Lotta contigua – Marco Travaglio 24-6-2015

travaglio-marco-lapresse-258È con sincero rammarico che apprendiamo la notizia della rinuncia di Adriano Sofri –ex leader di Lotta continua condannato a 22 anni in quanto mandante dell’a ssassinio del commissario Luigi Calabresi – a partecipare agli Stati Generali sull’Esecuzione della Pena, organizzati dal ministero della Giustizia, in qualità di esperto di “Cultura, istruzione e sport nel carcere” (soprattutto sport). Rinuncia seguita alle polemiche dei soliti sofistici, tipo alcuni sindacati di polizia e Mario Calabresi, figlio del commissario assassinato e direttore de La Stam pa, che si è addirittura permesso di chiedere spiegazioni al ministro Andrea Orlando, come se in Italia le vittime dei reati e i loro parenti avessero diritto di parola. Rinuncia comunicata dal noto mandante pregiudicato con una nota giustamente risentita contro chi ha “sollevato un piccolo chiasso attorno alla mia ‘nomina’” e motivata col fatto che lui ne ha “abbastanza delle fesserie in genere e delle fesserie promozionali in particolare”. In attesa di sapere chi si autopromuoverebbe dicendo fesserie sul suo conto, a parte lui, diciamo subito che orbare l’insigne consesso, non a caso denominato “Stati Generali”(e destinato – immaginiamo – a tenersi nella reggia di Versailles), di una così preclara presenza sarebbe un errore imperdonabile. E un’occasione mancata.

Nessuno meglio di Sofri, che dei 22 anni di pena è riuscito a scontarne a malapena 7, peraltro seguitando a scrivere per vari giornali di destra e di sinistra e a pontificare con interviste a destra e a manca dalla cella di Pisa, e uscendo poi per gravissimi problemi di salute da cui si è prontamente e fortunatamente ripreso, potrebbe illustrare all’inclita e al colto il concetto tutto italiano di “certezza della pena”. Anzi, la sede di Versailles per l’augusto simposio consentirebbe la presenza aggiuntiva del suo complice Giorgio Pietrostefani, l’altro mandante del delitto Calabresi e anche lui condannato a 22 anni, che ha scontato solo in minuscola parte perché dal 24 gennaio 2000 è felicemente latitante proprio a Parigi: latitante si fa per dire, visto che nessuno degli otto governi da allora succedutisi ha mai mosso un dito per ottenerne l’estradizione.

Entrambi, Sofri e Pietrostefani, potrebbero insegnare alle giovani generazioni come ordinare un omicidio, scontare meno di un terzo della pena e al contempo tirarsela da intellettuali e da vittime innocenti della malagiustizia, e venire persino creduti; previa iscrizione alla lobby giusta, si capisce.

Del resto il ministro Orlando fa sapere che Sofri era stato invitato al tavolo proprio in veste di ex detenuto, quindi di profondo conoscitore della materia carceraria, per quel poco che l’aveva sperimentata. Trent’anni fa, quando Antonio Gava fu promosso ministro dell’Interno, Beppe Grillo propose Dracula alla presidenza dell’Avis: ora la battuta diventa realtà, a riprova del fatto che è meglio non farne mai, di battute, perché c’è sempre qualcuno che le scambia per suggerimenti. Se è di esperti del ramo che il Guardasigilli ha bisogno per ridisegnare l’esecuzione penale, giudicata ancora troppo severa, non c’è chi valga il duo Sofri-Pietrostefani: il loro contributo esperienziale potrebbe avviarci verso la totale decarcerazione, cioè l’abolizione definitiva delle patrie galere. Impresa a cui peraltro gli ultimi governi si sono applicati senza sosta, a colpi di leggi svuotacarceri, applicando il modello Sofri a quasi tutti i detenuti, cioè a quei pochi che ancora scontano la pena in cella, ai quali presto verrà distribuito un comodo “carcer omet ro” per calcolare quanto manca alla loro uscita dal carcere prima ancora che vi entrino (basta dividere per due la pena scritta nella sentenza, e il gioco è fatto).

La presenza di Sofri agli Stati Generali sulla pena, poi, aprirebbe la strada ad altre proficue iniziative similari, sempre con l’apporto di esperti nei vari settori. Cesare Battisti (vari ergastoli per quattro omicidi, più annessi e connessi, e qualche mese di carcere) porterà i suoi preziosi consigli – a distanza, magari via Skype dal Brasile – agli Stati generali sui sistemi di sicurezza nelle gioiellerie. Gli Stati Generali sulla corruzione in atti giudiziari, sul finanziamento illecito, sul falso il bilancio, sul conflitto d’interessi e sulla prostituzione minorile si avvarranno obbligatoriamente del contributo fattivo di un fine intenditore come l’ex cavalier B. Quelli sulla riforma del sistema cooperativo non potranno prescindere dai consigli di Salvatore Buzzi.
Seguiranno gli Stati Generali per la lotta alla criminalità organizzata con un nutritissimo parterre di consulenti che potrà attingere a piacere tra le esperienze maturate sul campo dai vari Provenzano, Riina, Carminati & C. Ercole Incalza e il sottosegretario Giuseppe Castiglione presiederanno gli Stati Generali sulla riforma degli appalti. Lapo Elkann, primatista mondiale di parcheggi in divieto di sosta, sovrintenderà agli Stati Generali sul nuovo codice stradale. Il comandante Francesco Schettino sarà utilissimo agli Stati Generali sulla sicurezza navale, mentre Donato Bilancia verrà reclutato per quelli sulle pari opportunità uomo-donna.
E, se tutto va bene, Vincenzo De Luca parteciperà agli Stati Generali per la revisione della legge Severino. Anzi no, scusate, questa la ritiro: s’è avverata prim’ancora che la pensassi.

13 commenti

  1. Mi scusi ma se lei ha detto che si è ritirato il problema è la libera estressione di pensiero di un ex detenuto? Io non credo che Sofri possa decidere, qualora lo volesse, la pena da scontare, nè credo lo possano fare gli altri. Viviamo in un paese in cui il costo della burocrazia è enorme e i suoi malfunzionamenti, malversazioni etc. portano al risultato che non si hanno soldi per costruire scuole come carceri ( finite, s’intende). L’attacco al sistema fatto con la rabbia di chi non accetta chi viene favorito da questo sistema equivale ad attaccare un uomo che, avendo fame, viene messo in condizione di poter rubare del cibo e lo fa, mentre che nella sua idea di Stato dovrebbe esserci una qualche etica o un qualche Stato che punisce questo genere di azioni ma al nostro Stato mnca volutamente un potere coercitivo tale da poter fare ciò in maniera sistematica. Io non credo che risolveremo il problema delle carceri cercando di associare un uomo condannato all’impossibilà di esprimersi nelle cariche pubbliche, serve realismo, tanto da saper chiedere esattamente che un determinato sistema burocratico trovi realizzazione, e ciò è possibile solo conoscendo come funziona questo sistema, e la gente non lo sà, o i più lo ignorano. Il motivo per cui molta gente abbandona la lettura di travaglio è proprio questo: non c’è speranza per il futuro, ma desiderio di mostrare le ingiustizie di un sistema al tracollo, serve una realtà che sia priva di tutte le sue opinioni, ideologie e pregiudizi per sognare un paese migliore, accanirsi contro ingiustizie che sono oramai realtà acclarate vuol dire mostrare di sentirsi traditi, ed è questo un sentimento che ci accomuna tutti, ma non ci permette di andare avanti. Distinti saluti.

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  2. Beato lei che ha tutte quelle certezze sull’omicidio Calabresi, se ne ha qualcuna anche sulla strage di Piazza Fontana e sul “suicidato” Pinelli mi piacerebbe conoscerle.

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  3. Articolo bilioso, astioso e “cattivo” oltre che brutto. Non amo particolarmente Adriano Sofri, ma comincio a detesta Marco Travaglio.

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  4. Io credo che Travaglio dovesse sciaqquarsi tante volte la bocca prima di parlare di Adriano Sofri. Che continui a intrattenerci, tanta volte anche piacevolmente con i suoi monologhi. Ma la smetta di fare la prima ballerina su tutto, e dia un freno alla sua isterica invidia per l’intelligenza di qualcun’altro in questo mondo.

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  5. ciao marco, ti salutano gli oltre 30.000 detenuti ancora dentro per la fini-bossi-giovanardi, quei pochi che ancora scontano la pena in una cella, nel paese dove non vi è certezza della pena e che presto vedrà la totale abolizione del carcere.

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  6. Sofri rifiutò di chiedere la grazia (che gli sarebbe stata concessa quasi di sicuro) e gli avrebbe evitato la necessità di usufruire di “pene alternative scandalose” per il bieco giustizialista, opinionista, giornalista, attore teatrale e sedicente erede di Montanelli. Stiamo comunque parlando di condanna abnorme per un reato ideologico in un periodo storico in cui lo stato cercava tutti i modi per attribuire a varie aree della sinstra extraparlamentare la responsabilità per una strage di matrice evidentemente di estrema destra con connivenze e complicità di alcuni apparati di “se stesso”. Strage a cui il pudore istituzionale ha evitato di consegnare i colpevoli per oltre 45 anni.

    Ma il punto è che Orlando ha chiesto l’opinione di Sofri come conoscitore del mondo carcerario, di cui è insindacabilmente e involontariamente esperto, non per conferirgli sconti di pena…

    Quindi che parliamo a fa’ ???

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  7. Articolo debole e oggettivamente bruttarello. Dovresti chiedere a Dario Fo qualche informazione sul processo Sofri e magari leggere un pó di piú (ti consiglio “futuro anteriore”, ” passato remoto” e soprattutto “le prigioni degli altri”).
    Pessimo anche accomunare una persona di grande cultura come Sofri a personaggi insulsi e ottusamente ignoranti. Vabbé, il lato positivo é che sei umano e anche tu qualche passò falso ogni tanto lo fai.

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  8. Caro Marco ti apprezzo, sinceramente, ma a mio avviso stavolta hai preso un granchio colossale. Il livello di questo tuo articolo è “basso”. Metti insieme capre e cavoli e dimentichi figure come N. Mandela, Gandhy, persone finite in carcere, che hanno scontato ciò che dovevano scontare e anche molto di più, ma a cui nessuno si è mai azzardato a dire di stare zitte. Cordialmente.

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