Archivi tag: bambini

VACCINI: “Norma anticostituzionale Verso una pioggia di ricorsi”

Senzanome2Paolo Maddalena – L’ex vicepresidente della Consulta: “È un ricatto ai genitori. Così si arreca un danno all’istruzione, la scuola è un obbligo”

I ricorsi contro i vaccini obbligatori sono da fare. Bisogna chiedere l’iscrizione all’asilo, ricevere il rifiuto o la mancata risposta e poi impugnare tutto davanti al Tar…. Continua »

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Aiuta i bambini malati trasformandoli in supereroi. Il fotografo che sta commuovendo il mondo

snapshot254-220x150John Rossi è un fotografo famoso in tutti il mondo per i suoi fotoritocchi. Dopo alcuni esperimenti con sua figlia, ha deciso di realizzare insieme a sua moglie la serie fotografica con bambini disabili più incredibile che si sia mai vista. John ha selezionato bambini che hanno combattuto come dei… Continua »

Corre per 1 chilometro con una bomba in mano, poliziotto indiano salva così 400 bambini

snapshot247-220x150“Ho pensato che 400 vite erano molto più importanti da salvare rispetto alla mia” ha raccontato l’ufficiale Chissà se la storia di Forrest Gump e le immagini dei tanti poliziotti-eroi delle pellicole d’azione di Hollywood sono mai arrivati a Chitora, la cittadina dello Stato indiano dell’Uttar Pradesh in cui vive… Continua »

Usa, via libera a primo farmaco anti-cancro con «cellule T». Il più caro al mondo

kymriah-k1ce-u4336057193006307e-180x140corriere-web-sezioni-220x150Prodotto da Novartis e denominato Kymriah, si tratta di una somministrazione endovenosa una tantum in grado di curare la leucemia linfatica acuta molto diffusa tra i bambini negli Stati Uniti. Il prezzo è di 475mla dollari: il più caro del mondo Via libera negli Stati Uniti al primo farmaco che… Continua »

Paestum, Raffaella annega per salvare tre bambini: “Abbiamo provato a rianimarla ma senza riuscirci”

snapshot31Raffaella Esposito Alaia aveva solo 34 anni ed il sogno di aiutare gli altri. E’ morta a Paestum (Salerno) durante una gita insieme ai ragazzi della comunità al quale prestava servizio gratuitamente. Attorno alle ore 15 è scattato l’allarme, 3 bambini si sono allontanati troppo dalla riva e non riuscivano… Continua »

Guarda come balla Zola il gorilla, manco fosse la scimmia nuda di Gabbani

snapshot508Zola, uno dei gorilla dello zoo di Dallas, sembra apprezzare particolarmente la piscina per bambini che gli è stata regalata per combattere la calura estiva. Nel filmato, che sta macinando click sul canale Youtube dello zoo, il primate pare quasi simulare un balletto di… Continua »

Baby monitor – Teniamoli sotto controllo. Otto modelli alla prova

SenzanomeNati per sorvegliare a distanza i piccoli, i baby monitor finiscono loro stessi sotto osservazione. Tra radiazioni, interferenze e capacità di superare “pareti” un test del mensile Ktipp mette a nudo pregi e difetti di otto apparecchi… Continua »

Banca del seme, decine di bambini assomigliano al direttore

2280178_WhatsApp_Image_2017-02-20_at_9_04_53_PM-3Incredibile quel che è accaduto in Olanda. 22 persone, nate tutte in Olanda negli anni ’80 grazie all’inseminazione artificiale dalla banca del seme di Bijdorp, vicino a Rotterdam, hanno fatto una causa collettiva contro il dottor Jan Karbaat, morto lo scorso aprile all’età di 89 anni. Il motivo? E’ presto… Continua »

Siria: ong, 58 morti in raid con sospetto uso di gas. “Strage di bambini”

6c8dc97037a9c26ba84c4f8a53484a26La Francia ha chiesto una riunione “urgente” del consiglio di sicurezza dell’Onu

Sono almeno 58, tra cui 11 minori, i morti in un raid aereo avvenuto in Siria con il sospetto uso… Continua »

LE IENE: Italia, Bari: bambini in vendita… scomparsi

snapshot177Dopo il servizio di Nadia Toffa sui bambini che si prostituivano a Bari e il conseguente affidamento presso le case famiglia, la nostra Iena è tornata in Puglia perché adesso sono scomparsi.,… Continua »

GARANTITO IL SERVIZIO DEI NIDI IN CONCESSIONE. ROMA C’È E TORNA A CORRERE

Raggi_virginia_fgQuello dei nidi in concessione è un tema sul quale ho voluto dedicarmi personalmente e fin dalla prima assemblea capitolina, poco prima che pronunciassi il mio discorso di insediamento, ho ricevuto in Campidoglio una delegazione di mamme ed educatrici.
Ho ascoltato le loro richieste, perché era mio dovere ma soprattutto diritto dei bambinI che continuassero a svolgere la didattica nella stessa scuola.
Ebbene, dopo esserci messi al lavoro siamo riusciti a sciogliere i nodi e a settembre i nidi in concessione assicureranno come sempre il servizio.
Questo è un piccolo messaggio a tutte le famiglie romane: finora i partiti, in gran parte dei casi, avevano infatti sempre usato la famiglia come uno spot elettorale, ignorando che ciò che bisogna garantire sono invece i semplici servizi.
È in questo modo che lavoriamo giorno dopo giorno. Noi ci siamo, Roma c’è e torna a correre dopo anni di immobilismo e di paralisi.
Continuiamo a restare tra la gente. (Virginia Raggi)

Schiaffi e minacce all’asilo, maestra arrestata per maltrattamenti ad Avellino/Video

asilo_maltrattamenti_fiLa Polizia di Avellino ha eseguito una misura cautelare personale, che dispone gli arresti domiciliari a carico di una 58enne, insegnante presso una scuola materna di Avellino: la donna sarebbe responsabile di violenze fisiche e psicologiche su alcuni bambini, di età compresa tra i 3 e i 5 anni, che… Continua »

(Video) Asilo dell’orrore, bimbi chiusi al buio e picchiati: video choc inchioda le maestre

grosseto_asilo_fermo_ccTre maestre sono finite agli arresti domiciliari per maltrattamenti in un asilo nido di Grosseto. La polizia del capoluogo maremmano ha eseguito, su richiesta della Procura, un’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale, nei confronti di tre maestre di 50, 40 e 32 anni, accusate dei… Continua »

Il Paltito Democlatico spiegato ai bambini da Ficarra e Picone

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Libera in cinque giorni la maestra d’asilo beccata a torturare

snapshot581IL GIP HA REVOCATO I DOMICILIARI ALLA DOCENTE DOPO SOLO 24 ORE.

I bambini non si toccano: non si schiaffeggiano, non si strattonano, non si riempiono di botte. Si amano, chi non è capace deve stare lontano da loro. Per questo la maestra Manuela Giacomozzi di 52 anni non potrà avvicinarsi all’asilo dove per giorni, settimane, mesi avrebbe maltrattato e terrorizzato bimbi di tre, quattro e cinque anni. Tra parolacce, bestemmie e insulti sollevava i piccoli e li gettava a terra, come oggetti. Era arrivata persino a punire una bambina lasciandola all’aria aperta in pieno inverno a 700 metri d’altitudine.

Siamo a Pavullo nel Frignano, comune montano in provincia di Modena, la signora viene arrestata lunedì mattina per…Continua >>

 

Onlus sotto accusa.L’Italia finanzia l’Isis con i soldi dei bambini

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I versamenti per le adozioni a distanza di piccoli siriani sono stati dirottati nelle tasche di gruppi di terroristi islamici. E gli Usa ci attaccano: «Non fate abbastanza controlli»

>> Franco Bechis – Libero 26.11.2015

L’Isis è stata finanziata anche dall’Italia, e nel modo più insospettabile: attraverso le adozioni a distanza di bambini siriani organizzati da una Onlus che aveva aperto un conto in uno dei più importanti istituti di credito nazionali. Lo rivela un documento del Fatf (Financial action task force) inserito nelle cartelline dei partecipanti al recente G20 per spiegare i vari canali di finanziamento ormai accertati dello Stato Islamico.
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BAMBINI AL LAVORO NEI CAMPI NESTLÉ: L’INCHIESTA CHOC

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I bambini di età inferiore a 15 anni continuano a lavorare nelle fattorie di cacao collegate a Nestlé, più di un decennio dopo che l’azienda alimentare ha promesso di porre fine all’utilizzo di lavoro minorile nella sua catena di fornitura. CONTINUA A LEGGERE

Il governo si scorda le adozioni. Poi consiglia: “Acqua in bocca”

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Tutto fermoA maggio il ministro Boschi accolse i primi 31 bambini del Congo. Altre 150 famiglie aspettano una risposta dall’esecutivo

Le testimonianze
“Ci hanno detto di non fare clamore. Renzi? Non ci risponde neanche sull’Unità”

Una prigione invisibile si estende dal Congo all’Italia. Due celle che separano figli e madri, braccia e occhi, nel silenzio delle istituzioni – dalla Commissione adozioni internazionali (Cai) al ministero degli Esteri, agli enti ufficialmente incaricati di seguire le procedure di adozione. I fatti: nel maggio del 2014, una trionfante ministra Boschi riportava in Italia 31 bambini congolesi, legalmente adottati da 24 famiglie italiane.  CONTINUA A LEGGERE

“Toccatine porno“ all’asilo. Bufera sull’incredibile “gioco” proposto dal Pd

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di Gianluigi Paragone

Il gioco gender che vorrebbero attuare in un asilo di Trieste merita ancora delle riflessioni, non fosse altro perché non si può pensare che certe notizie si consumino così velocemente.
Il fatto è noto, ne ha parlato anche Libero: in questa scuola dell’infanzia, dietro un bel nome (Gioco del rispetto), i piccoli alunni si scambino i vestiti, parlano dei genitali, se li toccano. Perché? Per superare pregiudizi futuri e soprattutto per stimolare la scoperta della propria sessualità. Lo dico subito: mi sono rotto di certi progetti modernisti, risultato di sperimentazioni politicizzate. Resto dell’avviso che, soprattutto in quella età, i bambini debbano essere allenati a ben altre sfide, quali l’allontanamento dei genitori per un breve periodo, la socializzazione e la convivenza. Il gioco e la condivisioni degli spazi sono di per sé già una gran palestra, se sfruttata appieno.
Quello della inclinazione sessuale è proprio l’ultimo degli stimoli che un bambino sente il bisogno di conoscere. (La scoperta della propria sessualità è un altro discorso, che qui non centra.) Lo scambio dei vestiti è una stupidaggine degna di adulti che – come al solito – scaricano sui piccoli le loro fisime, le loro idee, talvolta persino i loro fanatismi. Vale per le sperimentazioni genderiste, vale per i fanatismi tecnologici e vale per tante altre cose. Che però, ripeto, attengono alla sfera dei grandi. Mi arrabbio quando vedo bambini di un anno e mezzo che già trafficano coi telefonini e i tablet, figuriamoci se dovessi vedere un bambino indirizzato subdolamente a porsi l’interrogativo se è bambino o bambino o non si sa cos’altro.
Non ne faccio una questione di principio politico o di morale cattolica o di altra natura, mi limito a sperare che le tappe della crescita siano rispettate senza accelerazioni. Non credo che un bambino di due anni o di tre o di quattro si ponga l’interrogativo sulle inclinazioni sessuali: l’altro giorno leggevo di una coppia di genitori che ha favorito la trasformazione di genere del proprio figlio in età appena adolescenziale. Ritengo piuttosto che un bambino di due, tre anni dovrà prendere le misure di se stesso come persona e subito dopo di persona insieme ad altri. Per questo il gioco è indispensabile. I giochi psicoattitudinali li lasciamo per un periodo successivo. Pensiamo invece a educarli alle regole del gioco, ai giochi prestati e restituiti. Proviamo magari a farli muovere un po’ di più negli spazi aperti invece di rincoglionirli dietro monitor di ogni misura. Li vogliamo reattivi sul vestito da scegliere, poi li parcheggiamo davanti a tablet e a televisori per ore intere! Ma per piacere…
gioco-del-rispettoI vestiti. All’asilo le mamme più navigate consigliano le tute: unisex, pratiche ed economiche. Si sporcano di tempera, di erba, di terra? Pazienza. Si bucano alle ginocchia? Amen. Non capisco proprio perché il bambino debba essere messo nella condizione di doversi porre la domanda se indossare un capo maschile o femminile. E magari da lì consentire a un adulto di costruire tesi fantasiose.
Se la finalità è aiutare i bambini, allora lasciamo che i bambini facciano i bambini. Facciamo un passo indietro. Facciamoli anche sbagliare. Consentiamo loro di prendere le misure al mondo, senza i nostri sballati teoremi. Fermiamo certe fughe in avanti, fermiamole prima di andare a sbattere contro il muro dell’errore postumo. Fermiamole prima di fare un favore a chi sotto sotto studia e promuove certe tesi moderniste allo scopo di generare confusioni.
Non vorrei, per chiudere, che certi sperimenti o certi progetti nascessero dall’esigenza di dare un lavoro a personale sfornato dalle università. Già, perché a furia di produrre laureati in “varie ed eventuali” ora dobbiamo pure preoccuparci di finanziarne gli spazi operativi. Come? Con consulenze e ore di pseudo-insegnamento. Abbiamo bambini con disabilità che restano privi di sostegni, privi di mezzi di accompagnamento e pensiamo al… sesso degli angeli. Abbiamo scuole con carenze infrastrutturali. Abbiamo scuole dell’infanzia dove si fa a cazzotti per avere un posto. E potrei proseguire con l’elenco delle cose che non funzionano. Ecco, non potremmo pensare di convogliare i soldi pubblici in queste cose più necessarie, invece di pensare a subdoli Giochi del rispetto?

Mense scolastiche, piattini mezzi vuoti e tante, tante uova: Le conseguenze del Governo Renzi

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A ROMA APPALTI AL RIBASSO. LE MAMME SONO COSTRETTE A PORTARE PANINI E BISCOTTI AI BAMBINI QUANDO ESCONO

Una mamma arriva con i biscotti nella borsa; un’altra con le fette biscottate, più leggere ma comunque energetiche; la terza è organizzata con un panino prosciutto e formaggio “a Daniele piace tanto”. Sono tutte lì, fuori dal cancello della scuola dell’infanzia di via Guattari, zona est della Capitale, pronte ogni giorno per rispondere, subito, alla richiesta di cibo dei loro figli: hanno fame. Ma non perché sono piccoli, scatenati, in fase di sviluppo, magari stanchi o altro; hanno fame perché a scuola “mangiano poco, a volte pochissimo, e sempre le stesse cose” spiega una delle mamme.

COSÌ ECCO le immagini dei pasti giornalieri offerti ai piccoli, scatti reali, realizzati per denunciare cosa avviene dentro, per denunciare l’amara quotidianità composta da pasta al pomodoro quando va bene, al burro quando non c’è altro, uova, uova e ancora uova, anche tre volte la settimana, poco costose e comunque nutrienti; quindi una manciata di carote oppure delle patate. È festa quando arriva la carne in forma di polpetta, polpetta singola, stupore generale al momento del pesce. Basta. Nient’altro. Chiedere il bis è un’eresia, reclamare un “rinforzino” (come chiedeva Ugo Tognazzi, alias conte Mascetti in Amici miei ) un’inutile pretesa, e “la regola impone di non poter mandare nulla in classe, nulla – racconta Emma, altro genitore preoccupato –. Il motivo è semplice: se uno dei piccoli si sente male, l’istituto è responsabile”. Quindi la soluzione: la merenda al cancello. “Però durante l’anno scolastico passato, è andata anche peggio – interviene un padre –. Per ovviare a uno sciopero del comparto, sono arrivati panini con dentro la muffa e succhi di frutta scaduti”. Risultato: mal di pancia, febbre e tutti gli altri sintomi da intossicazione “e il motivo della serrata era proprio legato al taglio dei finanziamenti per le mense” del Governo Renzi continua il genitore.
La parola d’ordine è: risparmio. Massimo risparmio. Nel nuovo contratto siglato dal Comune di Roma, si è passati dai 5,46 euro a pasto come base d’asta, ai 4,50 euro, per vincere la gara d’appalto.

QUATTRO VIRGOLA cinquanta, moltiplicato 144 mila per altrettanti bambini, dall’asilo alle elementari fino ai giovincelli delle medie, business con tanti zeri sul contratto. Citofono all’istituto: buonasera, sono del Fatto Quotidiano, posso rivolgervi qualche domanda? “Chi è?” Un giornalista del Fatto. Silenzio prolungato, palese imbarazzo dall’altra parte. “Non possiamo far entrare nessuno, aspetti la campanella”. Bene, attendo. Alle 15.45 si apre il cancello, i genitori percorrono il vialetto, i bambini iniziano a uscire e una delle responsabili ci accoglie. “Allora, cosa vuole?” Alcuni genitori denunciano lo scarso cibo servito ai bambini. “Scarso che?”. Cibo. “Si sbaglia, qui mangiano tutti, tanto e bene, le cose avanzano, diamo anche la merenda”. È sicura? “ Ceeeerto, qui va tutto bene”. Stupore tra alcuni dei genitori presenti al dialogo, che poco lontano ci fermano: “Va bene un corno, sappiamo per certo di quantitativi di cibo vergognosi, ma qui dentro hanno paura a dirlo, la gente teme di perdere il proprio lavoro, e noi non sappiamo come muoverci. Qui compriamo di tutto”.

VUOL DIRE carta igienica, materiale didattico, quindi pennarelli, carta da disegno, “pannelli per coprire i termosifoni – spiega una mamma – altrimenti i piccoli rischiavano di sbattere la testa. Non vengono rispettate neanche le minime regole di sicurezza, questo è quello che offre il pubblico”, manca solo “che ci chiedano di dipingere o ristrutturare l’edificio, poi il quadro è completo. E pensare che pochi anni fa, arrivava anche il cibo biologico, con una dieta ad hoc studiata per l’età dello sviluppo”, conclude un altro padre.
Altri tempi, quando non vinceva il massimo risparmio, almeno sulla testa e lo stomaco dei più piccoli.

di Alessandro Ferrucci – Il Fatto Quotidiano 30.10.2014

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