate a Villa Certosa. Giovani di belle speranze, escort di professione, che nelle residenze di Silvio Berlusconi riuscirono a scattare fotografie, addirittura a registrare le conversazioni. Sono le donne reclutate a Bari insieme a Patrizia D’Addario. E tra loro spicca Barbara Montereale, all’epoca ventitreenne fidanzata con Radames Parisi rampollo dell’omonimo clan guidato dal nonno Savino. Ma anche Lucia Rossini, che aveva una relazione con un altro affiliato. Entrambe sono diventate famose per le immagini nel bagno della residenza romana dell’allora premier dove le aveva portate, a pagamento, l’imprenditore Gianpaolo Tarantini. Entrambe erano state «agganciate» da Massimiliano Verdoscia, poi finito nella stessa inchiesta anche per spaccio di cocaina. Tre anni e mezzo sono trascorsi da allora, da quell’estate del 2009 segnata dalle rivelazioni di chi era stata reclutata e lautamente ricompensata. E tornano di attualità gli interrogativi emersi proprio dagli atti di quell’inchiesta sulla prostituzione, il pericolo che quanto era stato visto e documentato da chi aveva frequentato le residenze di Berlusconi potesse poi essere utilizzato per ricattarlo. Francesco Leone, ritenuto il capo della banda entrata in azione a Milano, fino a vent’anni fa era uomo di spicco del clan Parisi. Le verifiche effettuate sinora non fanno emergere «legami attuali» con quegli ambienti. Ma nuovi accertamenti dovranno essere compiuti per scoprire se possa aver gestito materiale compromettente raccolto proprio in quelle occasioni. Se dietro la pretesa di denaro ci siano retroscena rimasti finora segreti che riportano a quel periodo. Appena quattro giorni dopo la confessione pubblica della D’Addario e la comparsa sulla scena della Montereale, qualcuno diede fuoco all’auto di quest’ultima. Era parcheggiata sotto la sua casa di Modugno, l’attentato avvenne di notte. Un avvertimento, si disse subito, ma poi non si è mai saputo da quale contesto provenisse l’invito a tacere. Anche perché la giovane dopo aver trascorso un’intera notte a palazzo Grazioli era stata portata anche in Sardegna e lì era rimasta una settimana, in cambio di 10.000 euro. Fu lei in una telefonata registrata ad incitare Patrizia D’Addario a ricattare Berlusconi «come ha fatto Noemi». Erano in molti a temere le sue rivelazioni. Forse gli stessi affiliati al clan, che volevano gestire personalmente le informazioni carpite dalle giovani. Montereale si rivelò testimone preziosa: fu una delle prime a raccontare che durante i festini le guardie del corpo del Presidente talvolta «stavano lì e guardavano». E sempre lei, ben prima che le indagini milanesi svelassero il «Bunga Bunga» di Arcore, parlò di decine di «ragazze straniere, soprattutto slave, invitate in Sardegna. E poi quelle vestite da Babbo Natale che si esibivano per il Presidente». È possibile che altro materiale, ben più compromettente, sia stato recuperato e poi utilizzato per ricattare Berlusconi. Che Leone sia soltanto la pedina di un gioco molto più grande di quello svelato sinora. E che abbia cercato di costringerlo a onorare un patto disatteso.
Fiorenza Sarzanini corriere.it
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