Archivi tag: casa

M5S le ricomprò la casa pignorata ora lei si candida alle Regionali con Forza Italia

snapshot407Martina Guarascio, figlia del muratore di Vittoria che nel 2013 si diede fuoco per difendere la casa andata all’asta, correrà alle prossime elezioni regionali siciliane… Continua »

Annunci

Udine, sotto sfratto con 2 bambini: “La canonica serve agli immigrati”

2164_sfratto-300x244-220x150Ancora qualche settimana e poi scatterà lo sfratto esecutivo per una famiglia friulana di Majano, una tra le tante in gravissime difficoltà economiche. Padre, madre e due figli piccoli dovranno lasciare la loro abitazione il prossimo 26 settembre prossimo. Avevano chiesto, con grande umiltà e dignità, al parroco, don Emmanuel… Continua »

Russia: anziano muore in casa, i suoi 40 gatti lo divorano

daq-220x150L’uomo è stato trovato senza vita, e ormai ridotto a uno scheletro: dopo essere morto d’infarto è stato divorato dai suoi gatti. Un uomo di 68 anni di Omsk, città russa non lontana dal confine con il Kazakistan, noto ai suoi vicini per il carattere “burbero” e riservato, è stato divorato… Continua »

Firenze: Nardella taglia l’accoglienza agli sfrattati. Questo è il PD

IMG_0073-2Per motivi di bilancio Nardella li lascia in strada

La comunicazione degli uffici comunali del 12 giugno scorso: “Al fine di contenere la spesa sociale […] – si legge nella comunicazione -, si ritiene improcrastinabile il blocco temporaneo degli inserimenti di persone e…. Continua »

Salvarsi da soli da una casa in fiamme: il congegno che sta facendo il boom negli Usa

snapshot518

Una casetta di legno di soli 27 metri quadri. Guardando gli interni, rimarrete senza parole!

casetta-legno-1-720x478È il sogno di tutti vivere in una meravigliosa casetta di legno nel bel mezzo della foresta, circondati dalla natura. Fare lunghe passeggiate, andare a pesca, tagliare la legna in mezzo ai boschi… e poi ritornare nella nostra casetta calda ed accogliente. Ma tenetevi pronti: questa casa non esiste solo… Continua »

Anche in Italia la casa costruita con il cartone che dura 100 anni-Video

qwe117-e1461922552988Cosa solo 25mila euro la Wikkelhouse progettata dal team Fiction Factory, realizzata con 24 strati di cartone ondulato, rivestiti con finitura impermeabilizzante e listelli di legno. La partirà dal 2017 la casa è in vendita anche per il mercato italiano e, stando a quanto dichiarato dai produttori, il suo materiale… Continua »

Nuovi metodi di costruzione… addio ai muratori ?!?!

snapshot256Robot muratore: il lavoro pesante lo farà lui ? Un robot muratore veloce, instancabile e tuttofare. Non sappiamo ancora se e quando i robot ci ruberanno il lavoro, ma di sicuro gli operai edili hanno già adesso buoni motivi per preoccuparsi. Nella maggior parte dei casi siamo ancora nella fase… Continua »

Livorno: il Comune potrà espropriare gli immobili vuoti per darli a chi non ha una casa

Filippo-Nogarin-incidente-300x225La requisizione temporanea degli immobili pubblici o privati – purché vuoti – potrà essere fatta con motivazione di urgenza umanitaria. Hanno votato contro PD e Forza Italia…Continua >>

Equitalia, dai conti correnti alle pensioni: ecco cosa è pignorabile e cosa no

Frigorifero_donna_FgNon tutti i beni possono essere pignorati. Le regole che definiscono tali esclusioni – ricorda lo Studio Cataldi – sono parzialmente diverse a seconda che il creditore sia un soggetto qualsiasi o Equitalia. Nel caso di quest’ultimo, innanzitutto, non può pignorare lo STIPENDIO per un importo superiore a una determinata percentuale. Nel ….Continua >>

Non riescono a pagare il mutuo, sognano di andare via dall’Italia

snapshot661

Con l’aiutino di Renzi alle banche rischiano l’esproprio della casa

Consuelo e Walter vivono a Mestre, Venezia. Un figlio piccolo di tre anni e una rata da 747 euro di mutuo impossibile da pagare con un solo stipendio part time. Per 6 mesi la banca ha consentito una rata agevolata da 230 euro, ma a giugno si torna a prezzo pieno, con gli interessi (Giorgia Gay)…Continua >>

COME NON VEDERE LE DIFFERENZE?

10535557_840032619442137_4864676090845694787_o
C’è chi si taglia lo stipendio e compra una casa restituendola alla famiglia di un suicida per sfratto e chi, per rispondere agli interessi dei gruppi finanziari, vuole consentire alle banche di espropriare le case (o gli immobili commerciali) degli italiani senza più passare nemmeno da un giudice.

Viviano in una “democrazia bancaria” dove la politica è succube della finanza. Da quando il M5S denuncia tutto questo riceve in cambio tonnellate di letame, diffamazioni continue e vili attacchi.
Solo la controinformazione ci salverà. Per questo (e chi ci segue lo sa bene) giriamo l’Italia in lungo e in largo senza fermarci mai. Perchè un cittadino informato è un cittadino sovrano e un cittadino sovrano lo freghi di meno.

Alessandro Di Battista

LA CASA NON SI TOCCA

Schermata del 2016-03-02 14:00:13

Ecco i nuovi mutui targati #Renzi. Salti due rate e perdi subito la #casa

Senzanome

UN DECRETO SUL CREDITO DEI CONSUMATORI AIUTA GLI ISTITUTI A RIPRENDERSI GLI IMMOBILI DEI MOROSI RIPAGANDO LA DIFFERENZA TRA IL PREZZO DI MERCATO E IL MUTUO RESIDUO. UN GRANDE FAVORE AI BANCHIERI NEL CASO IN CUI RIPARTISSE IL MERCATO DEL MATTONE

Nel frattempo renziKiller vi può pure sfrattare e mettere per strada. 

Ecco i nuovi mutui targati Matteo Renzi. Quelli che se non paghi appena due rate, o giù di lì, la banca ti porta via la casa e al massimo ti dà indietro la differenza tra il valore di mercato e l’ammontare del credito concesso. D’ora in poi, basterà essere in ritardo di pochissimo con la restituzione del prestito al proprio istituto di credito, per correre il rischio di perdere l’abitazione, anche se si tratta di quella principale. Perché se la banca fiuta l’affare, col cliente moroso, può far scattare immediatamente una «nuova» clausola contrattuale e rivende la tua casa per rientrare del credito.

Tutto questo – è chiaro – con un percorso decisamente più veloce rispetto all’iter previsto fino a oggi, che ruota attorno all’ipoteca iscritta sull’immobile a garanzia del finanziamento. Con la scusa di «armonizzare» la legislazione italiana a quella europea, il governo sta per introdurre una norma destinata a rivoluzionare il mercato dei mutui, con i consumatori sempre più in mano alle banche. La novità è contenuta in un decreto legislativo, già approvato dall’esecutivo Renzi, da pochi giorni all’esame della Camera per il prescritto parere. Al disco verde di Palazzo Chigi, a metà gennaio, la questione è rimasta coperta.

Il governo non riesce ad accelerare i tempi della giustizia civile, ma per aiutare le banche, vuole prevedere la possibilità che gli istituti di credito che hanno concesso dei mutui, a fronte di difficoltà di pagamento delle rate da parte dei clienti, possano riprendersi gli immobili o venderli.

Già, i tempi delle giustizia civile. Se ne parla da anni, ma anche Renzi, salvo piccole modifiche, non è riuscito a riformare le procedure concorsuali né le regole per il recupero crediti. E allora, tra le pieghe di un provvedimento che nasce per recepire nell’ordinamento del nostro Paese una direttiva dell’Unione europea sui contratti di credito ai consumatori, spunta la tagliola e può essere addirittura retroattiva. Questo il testo della misura, che entrerà in vigore a maggio, dopo il percorso parlamentare e l’ok finale di palazzo Chigi: «Le parti (cioè la banca e il cliente, ndr) possono convenire che in caso di inadempimento del consumatore la restituzione o il trasferimento del bene immobile oggetto di garanzia reale o dei proventi della vendita del medesimo bene comporta l’estinzione del debito, fermo restando il diritto del consumatore all’eccedenza». Quanto vale il bene – e quindi un immobile nel caso di mutuo – lo stabilisce un perito.
Facciamo un esempio: per un appartamento stimato 300.000 euro, la banca vi concede un mutuo di 180.000 euro, poco più della metà. Parte l’ammortamento e alla seconda o terza rata di arretrato (magari 1.000 euro circa al mese) decide di attivale la tagliola. La casa del cliente inadempiente passa all’istituto, che la rivende e vi ridà la differenza tra il prezzo d’acquisto e il mutuo residuo. Nel frattempo, vi può pure sfrattare e mettere per strada. «L’interesse» delle banche per questa novità è senza dubbio legato alla ripresa del mercato del mattone. (Renzi per far ripartire l’edilizia aiuta le banche a rubarvi la casa e manda intere famiglie in mezzo a una strada ndr) Se, quindi, nell’immediato l’attrezzo costruito a Palazzo Chigi è destinato a restare nel cassetto, in prospettiva gli istituti di credito si troveranno in mano un’arma potentissima.

Francesco De Dominicis – Libero 9 Febbraio 2016

Bugie Renziane al capolinea: Sono aumentate le tasse sulla casa

Il-bombaCi avevano detto che le imposte sul mattone sarebbero calate. Ma sono cresciute, soprattutto, per le rendite più basse

«Basta con l’industria della lagna, non è vincente» dice Matteo Renzi. Basta con l’industria delle promesse e delle parole al vento, potremmo replicare noi. Aggiungendo che le bugie alla lunga innervosiscono (e sto buono con le parole).

Renzi non ha chiaro che i numeri, alla lunga, sono macigni. Prendiamo le tasse. Dopo averci raccontato che sulla casa avremmo pagato di meno e che i Comuni sarebbero stati accorti agli equilibri sociali, esce fuori che tra Imu e Tasi i Comuni hanno recuperato nel 2014 l’intero gettito del 2012 della sola Imu. Altro che riforma per abbassare le imposte sulla casa: qui stiamo pagando di più.

La tassa sui rifiuti è molto più costosa rispetto al passato. Non solo. Chi è uscito penalizzato dal gap fiscale sono proprio le fasce più deboli, visto che i più facoltosi – come dimostreremo oltre – nel 2012 pagarono di meno. Alla faccia degli ottanta euro come mossa sociale…

I numeri, dunque. Partiamo da chi ha rendite catastali più basse. Chi ha pagato tra Tasi e Imu fino a 50 euro ha avuto un incremento pari al 21,7% rispetto al 2012. Chi invece ha pagato tra i 50 e i 100 euro s’è preso una mazzata di un bel più 40,1 per cento. Saliamo ora di livello e prendiamo la fascia di coloro che hanno rendite catastali alte e che hanno pagato tra i 500 e i 600 euro tra Tasi e Imu. Bene, per costoro il risparmio è stato del 32,9%. Meglio ancora se hanno versato oltre 600 euro: quasi meno 50 per cento di differenza rispetto al 2012. Per essere un governo la cui golden share è detenuta da un partito di centro-sinistra direi che come asimmetria di gettito non è male. La morale è che dalle parti del Pd la tassazione aumenta, visto che al quadro ora descritto vanno aggiunti aumenti di Iva, imposte di registro e bollo, Irpef fondiaria e sulle locazionie compagnia cantante. La cantonata sull’Iva infine sarebbe stata talmente forte che il governo ha fatto l’ennesima retromarcia tornando al vecchio regime dei minimi.
Evidentemente Renzi ritiene che il jolly degli 80 euro (bonus speso per pagare gli aumenti vari) lo metta al riparo sul fronte sociale. Non è così. Anche il casino generato sul contante da versare in banca è sintomatico della predisposizione di questo governo verso il mondo bancario e a totale svantaggio dei cittadini meno abbienti. La retromarcia di Casero non cancella l’idea di fondo messa già nero su bianco. L’esperienza insegna che quando si passa dalle parole ai fatti significa che a qualcuno è stato promesso qualcosa. E le promesse fatti ai forti si mantengono. Nel caso specifico, il qualcuno sono le banche le quali hanno solo da guadagnarci se si applica un balzello sui versamenti bancari. Dico di più. Assottigliare anche l’uso del contante non risolverà nulla sul fronte della lotta all’evasione (il grande capitale mica è in banconote!), di contro consentirà agli istituti di credito di aumentare i servizi legati alla moneta digitale e – peggio ancora – di agevolare eventuali e futuri prelievi forzosi dai conti corrente come accadde in Italia con Amato e recentemente a Cipro.snapshot182
Costanti aumenti delle tasse e squilibri sociali nella forbice tributaria sono la molla che spingono all’evasione cosiddetta di sopravvivenza. Più lo Stato mette alle corde i piccoli e più sarà inevitabile scegliere tra il pagamento degli stipendi o il mantenimento della famiglia da una parte e il pagamento delle imposte e delle tasse dall’altro. Se infine ci metti il delirio del grande fratello fiscale ispirato alla esasperazione burocratica e al sospetto del potenziale evasore (poi mi dovranno spiegare perché per Serra vale la presunzione di innocenza rispetto alle operazioni in Borsa sulle popolari mentre su artigiani, commercianti eccetera s’inverte l’onore della prova fiscale obbligando i cittadini a dimostrare di non essere evasori…) il governo ha fatto bingo.
Ah, dimenticavo. Per capire le logiche su cui si muove la lotta all’evasione è giusto ripetere fino alla noia l’esempio (mica isolato…) del salumiere napoletano che per avere regalato un panino a un uomo con problemi psichici s’è beccato una multa per evasione fiscale! Ecco, questa è l’Italia. Più tasse per i deboli e mano pesante sulla gente perbene. In mezzo a tante parole, se Renzi avesse voglia di spiegare non sarebbe male…

Gianluigi Paragone – Libero 19-2-2015

Tutti gli appalti di chi pagava la casa a Renzi

Marco Carrai è presidente dell’Aeroporto fiorentino, grazie alla nomina del Comune. Che gli affida servizi senza gara

matIl mistero della residenza fiorentina del premier Matteo Renzi, di cui Libero sta scrivendo da alcuni giorni, ha finalmente trovato risposta a un importante interrogativo: chi ha pagato l’affitto di casa Renzi. Si tratta del suo amico, consigliere e finanziatore Marco Carrai, trentanovenne di Greve in Chianti (Firenze), dove, secondo la Camera di commercio, risiede ufficialmente. Carrai in una lettera inviata al direttore Maurizio Belpietro scrive: «Quanto all’affitto di via Alfani, a me intestato e regolarmente registrato ’ospitalità che ho dato a Matteo Renzi, amico da anni, gli ha consentito di mantenere appoggio e residenza a Firenze durante la sua funzione di Sindaco». Bisogna precisare che non esiste nessuna legge che costringa un primo cittadino a risiedere nella città che amministra. Soprattutto quando la villetta dove vivono moglie e figli dista da Palazzo Vecchio, sede del comune di Firenze, pochi chilometri.

Secondo un noto sito Internet per percorrere i 19 chilometri che separano piazza della Signoria 1 da via del Capitano a Pontassieve (attuale residenza di premier e famiglia) si impiegano 3,42 euro di carburante e 41 minuti di tempo. Uno sforzo sopportabile anche per un pendolare vip. Eppure Matteo Renzi, divenuto sindaco, l’1 ottobre 2009 trasloca, al prezzo di mille euro al mese, in una mansarda a 400 metri dal suo ufficio. Una cifra che diventa presto insostenibile per il suo bilancio famigliare, visti i mutui da pagare, lo stipendio (di circa 4.900 euro netti al mese) e la condizione di lavoratrice precaria della moglie Agnese. Patemi che confida ai padroni di casa, prima di andarsene. Cosa fa allora Renzi? Ritorna nella sua villetta di Pontassieve? Assolutamente no. Si trasferisce a un chilometro da piazza della Signoria in un attico di cinque vani in via degli Alfani 8, magione perfettamente ristrutturata con travi a vista, soppalco in legno e suggestiva vista su Firenze. Un appartamento dove l’attuale presidente del Consiglio resta ufficialmente per 34 mesi circa, dal 14 marzo 2011 al 22 gennaio 2014, giorno in cui escono su Internet le prime malevole indiscrezioni sulla sua residenza. Interpellati da Libero, per alcuni giorni, né il proprietario della casa, l’imprenditore Alessandro Dini, né Carrai, hanno voluto dire a chi fosse intestato il contratto di locazione, né chi pagasse la pigione.

le slide di renziAdesso Carrai ammette che Renzi era suo ospite, ma non dice se quella fosse la sua abitazione (ufficialmente risiede a Greve) o se sia stata appositamente affittata per dare un tetto al «povero» Matteo. Interrogativi che gli abbiamo posto via email e ai quali non ha voluto rispondere. Qualcuno obietterà che non c’è niente di male a dare ricovero a chi non se lo può permettere, ma è altrettanto vero che la questione diventa scivolosa se l’«affittacamere» prima e dopo ottiene incarichi pubblici o appalti dall’amministrazione guidata dall’ospite. Bisogna infatti ricordare la storia di Carrai. Oggi è universalmente riconosciuto come il principale procacciatore di finanziamenti di Renzi, ma i suoi esordi sono stati diversi. La Corte dei conti in una sentenza del 2011 contesta i profili professionali di alcuni collaboratori di Renzi, ai tempi in cui era presidente della provincia. Tra i quali quello di Carrai, chiamato nel 2004 a coordinare lo staff di Matteo. I giudici contabili mettono in evidenza che l’allora 29enne indica «la mera qualità di iscritto alla Facoltà di economia e commercio», mentre ai dirigenti è richiesta la laurea. Da lì in poi il cursus honorum di Carrai decolla. Dal 2005 al 2010 è l’amministratore delegato di Florence multimedia, task force comunicativa della Provincia voluta da Renzi e oggi sotto indagine presso la Corte dei conti. Dal 2009 all’8 ottobre 2013 è amministratore delegato di Firenze parcheggi, controllata al 49,47% dal Comune.

Nell’aprile 2013 diventa presidente dell’Aeroporto di Firenze, una nomina decisa, per un accordo tra soci, dal municipio. Carrai siede anche nel cda della fondazione dell’Ente cassa di risparmio che nel 2012, tra le polemiche, ha investito 10 milioni di euro nei fondi di Algebris, finanziaria gestita da Davide Serra, uno dei maggiori sponsor di Renzi. Carrai fa anche parte del consiglio direttivo della renziana Fondazione Open e socio fondatore dell’associazione Noi link, che ha gestito la raccolta fondi delle campagne elettorali del premier prima della nascita di Open. Non basta. «Marchino» dal 2010 è anche presidente della D&C, di cui detiene il 50% delle quote. Nel dicembre 2011 il Comune di Firenze decide di realizzare un servizio «audio-video-guida multimediale su tablet» per il Museo di Palazzo Vecchio. I funzionari del Comune individuano due possibili strade per gestire la gara, la prima attraverso i propri uffici e la seconda, «che appare di più facile e veloce attuazione», attraverso l’associazione Museo dei ragazzi, presieduta dall’ex dipendente della Florence Multimedia Matteo Spanò.
L’Associazione invece di indire una gara con bando, chiede un preventivo a cinque società, possibilità prevista dalla legge. A inizio 2012 vince la C&T Crossmedia controllata al 51 per cento dalla D&C di Marco Carrai e Federico Dalgas. Carrai, dal 2013 presidente anche di C&T Crossmedia, sostiene che l’affidamento fu perfettamente regolare. È certamente vero. Va sottolineato, però, che recentemente il ministero dei Beni e delle attività culturali ha deciso di indicare come prassi per la concessione di servizi museali la gara con bando a discapito della procedura con richiesta di preventivi, considerandola poco rispettosa della concorrenza. A maggior ragione se a vincere è la società controllata dall’«amico da anni» e affittacamere del committente.

Giacomo Amadori – Libero 13.3.2014

Il mistero della casa di Renzi: un attico in affitto a Firenze

Senzanome

La famiglia abita a Pontassieve ma lui da sindaco s’era trasferito in città. Chi pagava? Pare un suo consigliere. Dopo i dubbi sulla residenza, due mesi fa l’ha spostata ancora

Ieri all’ufficio anagrafe del comune di Pontassieve, in provincia di Firenze, sono arrivate almeno tre chiamate dello stesso tenore. Tre giornalisti di diverse testate hanno telefonato per sapere se il premier Matteo Renzi fosse residente nella cittadina. All’ennesima richiesta l’impiegata è sbottata: «È residente qui da gennaio, ma perché fate tutti la stessa domanda?». La risposta è semplice: il dipendente comunale Alessandro Maiorano, censore al limite dello stalking del presidente del Consiglio, lo scorso 22 gennaio sul sito «Laretenonperdona» ha posto tre quesiti a Renzi proprio sul tema della sua residenza e sui motivi del suo trasferimento al di fuori del nucleo famigliare. Infatti l’uomo, denunciato dall’ex sindaco di Firenze per diffamazione, aveva appreso in tribunale che il celebre querelante viveva ufficialmente nel capoluogo toscano. Non soddisfatto, il 27 gennaio, Maiorano chiede il certificato di residenza di Renzi e apprende che il premier dal 13 novembre 2009 al 13 marzo 2011 ha portato il proprio indirizzo in via Malenchini e dal 14 marzo 2011 sino a quest’anno in via degli Alfani, poco distante da Palazzo Vecchio. Scopre anche che il 23 gennaio, il giorno successivo alla pubblicazione dei «tre quesiti», era «avvenuta la sua (di Renzi ndr) emigrazione per Pontassieve».

L’ESPOSTO
A questo punto l’impiegato si insospettisce ulteriormente e presenta un esposto a Guardia di finanza e Agenzia delle entrate in cui scrive: «Non è che per caso il Sindaco, già proprietario di immobili, abbia fatto una furbata per evitare di pagare le giuste gabelle in relazione a prima e seconda abitazione? Ma soprattutto gli appartamenti sopracitati di via Malenchini e di via degli Alfani sono suoi, in affitto o altro? E come mai il Sindaco, appena uscito un articolo, pochi giorni fa, è corso a cambiare la sua residenza anagrafica per riportarla all’ovile a Pontassieve?».
A questo punto su alcuni siti Renzi diventa «un furbetto come la Idem», ovvero l’ex ministro dello sport Iosefa,
costretta alle dimissioni per aver posto la residenza in una palestra di proprietà, risparmiando così circa 3 mila euro di Imu. In questo caso, però, la storia è diversa, quantunque abbastanza misteriosa.

Navigando su Internet scopriamo che il 17 ottobre 2009 un giornale locale dà la notizia che il neosindaco Renzi starebbe per trasferire la residenza a Firenze. Cosa che avviene il mese successivo, in un palazzo di proprietà di una famiglia aristocratica. Una spesa, immaginiamo, affrontata non certo a cuor leggero, visto che il sindaco in più di un’occasione si era lamentato del magro stipendio (4 mila euro), della precarietà lavorativa della consorte e di avere sul groppone tre mutui.

Fatto sta che un anno e mezzo dopo, nel marzo 2011, Renzi trasloca in un attico di 5 vani nella centralissima via Alfani. Un vicino ben informato ricorda le raccomandate per il primo cittadino nella casella della posta e aggiunge: «Mi risulta che il contratto di locazione fosse intestato a Marco Carrai. È stato lo stesso Renzi a confidarmi di essere suo ospite quando aveva bisogno di un appoggio a Firenze». Oltre che di una residenza ufficiale. «Chi è Carrai?» si chiederanno i lettori.
Trentanovenne imprenditore chiantigiano è considerato il consigliere più ascoltato di Renzi. Attualmente è il presidente della Società Aeroporto di Firenze. La sua C&T Cross media nel 2013 ha ottenuto attraverso una procedura senza bando pubblico un appalto per la fornitura di audio guide formato tablet nei musei fiorentini e subito dopo ha ingaggiato come socio l’ex assessore alla Cultura, il renzianissimo Giuliano da Empoli.
La famiglia Carrai è la stessa che nei mesi scorsi ha ristrutturato Eataly Firenze (di un altro renzianissimo, l’imprenditore Oscar Farinetti).

Contattato da Libero Carrai spiega di essere impegnato in una riunione e che richiamerà. Non lo sentiamo più. Ci rivolgiamo allora al proprietario di casa, Alessandro Dini, classe 1972, socio dell’azienda di famiglia, la Rototype, produttrice di attrezzature per l’ufficio. La sorella è consigliera nel locale direttivo di Confindustria. Dini, sentite le domande del cronista, rinvia il colloquio al giorno successivo e poi smette di rispondere al telefono. In ufficio si fa negare, nonostante la sua auto sia nel parcheggio. Incuriositi da un atteggiamento tanto sfuggente facciamo qualche ricerca sull’azienda e scopriamo che il sito nel 2012 è stato
allestito dalla agenzia di comunicazione Dotmedia, già alla ribalta delle cronache per avere tra i soci Alessandro Conticini, fratello del cognato di Renzi, e per aver curato i siti di diverse società partecipate dal Comune oltre a quelli delle campagne elettorali di Renzi a partire dal 2009.
Insistiamo con Dini che, dopo 24 ore di sms e telefonate, risponde dicendo di non capire lo «sconcertante assalto» a proposito di «un appartamento che do in affitto tramite agenzia». Replichiamo che ci basterebbe conoscere l’intestatario del contratto di locazione della vecchia dimora del sindaco. O, meglio ancora chi pagasse la pigione. Chiediamo pure lumi sui rapporti tra Dotmedia e Rototype. Dini non si fa più vivo.

I CONSIGLIERI
Sul tema della residenza misteriosa nel frattempo si sono scatenati due consiglieri comunali di opposte fazioni.
Per esempio Tommaso Grassi di Sel ha chiesto agli uffici comunali che si occupano di riscuotere la tassa sui rifiuti chi abitasse nell’appartamento di via degli Alfani. «Infatti il proprietario deve indicare i nomi degli affittuari» spiega Grassi. «Purtroppo la mia prima richiesta è stata respinta con la scusa che non era sufficientemente motivata». Il suo collega Francesco Torselli, di Fratelli d’Italia, si è invece rivolto alle anagrafi di Firenze e Pontassieve per capire se sia tecnicamente possibile spostare la residenza in un sol giorno, come ipotizzato da Maiorano. Ricevendo risposta negativa: «Non voglio neppure prendere in considerazione l’ipotesi che Renzi abbia usufruito del proprio ruolo istituzionale per accelerare i tempi o addirittura per bypassare le verifiche alle quali sono invece sottoposti tutti i “normali” cittadini. Se ciò fosse accaduto, sarebbe molto grave». Sia Grassi che Torselli segnalano infine che la Dotmedia, tra il 2009 e il 2011, si è occupata dei siti web e delle campagne pubblicitarie di alcune tra le più importanti aziende partecipate dal comune di Firenze, in cambio di non meno di 215 mila euro. Tra i committenti Publiacqua e Firenze parcheggi, nei cui cda sedevano due fedelissimi renziani come il ministro Maria Elena Boschi e Marco Carrai. L’uomo dai mille incarichi. Compreso quello, forse, di affittacamere.

Giacomo Amadori – Libero 11.3.2014

Casa: assicurazione obbligatoria contro disastri. Governo ci pensa

Non bastava l’imu, ora (forse) arriverà anche l’assicurazione obbligatoria contro i danni provocati da disastri ambientali. le NOSTRE risorse pubbliche servono a finanziare le loro tasche.

ITALIANI….forse è ora di passare in ferramenta.

 

 

 

 

 

Clini: “Risorse pubbliche non possono tutelare le risorse private”. Nei giorni scorsi il ministro aveva parlato di piano ambiente

Arezzo, 20 nov. (TMNews) – Un disegno di legge per introdurre l’obbligo di assicurazione per risarcire i danni dei privati provocati dai disastri ambientali, “è un’ipotesi cui stiamo lavorando”. Corrado Clini, ministro dell’Ambiente, ha confermato che l’ipotesi, già discussa nei mesi passati, non è del tutto tramontata. Intervenendo a margine del Forum “Sviluppo ambiente salute”, ad Arezzo, Clini ha spiegato meglio questa ipotesi: “Credo che sia opportuno – che a livello nazionale, si introduca l’assicurazione che io spero possa essere obbligatoria, non per far pagare ai cittadini il costo di interventi che teoricamente dovrebbero essere dello Stato”. “Sono cose diverse”, ha aggiunto Clini. “Quando ci si assicura per la casa contro gli incendi, oppure per l’automobile, ci si assicura per la protezione di un bene privato, che potrebbe essere oggetto, vittima di un evento che provoca danni. Siamo sostanzialmente nella stessa logica”.
“E’ impensabile, di fronte all’emergere di eventi climatici estremi sempre più frequenti, che le risorse pubbliche possano intervenire per garantire – ha concluso – la protezione delle risorse private dei cittadini”.
La settimana scorsa, Clini, tornando sull’emergenza esondazioni che ha colpito il centro Italia in questi ultimi giorni, aveva parlato di un piano ambiente: “Ci vorrebbero 40 miliardi in quindici anni” per “riattrezzare il territorio” aveva detto il ministro sottolineando la necessità di “interventi infrastrutturali”. “E’ urgente – aveva spiegato – un piano di intervento coordinato e nazionale” e su questo punto il ministro aveva precisato che “la gestione del territorio rappresenta un’infrastruttura per la crescita perché si mette in moto la manutenzione del territorio e quindi vuol dire mettere in moto anche l’economia”.

BEPPE GRILLO:No all’IMU sulla prima casa-video

“Io penso che la casa ove si vive non debba essere tassata in alcun modo. E’ assolutamente sbagliato attribuire un reddito alla prima casa. L’Imu sulla prima casa è una tassa sbagliata ingiusta e deve essere abolita. In questi ultimi anni ho conosciuto famiglie di operai che si sono sacrificate, hanno pagato un mutuo per una vita per questa conquista. Le Banche hanno incassato fior di interessi e talvolta hanno fatto pignorare a chi non poteva pagare. Oggi che la maggior parte degli Italiani ha raggiunto l’obbiettivo casa, ha finito di pagare i mutui gravati di interessi su interessi, Monti ha pensato bene di introdurre l’IMU per mettere in difficoltà le famiglie che potevano godersi la tanto sospirata Casa. L’ IMU non è altro che il peggioramento dell’Ici, una tassa introdotta nel 1993 per sovvenzionare i Comuni. La prima casa deve essere un bene essenziale per vivere.” faustino p., san benedetto del tronto
fonte: blog di Beppe Grillo

Wpi Creative: da scuolabus a casa itinerante-guardate che meraviglia-Foto

Un mezzo di locomozione può essere trasformato in un’abitazione comoda e confortevole? La risposta può essere affermativa se si pensa a quanto è avvenuto negli Stati Uniti, dove grazie al progetto Wpi Creative un vecchio e malandato scuolabus è stato trasformato in un’abitazione confortevole e messo in vendita da parte di coloro che si sono occupati del suo completo restyling.
A seguito del competo restauro degli interni dello scuolabus, esso è stato reso disponibile per la vendita tramite il web ed ha destato l’interesse di una coppia che vive nella zona delle North Cascades, situata in un’area montuosa al confine tra il Canada e gli Stati Uniti, dove il clima non è esattamente clemente. Lo scuolabus sembra però perfettamente adatto per riparare chi lo abita dalle intemperie.
Il suo interno è stato completamente rivestito in legno, in modo da ricreare quella sensazione di calore tipica delle abitazioni di montagna. All’interno dell’autobus non manca una stufa a legna rustica, che è necessaria per il riscaldamento. Per promuovere la ventilazione naturale degli ambienti interni al mezzo di trasporto è sufficiente servirsi delle aperture che possono essere ricavate dai finestrini, che ora sono più simili a vere e proprie finestre.
L’autobus è dotato di lavello, divano, tappeti, spazio per cucinare e mobili per contenere i libri dei proprietari, ma anche di un divano che si trasforma in letto e di una scrivania sulla quale è stato posizionato un comunissimo computer. Il vantaggio di vivere all’interno di una così inusuale abitazione consiste nel potersi spostare facilmente, scegliendo di allontanarsi dalla città per godere di un maggiore contatto con la natura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ stato calcolato che lo scuolabus trasformato in una casa abbia un impatto ambientale minore rispetto ad una comune abitazione. Coloro che lo hanno acquistato e che lo hanno trasformato nella propria casa non dovranno più preoccuparsi di pagare le bollette o di dover affrontare ogni mese le rate di un mutuo. Lo scuolabus è dotato di un impianto idraulico perfettamente funzionante ed è autonomo sotto ogni punto di vista. Non sarà probabilmente il mezzo di trasporto più efficiente dal punto di vista del risparmio di carburante, ma il progetto in sé e la radicale trasformazione di un mezzo di trasporto in una vera e propria abitazione resta da lodare.
fonte: greenme.it
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: