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Come si fa a non fidarsi di Beppe?

17342999_1483052251708044_2876466827536373519_nDi Elena Fattori Senato M5S

Benvenuto MoVimento 2.0 . Come si fa a non fidarsi di Beppe? Per un pentastellato la frase “non mi fido di Beppe”é semplicemente un ossimoro. È riuscito nella impresa inimmaginabile di scardinare una classe politica, quella italiana, ingrovigliata da un secolo con tutte le sfumature di ogni tipo di potere occulto e di associazioni mafiose. E, cosa non di poco conto, non si è arricchito. Ha rifiutato 42 milioni di euro di rimborsi elettorali ed è riuscito a ridurre i suoi redditi in un Paese dove in Parlamento si imbroglia per avere qualche centinaio di euro di diaria.

Ovvio che il suo unico intento sia quello di progeggere il MoVimento, la creazione preziosa della sua genialità e creatività che probabilmente governerà il Paese al prossimo difficilissimo giro in cui si decideranno le sorti dell’Europa. “Proteggere il MoVimento” é un po’ una sindrome di tutti noi pentastellati della prima ora che fa di noi persone a volte un po’paranoiche.

E c’è di che essere paranoici, perché mano a mano che si sale nei sondaggi il MoVimento è diventato come una carta moschicida che attira sciami di opportunisti, infiltrati, portatori di interessi ; tutti organizzatissimi e molto più esperti di noi pionieri in fatto di scalate e cordate. Non conosco la situazione di Genova quindi la mia meditazione é generale , non sul caso di specie.

Ma é la citta di Beppe e immagino che invece lui la situazione la conosca benissimo e immagino anche che sia simile alla situazione che si osserva in ogni territorio, ovvero un assalto alla diligenza, dove, con la scusa dell’ “uno vale uno” orde di falsi masanielli a difesa della democrazia diretta si dedicano con tenacia alla critica feroce dell’esistente semplicemente con l’ambizione poco nobile di sostituirlo per conquistare poltrone e potere per sè e le proprie consorterie.

Uno vale uno solo se si condivide un sogno sennò uno vale meno di niente. Tutto ciò premesso, va da sè che quello che è successo a Genova non dovrà succedere più, se ci sono serie perplessità sarà importante bloccarle molto prima. Al prossimo giro si potrebbe dover decidere del bilancio di qualche regione o dello Stato, delle grandi aziende di Stato e dell’esercito, delle politiche internazionali …….non basteranno nè amore e dedizione per la causa, né poche fidate persone. Ci vorrá un metodo solido e tanta attenzione e capacità di indagine e analisi. Buon lavoro Beppe, ci fidiamo tutti per definizione, la sfida è difficile ma ne va del destino del Paese, siamo tutti con te, in alto i cuori.

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