Archivi tag: brasile

Brasile, pedofilo palpeggia bambina in un supermercato -VIDEO

snapshot424L’uomo è stato immediatamente arrestato: la bambina, secondo la polizia, ha riportato conseguenze psicologiche e non fisiche…Continua>>

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Si fermano a soccorrere un motociclista e vengono investiti – VIDEO

snapshot290-220x150Un gruppo di ragazzi si era soffermato ad un incrocio dopo aver visto un giovane motociclista che veniva sbalzato dalla sua moto. In apprensione per le condizioni del ragazzo questo gruppo di giovani aveva formato un capannello nel mezzo della strada per sincerarsi che questo non fosse in pericolo di… Continua »

Ubriachi s’addormentano mentre fanno sesso: li trovano così

snapshot237Te lo do io il Brasile! Su LiveLeak il filmato, girato da qualche parte nel paese sudamericano, in cui la polizia si trova davanti a una coppia addormentata in posizione inequivocabile nei sedili posteriori… Continua »

Carnevale Brasile, incidente hot in tv: modella senza intimo

snapshot41Incidente hot durante una trasmissione pomeridiana di RedeTv in Brasile sul carnevale. Solo alla fine il presentatore si rende conto che la modella è senza mutande…. Continua »

Brasile: uomo investito da un pneumatico vagante

snapshot25Le videocamere di sorveglianza di una strada statale hanno ripreso una scena incredibile frutto di una serie di coincidenze pazzesche….Video >>

Brasile, in 30 abusano di una ragazzina e pubblicano video. Coinvolto un calciatore

_898143943Dopo il caso di una sedicenne drogata, abusata e filmata da oltre trenta uomini alla periferia di Rio de Janeiro, sui social (e non solo) iniziative contro il machismo

Un Paese da 130 stupri al giorno nei dossier della polizia, e altri trecento abusi che secondo le associazioni per i… Continua »

CATARINA, VENDETTE LA SUA VERGINITÀ: ORA POSA NUDA PER PLAYBOY -FOTO

RIO DE JANEIRO – Due mesi fa aveva venduto la sua verginità ad un giapponese, che l’aveva acquistata per 600mila euro (780mila dollari) con un’asta online. Ora Catarina Migliorini, la studentessa brasiliana supersexy diventata famosa per la originale iniziativa, posa nuda per Playboy, o meglio per l’edizione brasiliana della rivista di Hugh Hefner. E chissà che il sensuale corpo della ragazza, il suo seno piccolo ma ben fatto e il suo sensazionale lato B, non arrivi a farne presto una vera e propria coniglietta.

 

Spero che questa immagine giri il mondo. . .

421678_251740854902760_846898277_nMentre giornali e talk show in tv trattano della vita di celebrità, il capo della tribù Kayapo ha ricevuto la notizia peggiore della sua vita:
Dilma, il nuovo presidente del Brasile, ha dato l’approvazione per costruire un grande impianto idroelettrico (il terzo più grande del mondo ) e di conseguenza ha condannato a morte tutte le persone che vivono vicino al fiume perché… la diga sommergerà 400.000 ettari di foresta.
Più 40.000 indiani dovranno trovare un altro posto dove vivere. La distruzione degli habitat naturali, la deforestazione e la scomparsa di molte specie è un dato di fatto.
Ciò che mi muove nelle viscere, …e che mi fa vergognare di far parte della cultura occidentale, è la reazione del capo della comunità Kayapo quando ha saputo della decisione, il suo gesto di dignità e di impotenza di fronte all’avanzata del progresso capitalista, moderno predatore di civiltà e che non rispetta le differenze. . .
Ma sappiamo che una immagine vale mille parole, mostrando la realtà del prezzo reale della nostra borghese “qualità della vita”.
Per il fabbisogno di radical chic muore un intero ecosistema e la popolazione residente!!!!! RIFLETTIAMO….

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Carine Felizardo è Miss Bumbum: foto e video del lato B più bello del Brasile

bum1SAN PAOLO, BRASILE – Carine Felizardo è Miss Bumbum 2012: la ragazza, secondo la giuria, ha il lato b più bello del Brasile. L’ha incoronata una giuria composta da 6 donne e 5 uomini, scegliendola tra 15 finaliste, riunite per la seconda edizione del concorso in un hotel di San Paolo.Alla vincitrice andrà un assegno di 2.500 dollari e l’onore di posare per un servizio fotografico sulla rivista Sexy, probabilmente già la prossima settimana.  Lei, la formosa vincitrice, si è detta “orgogliosa” del suo “bumbum” (termine che i brasiliani usano per indicare il sedere), sottolineando che è frutto di anni di duro lavoro in palestra.

VIDEO|Vettel, sorpassi vietati a Interlagos: la Spagna reclama il titolo

“Manovra illegale”. La stampa spagnola mette in discussione la legittimità del titolo iridato conquistato da Sebastian Vettel, che domenica si è laureato campione del mondo di Formula 1 per la terza volta consecutiva. Nel mirino, in particolare, tre sorpassi che il pilota della Red Bull, sesto al traguardo, avrebbe effettuato in regime di bandiere gialle in una fase concitata della gara disputata a Interlagos. Una penalizzazione avrebbe di fatto privato Vettel del Mondiale e consegnato la corona al ferrarista Fernando Alonso. Il pilota asturiano, secondo il quotidiano El Mundo, ora “reclama il suo titolo”. La condotta di Vettel, per la cronaca, è stata giudicata regolare dai Commissari impegnati nel Gp del Brasile. Ora resta da capire se la Ferrari intende presentare ricorso e riaprire così’ il mondiale
repubblica.it

L’ANACONDA MISURA 8 METRI, IL FOTOGRAFO-SUB LA SFIDA -GUARDA

BRASILIA – Franco Banfi, pluripremiato fotografo subaqueo italo-svizzero e collaboratore di National Geographic Italia, si è recato di recente nel Mato Grosso del Sud, in Brasile, per fotografare il re di tutti i serpenti: l’anaconda. Non era certo che sarebbe riuscito nell’impresa, ma alla fine ne ha incontrati fin troppi. Ecco le sue fotografie e il suo diario di viaggio. La prima parte del mio viaggio è iniziata a Bonito, nel Mato Grosso del Sud. Abbiamo iniziato le ricerche degli anaconda con due esperte guide locali. Ho subito avuto certezza che si sarebbe trattato di un’avventura: non abbiamo potuto evitare di scendere cascate con una piccola barca carica di attrezzature pesanti e costose, facendoci largo tra la fitta vegetazione, di camminare a piedi attraverso l’erba-sega (Cladium jamaicense), di affrontare mosche nere, fastidiose e fameliche, insensibili ad ogni repellente a noi concesso. Gli anaconda, per loro natura, non aggrediscono gli uomini e non se ne nutrono. Si cibano di prede anche di grandi dimensioni, purché riescano ad averne la meglio e ad ingoiarle. L’unica reazione di forza ed intolleranza verso gli uomini che ho documentato è stata provocata da un mio compagno di viaggio . Stavo fotografando il serpente che nuotava tranquillamente contro corrente; a un tratto il mio compagno ha pensato di rallentarne l’andatura afferrandone il corpo con una mano; il grosso serpente si è girato di colpo verso di lui con la bocca aperta a 180 gradi in segno di difesa.
fonte: nationalgeographic.it

PUGILE TENTA DI UCCIDERE L’EX MOGLIE A CALCI E PUGNI -VIDEO CHOC

RIO DE JANEIRO – Un dritto, e poi un rovescio. Con una raffica di calci. Tutto per uccidere l’ex moglie. La donna ha tentato di rifugiarsi in un locale a Niteròi, in Brasile chiudendo la porta dietro di sé e cercando di bloccarla con il corpo. Ma l’ex marito, un lottatore di boxe thailandes, con una ferocia inaudita ha fatto irruzione nel locale, ha spento la luce per poi aggredire brutalmente l’ex moglie. Prima un colpo al volto, poi alcuni calci mentre la donna è a terra e infine la fuga. L’aggressione è stata ripresa dalle telecamere del locale e così la polizia è riuscita ad arrestare il colpevole. Si tratta di un lottatore di boxe thailandese, che in un raptus di follia ha attaccato l’ex moglie, tentando di ucciderla.
fonte: leggo.it

La modella che fa foto glamour nella devastazione di Sandy-Foto

Nana Gouvêa è una modella di origini brasiliane che vive a Manhattan. Dopo il passaggio di Sandy, la donna è scesa in strada insieme al marito e, insieme, hanno dato il via a un servizio fotografico che è diventato subito virale perché ritenuto, dagli utenti dei social network, “di cattivo gusto”. In caso di calamità, siate pronti a posare. Così è (se vi pare).

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CATARINA, 20 ANNI, VENDE LA SUA VERGINITÀ PER 600.000 €. “MI PAGHERÒ GLI STUDI” VIDEO-FOTO

RIO DE JANEIRO – Una studentessa brasiliana di 20 anni, Catarina Migliorini, ha venduto la sua verginità per 780.000 dollari (600.000 euro circa) a un giapponese, attraverso un’asta su un sito internet australiano, virginswanted.com.au.
Alla gara hanno partecipato 15 uomini da India, Brasile, Usa e Giappone. Il sito ha messo all’asta anche la verginità di un 21enne russo, Aleksandr: in questo caso una brasiliana se l’è aggiudicata, ma per l’illibatezza maschile sono bastati 3.000 dollari (2.300 euro).
Catarina ha detto alla stampa del suo paese di volersi finanziare gli studi di medicina in Argentina. «La vedo come un’impresa – ha raccontato alla stampa britannica -. Mi permette di viaggiare, di girare un film e di avere subito del denaro».
Secondo i media australiani, la ragazza brasiliana sarà condotta in aereo in Australia. Nelle settimane seguenti si incontrerà in un luogo segreto con il vincitore giapponese dell’asta, chiamato Natsu. Quest’ultimo ha dovuto stipulare un contratto con la giovane nel quale si impegna a sottoporsi a un test sulle malattie sessualmente trasmissibili. «Se fai questo una sola volta nella vita, non sei una prostituta», ha commentato Catarina, «non è che facendo una sola foto diventi un fotografo».

E’ guerra in Brasile per i Mondiali di calcio [video]

Ottocento poliziotti, con l’appoggio di cingolati ed elicotteri, hanno fatto irruzione nelle due favelas ‘del crack’. Polemiche le ong: “Al governo interessa solo liberare la città per Mondiali e Olimpiadi”

Ottocento poliziotti per ‘riconquistare’ due favelas di Rio de Janeiro: Jacarezinho e Manguinhos. Appena dieci minuti di vera e propria guerriglia urbana. E così il Batalhão de Operações Policiais Especiais (Bope) gruppo di intervento speciale della polizia militare di Rio, diventato famoso nel mondo grazie al film ‘Tropa de Elite’, ha preso il controllo di due agglomerati di favelas tra le più violente di Rio de Janeiro e che da sole contano circa 75mila abitanti. Qui la polizia installerà in maniera permanente un presidio composto da unità specializzate nella ‘bonifica’ delle favelas. Un’operazione che si inserisce in quel processo di ‘ristrutturazione’ della città che nel 2014 ospiterà i Mondiali di calcio e, due anni più tardi, nel 2016, le Olimpiadi. SCONTRO MONDIALE E OLIMPICO. Ed è proprio qui che si inserisce lo “scontro etico” tra le ong e il governo: “Il governo brasiliano per anni ha accettato che le favelas diventassero luogo di transito per la droga, dalle mani dei poveri alle tasche dei ricchi” hanno denunciato con una conferenza stampa ‘post blitz’ i responsabili dell’organizzazione ‘Observatorio de favelas’. Ma il governo di Rio “ha accettato senza problemi questa situazione”. E ora che a ridosso dei Mondiali di calcio e delle Olimpiadi “è necessario un volto pulito e ‘occidentale’ di Rio, ecco i blitz in cui giovani corrieri vittime dei narcos e dei ‘ricchi’ di Rio vengono arrestati, distruggendo così anni di lavoro di integrazione culturale e sociale per le famiglie vittime del business della droga”. I BLITZ. La zona di intervento è quella a nord della metropoli carioca. Un luogo di povertà e disperazione in cui comandano i ‘signori della droga’. O meglio, comandavano. L’operazione del Bope, condotta all’alba di domenica 14 ottobre, è stata seguita nella serata di domenica con l’arresto di Rodrigo Belo Ferreira, 30 anni, famoso come ‘Rodrigao.

Rodrigao era il nuovo capo dello spaccio di droga nella favela di Rocinha, nella zona sud di Rio” hanno spiegato i responsabili della sicurezza di Rio de Janeiro. Domenica mattina, poco prima delle 5, i circa 800 agenti e membri delle forze speciali della polizia militare, accompagnati da elicotteri dell’Esercito e da blindati della Marina, hanno occupato cinque baraccopoli, finora controllate dai narcotrafficanti: oltre a Manguinhos e Jacarezinho, Mandela 1 e 2, e Varginha. LA FUGA DEI NARCOS. A quanto si apprende, e come accaduto in altre operazioni di questo tipo, sempre state annunciate in anticipo proprio per cercare di evitare confronti a fuoco, i narcos sono fuggiti prima dell’irruzione dei soldati. Per ostacolare il raid, dentro gli strettissimi vicoli delle ‘favelas’, i narcotrafficanti avevano innalzato barricate di cemento, che sono però state demolite grazie all’uso di scavatrici meccaniche. LA PATRIA DEL CRACK. Nella sola favelas di Jacarezinho, la maggior ”cracolandia” della città – dal nome dato ai quartieri dove si vende e consuma il crack, un derivato della cocaina altamente tossico – sono stati fermati e condotti alle comunità di recupero oltre 110 tossicodipendenti. Dopo la ‘pacificazione’ dei complessi di Penha e Alemao – a seguito di uno spettacolare blitz, avvenuto nel novembre 2010, che costrinse decine e decine di banditi a una precipitosa fuga, ripresa dalle telecamere di mezzo mondo – Manguinhos e Jacarezinho erano diventate il principale nascondiglio dei trafficanti della regione. In particolare, erano state scelte come nuovo quartier generale dagli appartenenti alla temuta fazione criminale ‘Comando Vermelho’, nota per la brutalità e la spregiudicatezza delle azioni. La zona, infatti, era considerata così pericolosa da essere ribattezzata la ‘Striscia di Gaza’ carioca, per via degli intensi e ripetuti confronti tra poliziotti e banditi. IL POST BLITZ. Ora, anche su questo territorio verranno montate le ‘Upp’, Unità di polizia pacificatrice, ideate come speciali caserme permanenti. Attualmente, a Rio sono state installate in tutto 28 Upp. L’occupazione delle ‘favelas’ di Rio da parte di soldati e agenti speciali è iniziata alla fine del 2008 nell’ambito della strategia di sicurezza messa in pratica dal governo locale in vista dei Mondiali del 2014 e delle Olimpiadi del 2016. La politica di ‘recupero’ delle baraccopoli carioca iniziò dal ”morro” (collina) Dona Marta, a Botafogo, il 19 dicembre 2008. DA PATRIA DELLA DROGA AD AFFARE IMMOBILIARE. L’effetto dell’operazione venne avvertito immediatamente: il valore degli immobili aumentò sensibilmente, i residenti della comunità locale iniziarono a elogiare la polizia – che prima era vista come nemica – e la zona, che fino ad allora era ritenuta inaccessibile, magicamente divenne un apprezzato ‘point’ turistico, poi scoperto anche dagli stranieri.
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Dalle favelas a Roma, la tratta delle trans

Scoperta un’organizzazione criminale attiva tra l’Italia e il Brasile. Un biglietto aereo di sola andata recapitato a casa. La promessa di un lavoro. Ma una volta nella capitale, diventavano schiavi

Associazione a delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani. E’ questa l’accusa più grave con la quale sono state arrestate 28 persone (24 sono in carcere, 4 ai domiciliari). E ancora: favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione maschile di tipo transessuale, nonché introduzione e permanenza nel territorio nazionale di transessuali da destinare alla prostituzione.
La vasta operazione che ha coinvolto Lazio, Campania e Abruzzo ha accertato che l’organizzazione criminale, composta da italiani e brasiliani, reclutava transessuali in Sudamerica per poi farli arrivare in Italia attraverso i confini di altri paesi europei.
IL DRAMMA DELLE FAVELAS. Le vittime di questo traffico erano soprattutto abitanti delle favelas brasiliane che ricevevano direttamente a casa, via posta, il biglietto aereo con cui imbarcarsi dall’aeroporto di Rio de Janeiro in direzione Parigi, Madrid, Budapest, Bucarest o Zurigo. Da qui, si partiva alla volta di Roma. Il tutto, spesato dall’organizzazione.
Una volta giunti nella Capitale, però, ai trans partiti dalle favelas con la speranza di una vita migliore e la promessa di un lavoro veniva comunicato che, per saldare quel debito con l’organizzazione che li aveva fatti arrivare in Italia, avrebbero dovuto versare una somma totale che variava dai 12 ai 18 mila euro.
Sono una volta raccolta e consegnata quella cifra potevano essere liberi. E in caso di un rifiuto, la minaccia di gravi ritorsioni sui loro parenti in Brasile.
L’ORGANIZZAZIONE. L’organizzazione criminale agiva nella Capitale nella zona dell’Eur. A capo, le “madrine”, che gestivano le aree della prostituzione e ‘tassavano’ i trans anche per il pagamento degli affitti per alloggi e, addirittura, per ‘occupazione di suolo pubblico’.
L’OPERAZIONE. Con quelli di oggi salgono a 62 gli arresti eseguiti nel corso degli ultimi anni. L’attivita’ d’indagine, svolta tra gennaio 2010 e giugno 2011 dal Nucleo operativo della compagnia Carabinieri Roma Eur, ha permesso di individuare e circoscrivere una banda criminale composta da cittadini brasiliani e italiani che gestivano la prostituzione per un giro d’affari da centinaia di migliaia di euro al mese, che in alcuni casi poteva arrivare al milione di euro in soli 30 giorni.
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Qui Awa Guajà, Amazzonia, Brasile “La tribù più minacciata del mondo”

In pericolo il popolo indigeno, nella parte brasiliana della foresta, scalzato dai propri territori dall’avanzare dell’occidentalizzazione e da spregiudicati taglialegna e allevatori che ostacolano la caccia e la raccolta di cui vivono. Il loro disperato appello al ministro della Giustizia: “Sfrattate questi invasori”
SURVIVAL INTERNATIONAL 1, l’associazione che aiuta i popoli indigeni a proteggere le loro vite, l’ha dichiarata la tribù più minacciata del mondo. Gli indios Awa-Guajà vivono nella foresta dell’Amazzonia brasiliana, ma la loro esistenza è in pericolo, osteggiata dall’avanzare della modernità in quei luoghi ancora incontaminati in cui vivono. Sembra una storia di altri tempi. E come tale pare abbia già una fine scritta. Ma sono in tanti, da anni, a battersi affinché la vita degli Awa possa continuare senza che sia snaturata o occidentalizzata.
Popolo nomade di cacciatori e raccoglitori. Il nostro modo di vivere gli è estraneo. Piccola Stella Awa, quando vide una città per la prima volta, pensò che le persone vivessero in cima agli edifici, come le scimmie che dormono sulle cime degli alberi. Non riusciva a capire come mai qualcuno vivesse in strada, senza nessuno che si preoccupasse di offrirgli cibo e riparo. Un’esistenza altra. Non peggiore. Gli Awa niente sanno di metropoli e traffico cittadino. Sono cacciatori e raccoglitori nomadi, sempre in movimento. Ma non vagano senza scopo; il loro nomadismo è un preciso stile di vita, che alimenta un legame fondamentale con le loro terre. Non possono concepire di spostarsi, di lasciare il luogo dei loro antenati. “Stanno arrivando degli stranieri, ed è come se la nostra foresta venisse divorata”, commenta Takia Awá. E gli stranieri per questo popolo siamo noi. Le comunità Awa-Guajà sono circa 300, 50 delle quali ancora non hanno avuto contatti con la civiltà moderna. Vivono nudi e hanno culti incredibili come quello del “Viaggio al Cielo” (oho iwa-beh) in cui uomini adornati con penne d’uccelli si chiudono in una “astronave”, una piccola costruzione, e battendo rumorosamente i piedi “decollano” verso entità spirituali e antenati morti. Modi diversi di concepire il cerchio della vita.

L’invasione della ferrovia.
Ma la loro vita somiglia da sempre a una lunga battaglia per la sopravvivenza: negli anni ’80 fu costruita una ferrovia lunga 900 km. Attraversava parte delle terre degli Awa, che le autorità decisero di contattare e sedentarizzare. Presto si scatenò l’inferno sotto forma di malaria e influenza: quattro anni dopo, delle 91 persone di una delle comunità contattate, ne erano rimaste vive solo 25. Oggi, la ferrovia porta nella terra della tribù stranieri avidi di terra, di lavoro e di animali selvatici, facile preda dei cacciatori di frodo. L’anno prima era morto a 62 anni in un incidente stradale padre Carlo Ubbiali, nato a Brignano (Bergamo), che dal 1975 ha lottato duramente per ottenere una riserva per le tribù del nord-est del Maranhao, difendendole prima dai soprusi della dittatura militare e poi dalla ferrovia dell’impresa mineraria brasiliana del ferro Vale. Ora la Vale ha ottenuto di duplicare la lunga linea ferrata che conduce dal porto di Sao Luis do Maranhao alle miniere di Carajas, il giacimento di ferro più ricco al mondo, che attraversa le terre Awa. L’ampliamento aumenterà il rumore e il numero dei treni, spaventando e mettendo in fuga la selvaggina di cui la tribù si alimenta.
I taglialegna e gli allevatori: una nuova minaccia. A minacciare il villaggio anche i taglialegna che fanno affari d’oro nella foresta nonostante il territorio sia protetto legalmente: gli Awa infatti hanno ricevuto dal governo di Brasilia nel 2002 una area di riserva demarcata tutta per loro, nella terra indigena dell’Alto Turiacu e del Caru. Questo però non basta a fermare l’avanzata degli spregiudicati taglialegna e degli allevatori che bruciano le loro aree. Della volte degli alberi si levano pennacchi di fumo nero che oscurano il sole. La foresta scoppietta e arde senza fiamma: sembra arrivare la fine del mondo.
Accerchiati e cacciati indietro dai disboscatori illegali e dagli allevatori, minacciati di morte, in un habitat sempre più ristretto e a rischio distruzione dove non possono più andare a caccia, gli indios Awa-Guajà sono ridotti alla fame. Così hanno indirizzato un messaggio disperato al ministro della giustizia brasiliano: “I bambini piangono e hanno fame”, dice uno degli Awa, Piarimaa, che significa “Piccolo Pesce” nella lingua locale. “Dove potremmo andare a cacciare? Qui ci sono i taglialegna. Non possiamo girare per la foresta da soli: potrebbero ucciderci. Ci sono camion, motoseghe e auto fuoristrada ovunque. Non possiamo più andare a caccia. Restiamo tutti a casa. Siamo tristi perché non possiamo più stare nella nostra foresta”. “Io non vado nelle loro città a rubare”, conclude Piarimaa, “ma perché i taglialegna stanno distruggendo la nostra terra? Speriamo che il governo brasiliano mandi d’urgenza delle persone a sfrattare questi invasori”. Una richiesta d’aiuto che per ora è rimasta inascoltata: “La caccia ha un ruolo centrale in ogni comunità Awa”, ha commentato Stephen Corry, direttore generale di Survival International. “E’ quello che fanno, è il loro modo di sopravvivere. Il Brasile sa di dover mettere gli Awa in cima alle proprie priorità prima che sia troppo tardi. E’ il momento di azioni concrete. Ma è sconfortante constatare che, al momento, le uniche azioni concrete visibili sono quelle degli invasori illegali”, ha aggiunto Corry.
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BRASILE, CATARINA METTE ALL’ASTA LA VERGINITÁ: “VOGLIO AIUTARE I POVERI” -FOTO

SAN PAOLO – Una ventenne brasiliana di origine italiana ha messo all’asta su internet la propria verginità e con il ricavato intende realizzare un progetto di case popolari per famiglie povere di Santa Catarina, lo stato meridionale dove è nata. Catarina Migliorini, 20 anni compiuti da poco, sostiene di essere una ragazza «molto romantica» e ritiene che la sua scelta non ha niente a che vedere con la prostituzione.
«Se lo fai solo una volta nella vita non sei una prostituta. Così come se per una volta scatti una bella foto non diventi automaticamente un fotografo», sostiene convinta Catarina. L’asta terminerà il prossimo 15 ottobre e al momento l’offerta più alta è di 155 mila dollari americani.
Il vincitore resterà anonimo anche se dalla vicenda verrà tratto un documentario prodotto da un cineasta australiano. Il regolamento prevede che Catarina incontri il vincitore a bordo di un aereo per non incorrere in alcun reato (in Brasile, come in Italia, la prostituzione è legale ma è punito lo sfruttamento). «I soldi andranno tutti a me, la produzione australiana non prenderà un centesimo», assicura comunque la ragazza. «Il vincitore – rivela Catarina – potrà trascorrere un’ora con me, potrà conversare, se vuole, ma non baciarmi. E dovrà usare il preservativo. Ho vent’anni, sono responsabile del mio corpo e non sto facendo del male a nessuno. L’unica cosa che mi preoccupa è che la mia famiglia soffra».

Ronaldo tocca 118 chili: in tv per dimagrire (video)


Chi lo ha amato da giocatore difficilmente lo riconoscerà. Da quando ha chiuso col calcio, infatti, l’ex “Fenomeno” Ronaldo ha trascurato l’attività fisica e si è decisamente lasciato andare. Fino ad arrivare a toccare quota 118 chili di peso, con una pancetta poco invidiabile. Ma adesso l’attaccante di Inter, Barcellona e Real Madrid ha deciso di partecipare a un reality show brasiliano dal titolo “Medida certa” (“Il peso giusto”), in cui proverà a rimettersi in forma. “La mia attività fisica è pari a zero”, ha confessato Ronaldo. La sua vita misura 107 centimetri, cinque in più del limite massimo raccomandato, e anche il peso, venti chili in più rispetto a dieci anni fa, rappresenta un problema. Adesso, tra pratica sportiva e dieta bilanciata, il due volte campione del mondo con la maglia verdeoro conta di perdere i chili di troppo. E di smettere anche di fumare visto che il piacere della sigaretta lo accompagna da quando aveva 28 anni

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