(Fiumicino) Turisti abbandonati. E in aeroporto le hostess menano

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Dopo l’incendio un guasto paralizza ancora lo scalo romano: viaggiatori costretti a file infinite senza informazioni né aiuto.
Tensione alle stelle tra i passeggeri esasperati e il personale con urla, spinte e carabinieri costretti a sedare principi di rissa

Franco Bechis – Libero 31 Luglio 2015
No, non sono profughi. Però lo sembrano: la mamma dorme su un valigione appoggiato in terra, il padre è sdraiato su altri bagagli con la maglietta rialzata sulla pancia gonfia, e russa. I posti sulle uniche seggiole libere li hanno lasciati alle bambine più piccole. Ne hanno tre, anche la più grande è seduta sul trolley. Le altre due piangono, sono piccole, hanno sete. La madre si sveglia, le tranquillizza. Hanno sete? Bene, guardate, qui di fianco ci sono le macchine distributrici delle bibite. Tira fuori qualche moneta dalle tasche. Le infila dentro, non accade nulla. La macchina non risponde: è spenta, probabilmente le bottigliette all’interno non sono più fresche.CONTINUA A LEGGERE

Il terzo mondo è qui da noi: il Sud fa peggio della Grecia

Una protesta, con blocco della circolazione sull’autostrada A3, dei precari calabresi. Siamo a Cosenza

Una protesta, con blocco della circolazione sull’autostrada A3, dei precari calabresi. Siamo a Cosenza

Il rapporto Svimez: verso un “sottosviluppo permanente”. Record di disoccupati, industria al collasso. Le nascite mai così male da 150 anni

Carlo Di Foggia – il Fatto Quotidiano 31 Luglio 2015
Il Sud non è un Paese per giovani, non lo è per le donne, né per il lavoro, l’industria, lo sviluppo o qualsiasi cosa assomigli a una crescita. Da che si ricordi, il rapporto Svimez sul Mezzogiorno non ha mai contenuto messaggi di speranza. Ma Stavolta i toni sono apocalittici, e i numeri di più. Il Meridione è “la Grecia d’Italia”, peggio: “Dal 2000 al 2013 è cresciuto la metà del Paese ellenico”. E si avvia verso “un sottosviluppo permanente” e uno “tsunami demografico”. CONTINUA A LEGGERE

Il TFR di Renzi a rischio sequestro da parte dei pm

il gatto e la volpe
L’INCHIESTA
Follow the money – La somma era nella parte sana dell’azienda di famiglia per cui il padre Tiziano è indagato per bancarotta

Davide Vecchi – il Fatto Quotidiano 31 Luglio 2015
È arrivato dove previsto: nelle tasche del premier. Il tfr che Matteo Renzi ha intascato è stato salvato anche dai creditori dell’azienda di famiglia per cui il padre, Tiziano Renzi, è indagato a Genova per bancarotta fraudolenta. CONTINUA A LEGGERE

Caro Matteo, tuo Silvio – Marco Travaglio 31 luglio 2015

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Caro Matteo, è un po’ che non ci sentiamo, ma sai di essere sempre nel mio cuore, come il figlio che avrei voluto avere. Perciò non ti nascondo l’amarezza e il senso di abbandono di questa dolorosa estate che – pensa un po’ – mi fa rimpiangere persino quella di due anni fa, quando – è vero – fui condannato in Cassazione, ma – per dio – mi sentivo ancora vivo e vegeto. Avevo appena fatto rieleggere l’amico Giorgio, che in cambio mi aveva riportato al governo e mi dava istruzioni per avere la grazia. Avessi dato retta a lui e ai miei figli, anziché a Ghedini, l’avrei chiesta, quella benedetta grazia. CONTINUA A LEGGERE

Porto di Ostia, preso il patron con amici bipartisan

Mauro Balini, patron del porto di Ostia arrestato ieri insieme ad altre persone

Mauro Balini, patron del porto di Ostia arrestato ieri insieme ad altre persone

di Valeria Pacelli – il Fatto Quotidiano 30 Luglio 2015

Bancarotta e riciclaggio. Le accuse contro Mauro Balini in contatto con alcuni del Pd romano e della giunta Alemanno

Aveva rapporti bipartisan, Mauro Balini, il patron del porto di Ostia, arrestato ieri con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e riciclaggio con altre 3 persone. Agli atti ci sono i contatti con la vecchia e la nuova amministrazione capitolina: ossia Antonio Lucarelli, ex capo di gabinetto di Gianni Alemanno, e con Francesco D’Ausilio, ex capogruppo Pd con la giunta Marino. CONTINUA A LEGGERE

Il Pd salva Azzollini, il senatore Ncd che ha fatto favori a tutti

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Luca De Carolis – il Fatto Quotidiano 30 luglio 2015

IntoccabilePalazzo Madama respinge con 189 no la richiesta di domiciliari per l’ex presidente della Bilancio, accusato per il crac della casa di cura Divina Provvidenza

L’uomo che faceva girare i soldi è salvo.
Trionfante, perfino sardonico: “Sono solo un contadino, un avvocato di provincia”. Ma il Pd che l’ha salvato smentendosi, proprio nel giorno del nuovo gruppo di Denis Verdini, è spaccato.

La farsa di Emiliano e le lacrime di coccodrillo della Serracchiani ndr.
Con la sinistra in armi, il governatore Emiliano che twitta contro “una pagina triste alla don Abbondio” e il vicesegretario Debora Serracchiani: “Abbiamo sbagliato, io avrei votato sì”.

E invece ieri mattina in Senato ci sono stati 189 no, 17 astenuti e 96 sì alla richiesta di arresto per Antonio Azzollini del Nuovo Centrodestra, già presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama, per 12 anni. Un plebiscito, a scrutinio segreto.

IL GIP DI TRANI aveva chiesto i domiciliari per il senatore, accusato di associazione a delinquere, corruzione per induzione e bancarotta fraudolenta per il crac da 500 milioni della casa di cura Divina Provvidenza, con sedi a Bisceglie (Bari), Foggia e Potenza. Di mezzo c’era anche quella frase attribuita da un testimone ad Azzollini (e smentita dal senatore), urlata contro una suora: “Da oggi in poi qui comando io, o vi piscio in bocca”. Per gli inquirenti sarebbe protagonista di una “presa di potere”sull’istituto, grazie alla nomina come amministratore di fatto del fedele Angelo Belsito, per farne “un bacino di consenso politico-personale, quasi eterno”.

natMA IL CENTRODESTRA e tanti del Pd hanno sbarrato la porta alla richiesta del gip, “rinforzata” dal no del tribunale del Riesame di Bari al ricorso di Azzollini. In nome del patto di governo con Alfano, certo. Ma anche perché l’ex presidente della Bilancio è uno che conta.
Era lui, a smistare finanziamenti per centinaia di milioni. Un esperto, dall’ottima memoria. Ergo, andava blindato. Finale non scontato ma nell’aria, dopo la lettera di due giorni fa del capogruppo dem Luigi Zanda, che lasciava “libertà di coscienza” ai suoi senatori. E tanti saluti al sì del Pd all’arresto in giunta per le Immunità, l’otto luglio scorso. L’11 giugno il presidente del Pd Matteo Orfini giurava: “Il Pd dirà sì all’arresto”. È cambiato qualcosa, nel frattempo. Sensazione palpabile in aula, ieri. Si parte con il relatore di maggioranza della giunta, Dario Stefano (Sel): “La documentazione presentata per dimostrare il fumus persecutionis (sospetto di persecuzione, ndr) da parte dei giudici è fragile e con contraddizioni: sì all’arresto”.
Denis Verdini entra ed esce: sta per presentare il suo gruppo in Senato. Azzollini se ne sta seduto: la testa tra le mani, parlotta con Renato Schifani. Il fittiano Tito Di Maggio lo difende: “Ha un ufficio pieno di libri, non può aver detto quelle volgarità”. Irrompe Barbara Lezzi dei Cinque Stelle: “Nel 2013 la commissione Bilancio fece un marchettificio da un miliardo, e quando Azzollini concesse un trattamento di favore alla Divina Provvidenza ebbe il beneplacito di tutti tranne noi”. Tocca all’ex civatiana Letizia Ricchiuti, per il sì, e sono frustate al Pd: “Perché oggi è data libertà di coscienza? Che differenza c’è tra questo caso e quelli di Genovese e Galan?”. Quindi, Azzollini.

IL SENATORE di Molfetta cita le carte, accusa i due principali testimoni (padre e figlio) di essersi contraddetti confrontando date. E quella frase? “La suora a cui l’avrei detta smentisce radicalmente”. Chiude Mario Giarrusso dei 5Stelle: “Salverete Azzollini e dimostrerete che eravate complici”. In aula urla e proteste. Si va al voto: segreto, su richiesta di 20senatori. Dicono no in 189: inutili i 96 sì di M5s, Lega Nord e Sel, più sinistra dem ed ex 5Stelle. Azzollini fa una mezza linguaccia e viene sommerso di abbracci.
Tra i primi a fiondarsi, Verdini. Lezzi urla verso i dem: “Andate a festeggiare anche voi”. Azzollini torna nella sua stanza, braccato dai cronisti. Ha gli occhi arrossati. Giura: “Ieri notte ho dormito poco ma tranquillamente.

Io so che tu sai che io so – Marco Travaglio 30-7-2015

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Bene ha fatto Renzi a disertare, cosa mai accaduta a un segretario del Pd, il comizio di chiusura alla Festa dell’Unità di Roma. La gente, la sua gente, dopo averlo plebiscitato 19 mesi fa alle primarie, l’avrebbe accolto a fischi e pernacchie. I motivi erano già noti l’altroieri: Jobs Act, Buona squola, Italicum, Senato, tasse, bavaglio, reclutamento di Verdini&C. Ieri poi s’è toccato il fondo con un triplete che nemmeno il Barcellona: il Pd che salva Azzollini dall’arresto, poi manda avanti i soliti scudi umani a giurare che Renzi era all’oscuro di tutto e la Serracchiani a chiedere scusa piangendo lacrime di coccodrillo; Padoan che annuncia il nuovo assalto alla diligenza Rai con la legge Gasparri, in barba a tutti i propositi di riforma; e i partiti che bocciano gli ordini del giorno M5S per tagliare 100 milioni ai costi della Casta. Una grande festa della Banda Larga con baci, abbracci e fuochi d’artificio.
Un gioioso revival del berlusconismo trionfante sotto mentite spoglie.CONTINUA A LEGGERE

Tfr, Renzi incassa 48mila euro. Ma non aveva rinunciato?

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Renzi incassa il tfr: 48 mila euro (lordi) a spese dei fiorentini

di Marco Lillo – il Fatto Quotidiano 30-7-2015

Matteo Renzi alla fine ha portato a casa il suo tfr, trattamento di fine rapporto. Un tesoretto che, secondo le stime de Il Fatto, dovrebbe aggirarsi sui 48 mila euro. Soldi versati dalla Provincia e dal Comune (cioè dai contribuenti) di Firenze negli anni 2004-2014. Da più di un anno, sono stati liquidati dalla società della famiglia Renzi al suo ex dirigente in aspettativa e sono sul conto corrente del premier. CONTINUA A LEGGERE

‪#‎RENZI‬ FUGGE DALLA FESTA DELL’UNITÀ

(Piero Pelù)
IL SELFIE-ELETTO Renzi , detto renzuska , è stato preso a calci in culo alla festa dell’unità di Roma ed è dovuto scappare senza poter dire le sue quattro fregnacce quotidiane scondite di buonumore berlusconiano. Finalmente anche la base reale di quel-che-resta-del-PD sta ammettendo che uno che SFASCIA la SCUOLA PUBBLICA, LA SANITÀ PUBBLICA, LO STATO SOCIALE, uno che PRIVATIZZEREBBE anche la sua famiglia, uno che promette spiccioli per succhiare vita è assolutamente pronto ad ANDARSENE AFFANCULO. ELEZIONI SUBITO e che il Presidente Mattarella faccia rispettare la COSTITUZIONE!
Stiamo uniti e stiamo rock.

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“Mattarella ospite del circolo della loggia massonica deviata”

Senzanome
Nella sentenza Rostagno, la presenza del Capo dello Stato (all’epoca deputato Dc) alle iniziative del centro ‘Scontrino’, descritto dai giudici “paravento di massoni”

SANDRA RIZZA | il Fatto Quotidiano 29-7-2015

C’erano Calogero Mannino e Carlo Vizzini, ma anche il capo dello Stato Sergio Mattarella (all’epoca deputato Dc) tra i frequentatori delle iniziative pubbliche del circolo “Scontrino”, il centro di cultura ospitato in un palazzo barocco, che negli anni ‘80 nascondeva un vero e proprio tempio massonico e che ora la Corte d’Assise di Trapani, nelle motivazioni della sentenza Rostagno, definisce un paravento di logge infestate da elementi mafiosi del calibro di Gioacchino Calabrò, l’artificiere della strage di Pizzolungo.CONTINUA A LEGGERE

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